I sentieri più belli della Campania: 10 escursioni
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La Campania non è solo mare: dai Monti Lattari al Matese, dai Picentini al Cilento corre una rete di sentieri CAI segnalati che sale sopra i 1.800 metri.
Qui trovi 10 escursioni scelte tra le più belle della regione, con punto di partenza, distanza, dislivello e tempo di percorrenza. I dati sono incrociati tra CAI, Enti Parco e recensioni di chi quei sentieri li cammina.
I 10 sentieri più belli della Campania
1. Sentiero degli Dei, da Agerola a Nocelle (8 km)
Il Sentiero degli Dei collega Bomerano di Agerola a Nocelle, frazione di Positano, per circa 8 chilometri. Si cammina a 500 metri sul livello del mare con vista su Capri e su tutta la Costiera Amalfitana.
Il tracciato è segnato CAI 327 e si completa in circa 3 ore e mezza, quasi tutto in discesa. Per il ritorno da Nocelle si scendono i gradini verso Positano oppure si prende il bus locale.
Consiglio pratico: parti da Bomerano la mattina presto, il tratto iniziale è in pieno sole già dalle 10. Lasciare l’auto ad Agerola costa meno che a Positano.
Pro: panorama continuo e sentiero ben battuto, adatto anche a chi cammina poco. I bus SITA collegano Agerola con Amalfi e Sorrento.
Contro: affollato da aprile a ottobre, con code nei punti stretti. Poco riparo dal sole e fontane quasi assenti.
Recensioni: è l’escursione più recensita della Costiera, giudicata quasi sempre 5 stelle per il panorama e criticata solo per la ressa estiva.
Se vuoi il quadro completo delle camminate in zona, leggi la guida su Sentiero degli Dei e le escursioni della Costiera Amalfitana.
2. Sentiero del Gran Cono, Vesuvio (4 km)
Il sentiero n. 5 del Parco Nazionale del Vesuvio parte dal piazzale quota 1.000 e sale al cratere a 1.281 metri. Sono 4 chilometri tra andata e ritorno, con circa 2 ore di cammino.
Il fondo è di cenere vulcanica, scivoloso in discesa. Il biglietto si compra solo online sulla piattaforma Vivaticket e costa intorno agli 11,68 euro.
Consiglio pratico: prenota il primo slot del mattino, il sentiero apre alle 9:00 e in estate chiude tra le 15:00 e le 18:00. Porta acqua e scarpe chiuse, in cima tira vento anche a 30 gradi.
Pro: si arriva sul bordo del cratere in mezza giornata, con vista su Napoli, Capri e il Golfo. Accesso regolamentato e sicuro.
Contro: nessun biglietto sul posto, se non hai prenotato resti a valle. Il parcheggio a quota 1.000 è piccolo e a pagamento.
Recensioni: i visitatori premiano l’organizzazione a fasce orarie e segnalano come unico difetto la cenere che entra nelle scarpe.
Dettagli su orari e percorso nella guida al sentiero del Gran Cono e in quella su cosa vedere nel Parco Nazionale del Vesuvio.
3. Valle delle Ferriere, Amalfi e Scala (6 km)
La Valle delle Ferriere è una Riserva Naturale Orientata tra Amalfi, Pontone e Scala. Il sentiero 325 parte da piazza Flavio Gioia ad Amalfi e risale tra mulini abbandonati e agrumeti.
Si cammina per circa 6 chilometri in un microclima subtropicale, dove cresce la Woodwardia radicans, felce gigante presente da 65 milioni di anni. Più avanti compare la cascata del Rio Canneto, alta oltre 25 metri.
Consiglio pratico: il sentiero basso è libero e gratuito, mentre l’ingresso alla riserva richiede prenotazione al Comune di Scala e un biglietto. Verifica l’apertura prima di partire.
Pro: fresco anche in piena estate e perfetto per una mezza giornata. Arrivo o partenza a piedi dal centro di Amalfi, senza auto.
Contro: dopo la pioggia il fondo diventa scivoloso. Il tratto dentro la riserva ha accesso contingentato.
Recensioni: è descritta come una giungla a due passi dal mare, con lamentele ricorrenti solo per i gradini del rientro.
Per il contesto dei paesi di partenza vedi la guida ai borghi più belli della Costiera Amalfitana.
4. Monte Faito, dai Monti Lattari alla vetta (1.131 m)
Il Monte Faito tocca i 1.131 metri e domina la penisola sorrentina da Vico Equense a Castellammare di Stabia. Si sale in funivia dalla stazione Circumvesuviana di Castellammare, in pochi minuti.
A piedi si parte da Vico Equense lungo il sentiero CAI 336 e si cammina tra faggete e pinete attrezzate, con circa 4 ore di salita. In vetta si arriva al Piazzale dei Capi.
Consiglio pratico: la funivia chiude in inverno, quindi fuori stagione serve l’auto o il bus da Vico Equense. In cima fa più fresco di 5-6 gradi rispetto alla costa.
Pro: si può scegliere tra salita a piedi e comodità della funivia. Panorama su Golfo di Napoli e Golfo di Salerno nella stessa vista.
Contro: versante stabiese ripido e poco ombreggiato nel tratto basso. Nei weekend estivi la strada di vetta si riempie di auto.
Recensioni: chi sale a piedi la considera una delle salite più remunerative della Campania, con panorami premiati anche da chi usa la funivia.
Altre camminate della zona nella guida ai borghi della penisola sorrentina.
5. Monte Solaro, Capri (589 m)
Il Monte Solaro è il punto più alto di Capri con i suoi 589 metri. La via più comoda è la seggiovia che parte da via Caposcuro 10, ad Anacapri, e sale in 12 minuti.
Il biglietto costa 15 euro andata e ritorno, oppure 12 euro per la sola salita o discesa. A piedi si sale dal sentiero Migliara, circa un’ora e mezza di gradini.
Consiglio pratico: la seggiovia resta chiusa circa 20 giorni tra gennaio e febbraio per manutenzione. In vetta c’è il belvedere con vista su Ischia e Vesuvio, porta una felpa.
Pro: panorama a 360 gradi sul Golfo di Napoli e sul Golfo di Salerno. Discesa a piedi possibile in circa 90 minuti.
Contro: in alta stagione si fa coda alla partenza. Il costo della seggiovia è alto per una salita breve.
Recensioni: è tra le attrazioni meglio valutate dell’isola, con note positive su pulizia e sicurezza dell’impianto.
Itinerari a piedi sull’isola nella guida Capri a piedi.
6. Monte Epomeo, Ischia (789 m)
Il Monte Epomeo sale a 789 metri ed è la vetta più alta di Ischia. Il sentiero classico parte da Fontana e copre circa 3 chilometri con 400 metri di dislivello.
Si cammina su mulattiere tra castagneti e vigneti, fino all’eremo di San Nicola, scavato nel tufo verde. Il tempo di salita è di circa un’ora.
Consiglio pratico: parti da Fontana e non dal fondo valle, i primi tratti sono ripidi. All’eremo si mangia con vista sul Golfo di Napoli, meglio prenotare nel weekend.
Pro: escursione breve ma di grande soddisfazione, fattibile anche in mezza giornata. Panorama su tutta l’isola e sulle isole Flegree.
Contro: il tratto finale è ripido e con fondo sconnesso. D’estate manca l’ombra nelle ore centrali.
Recensioni: i camminatori la promuovono come alternativa al mare e segnalano l’eremo come la sorpresa del percorso.
Dettagli nella guida al Monte Epomeo.
7. Alta Via del Cervati e degli Alburni, Cilento (1.899 m)
Il Monte Cervati arriva a 1.899 metri ed è la vetta più alta del Cilento, dentro il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. L’Alta Via del Cervati e degli Alburni lo attraversa con tappe segnate in bianco e rosso.
Si parte da Sanza o da Piaggine e si cammina tra 5 e 6 ore con dislivello importante. Ai piedi delle vette c’è il Rifugio Cervati, a 1.597 metri in località Chianolle.
Consiglio pratico: sopra i 1.600 metri la neve resta fino a marzo. Pianifica con meteo stabile e acqua, i punti di ristoro sono pochi.
Pro: pascoli d’altitudine e silenzio, con vista sull’intera dorsale degli Alburni. Ideale per chi cerca un trekking vero e non una passeggiata.
Contro: dislivelli elevati e segnaletica da verificare nei tratti alti. Distanze lunghe in auto dai centri costieri.
Recensioni: è considerata la salita simbolo del Cilento interno, apprezzata per gli panorami aperti e la solitudine del percorso.
Per l’organizzazione completa vedi Il Monte Cervati, la vetta più alta della Campania.
8. Forre di Lavello, Cusano Mutri e Matese
Le Forre di Lavello sono un canyon scavato dal torrente Titerno nel Matese, lungo la strada tra Cerreto Sannita e Cusano Mutri. In alcuni punti la gola supera i 30 metri di profondità.
Il sentiero guidato che costeggia il canyon è lungo circa 2 chilometri e si percorre in 2 ore. Ricalca un’antica mulattiera di epoca sannitica e tocca la Grotta Chiusa.
Consiglio pratico: la discesa in acqua con torrentismo va fatta solo con guide abilitate e casco. Per il sentiero a piedi bastano scarpe da trekking e acqua.
Pro: ambiente spettacolare e poco battuto, con pareti alte e acqua anche in estate. Il borgo di Cusano Mutri vale la deviazione.
Contro: alcuni tratti sono esposti e richiedono attenzione. Accesso con mezzi propri, i collegamenti pubblici sono scarsi.
Recensioni: le recensioni parlano di un piccolo canyon alpino a un’ora da Napoli, con guide locali giudicate competenti.
Il contesto della zona nella guida a Piedimonte Matese e i borghi dell’Alto Casertano.
9. Gole del Sammaro, Sacco e Alburni
Le Gole del Sammaro si aprono nel comune di Sacco, in provincia di Salerno, dove il fiume Sammaro ha inciso la roccia calcarea degli Alburni. Il sentiero è un andata e ritorno sullo stesso tracciato.
Si cammina tra pareti strette e vegetazione ripariale, a poca distanza dal monte Cervati. Il percorso è di difficoltà media e richiede abbigliamento adatto.
Consiglio pratico: evita i giorni di pioggia, il torrente può salire in fretta. Arriva dal casello Petina dell’autostrada A3 e porta acqua, in gola non ce n’è.
Pro: paesaggio carsico unico nel Cilento e accesso gratuito. Si combina con una visita agli Alburni in giornata.
Contro: fondo scivoloso e alcuni passaggi attrezzati. Fruibilità limitata nei mesi più freddi.
Recensioni: chi la percorre la descrive come un canyon accessibile, con la primavera come stagione migliore per la portata del fiume.
Idee per il resto della zona nella guida su cosa vedere nel Vallo di Diano.
10. Monte Terminio, Monti Picentini (1.806 m)
Il Monte Terminio misura 1.806 metri ed è la seconda vetta dei Monti Picentini dopo il Cervialto, che arriva a 1.809 metri. Si trova tra Serino e Volturara Irpina, in provincia di Avellino.
La salita classica parte da Campolaspierto, punto di appoggio con area picnic. Si attraversano faggete e pianori prima della cresta finale, per circa 3 ore di cammino.
Consiglio pratico: la faggeta di cresta è spettacolare a fine ottobre, con il foliage al massimo. Nei mesi invernali verificare la presenza di neve o ghiaccio.
Pro: boschi estesi e panorama sul Golfo di Salerno nelle giornate limpide. Percorso ben segnato dal CAI.
Contro: partenza comoda solo in auto, con strada di montagna stretta. Nubi basse frequenti anche in estate.
Recensioni: è una delle mete preferite dai camminatori irpini, valutata bene per la varietà di ambienti attraversati.
Tutte le informazioni nella guida al Monte Terminio, escursioni e natura in Irpinia.
Come organizzare le escursioni in Campania
La stagione migliore va da aprile a giugno e da settembre a novembre. In luglio e agosto conviene partire all’alba e chiudere entro mezzogiorno.
I sentieri sono segnalati con il classico bianco e rosso del CAI. Scarica la traccia prima di partire con Komoot o Wikiloc, in molte zone la rete dati è debole.
Servono scarpe da trekking, 1,5-2 litri d’acqua, una giacca antivento e un power bank. Nei canyon aggiungi casco se scendi in acqua con le guide.
Sul fronte trasporti, SITA copre la Costiera, la Circumvesuviana arriva al Vesuvio e i traghetti collegano Capri e Ischia. Per Cilento e Matese l’auto resta quasi obbligatoria.
Per emergenze chiama il 112. Se cammini su sentieri escursionistici in gruppo lascia sempre detto dove vai e quando rientri.
Se preferisci le due ruote, dai un’occhiata alle ciclovie più belle della Campania; per i cammini di più giorni c’è la guida al Cammino di San Nilo e quella sui Monti Picentini, oltre al Parco del Taburno.
Domande frequenti sui sentieri della Campania
Qual è il sentiero più bello della Campania?
Il Sentiero degli Dei è il più famoso per il panorama sul mare. Chi cerca montagna vera sceglie l’Alta Via del Cervati, con la vetta più alta del Cilento.
Quali escursioni si fanno con i bambini?
Il Sentiero degli Dei e il Monte Epomeo da Fontana sono i più adatti. Tempi brevi e dislivelli contenuti, con possibilità di rientrare in bus o in seggiovia.
Serve prenotare per il Vesuvio e la Valle delle Ferriere?
Sì, in entrambi i casi. Il Gran Cono richiede biglietto online Vivaticket, la riserva della Valle delle Ferriere va prenotata al Comune di Scala.
Qual è il periodo migliore per il trekking in Campania?
Primavera e autunno, con temperature tra i 15 e i 25 gradi. Sopra i 1.500 metri la neve può restare fino a marzo.
Dove si parcheggia sui sentieri?
A Bomerano e a Campolaspierto si trovano parcheggi liberi. Al Vesuvio il piazzale a quota 1.000 è a pagamento e si esaurisce presto.
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