Il Monte Terminio: escursioni e natura in Irpinia

Il Monte Terminio: escursioni e natura in Irpinia
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Il Monte Terminio: la montagna simbolo dell’Irpinia

Con i suoi 1.806 metri il Monte Terminio è la seconda vetta dei Monti Picentini, superato solo dal Cervialto che lo supera di appena tre metri. Sorge tra i comuni di Serino e Volturara Irpina, in provincia di Avellino.

Tutta la montagna è dentro il Parco Regionale Monti Picentini, una delle aree verdi più grandi della Campania. Faggete secolari, altopiani carsici, pascoli e risorgive la rendono una meta perfetta per chi cerca natura a meno di un’ora da Avellino.

Dalla cima, nelle giornate limpide, si vede il golfo di Salerno, il Vesuvio, i Monti Lattari e le isole del golfo. In estate l’altopiano dei Piani di Verteglia diventa il salotto all’aperto degli irpini, tra prati, cavalli e ristoranti di montagna.

In questa guida trovate i sentieri migliori, i punti di appoggio, come arrivare e tutto quello che serve sapere prima di salire. Una premessa: sul Terminio non ci sono impianti di risalita, la montagna si vive con le gambe e con i ritmi lenti dell’escursionismo.

Infografica mappa del Monte Terminio: vetta, Piani di Verteglia, Campolaspierto, rifugio Perlasca e luoghi citati

La vetta da Campolaspierto: l’anello classico

È l’itinerario più battuto per raggiungere la cima e anche il più adatto a chi vuole un primo assaggio del Terminio. Si parte dal pianoro di Campolaspierto, a circa 1.300 metri, dove c’è un ampio parcheggio vicino al maneggio Il Piccolo Ranch.

Si sale lungo il sentiero CAI 101 dentro la faggeta, si tocca l’area del Rifugio Acqua degli Uccelli e si prosegue verso Collelungo (1.630 metri). L’ultimo tratto percorre la cresta boscosa con una pendenza decisa e regala lo spettacolo finale della vetta.

  • Pro: dislivello contenuto (540 metri), sentiero segnato, parcheggio in quota e panorama enorme dalla cima
  • Pro: fattibile anche con ragazzi abituati a camminare, il giro completo si chiude in 5-6 ore
  • Contro: lungo il percorso non ci sono punti d’acqua, vanno portati almeno 1,5 litri a testa
  • Contro: neve residua possibile fino a primavera inoltrata, l’ultima cresta stanca chi non è allenato

Dalla vetta il versante sud-ovest mostra le pareti dall’aspetto dolomitico del Vallone del Matrunolo, mentre a nord-est l’anfiteatro naturale degrada verso gli altopiani carsici.

Su TripAdvisor molti escursionisti raccontano la salita da Campolaspierto come una passeggiata impegnativa ma alla portata di tutti, completata in circa due ore e mezza dai più allenati, bambini sopra gli otto anni compresi.

Dati tecnici dell’anello: 9 chilometri tra andata e ritorno, difficoltà E (escursionistico), circa 6 ore con le soste. Il CAI Avellino lo organizza spesso come uscita sociale, un buon modo per andare in sicurezza la prima volta.

I Piani di Verteglia: l’altopiano facile per famiglie

A quota 1.230 metri, nel cuore della montagna, si apre il grande altopiano dei Piani di Verteglia, tagliato dalla statale 574 del Monte Terminio. È il punto di partenza ideale per chi non vuole fare fatica e per le famiglie con bambini piccoli.

Il pianoro è un mosaico di prati da pascolo, faggete e radure dove in estate si muovono le mandrie. Ai margini si trovano un caseificio storico, il Rifugio Perlasca e alcuni ristoranti, tra cui il celebre La Faia, aperto dal 1979.

  • Pro: passeggiate pianeggianti adatte a tutti, aria fresca anche ad agosto e foliage spettacolare in autunno
  • Pro: si mangia in quota senza rinunciare alla cucina irpina, perfetto per la mezza giornata
  • Contro: la strada di accesso è di montagna, con curve e tornanti che spaventano i guidatori meno abituati
  • Contro: nelle domeniche estive i prati si riempiono, meglio arrivare presto o scegliere i giorni feriali

Sui portali di recensioni gli utenti descrivono Verteglia come una meta dove la strada asfaltata arriva fin sul prato e la scelta di ristoranti è ampia. “Passeggiata stupenda e tranquilla, si mangia bene”, si legge tra le recensioni più recenti del Monte Terminio su TripAdvisor.

La zona è citata anche come base per le escursioni a cavallo estive.

Un anello facile molto percorso parte dalla piana e tocca l’Acqua della Madonna, una delle risorgive che alimentano l’altopiano. Bastano un paio d’ore per un giro completo tra bosco e prateria, con poco dislivello.

Da San Biagio di Serino in vetta: la via del Sentiero Italia

Per chi cerca l’itinerario vero, quello che si fa rispettare, c’è la lunga salita che da San Biagio di Serino porta in vetta passando per il versante nord. È il tratto di montagna che rientra nel Sentiero Italia, il grande percorso che attraversa tutto l’arco alpino e appenninico.

Si sale quasi sempre all’ombra della faggeta, con un dislivello complessivo di circa 1.300 metri.

Si attraversa il versante settentrionale di Colla di Basso (1.526 metri) e si affronta l’ultima parte, ripida e in parte esposta, fino alla piccola prateria sotto l’anticima nord e quindi alla croce di vetta.

  • Pro: itinerario lungo e selvaggio, scarsamente frequentato, immersione totale nel bosco
  • Pro: la cresta finale regala panorami di memoria alpina su tutta la catena dei Picentini
  • Contro: la traccia in alcuni punti si perde, servono esperienza, segnavia da controllare e idealmente un GPS
  • Contro: dislivello importante e ultimo strappo molto ripido, non adatto a principianti

Il percorso è indicato per escursionisti allenati, difficoltà E con tratti da EE. Le guide che lo descrivono consigliano di non affrontarlo da soli la prima volta.

Verificate le condizioni del sentiero nei periodi di neve o dopo piogge forti. In alternativa si può spezzare la salita con una notte ai Piani di Verteglia.

Il Rifugio Perlasca: il punto di appoggio dell’altopiano

Ai margini dei Piani di Verteglia, nel territorio del comune di Montella, si trova il Rifugio Perlasca, struttura semplice e molto amata da escursionisti e gruppi. Ospita comitive, scout e soci delle associazioni di trekking che usano l’altopiano come base per i giri del Terminio.

La posizione è strategica: dal rifugio partono o transitano molti degli itinerari dell’altopiano, dalle passeggiate verso la Grotta dei Candraloni alla salita alla vetta. È il classico punto di appoggio dove si lascia l’auto e si organizza la giornata.

  • Pro: atmosfera semplice e autentica, gestione familiare, prezzi contenuti
  • Pro: base perfetta per escursioni di più giorni nel Parco dei Monti Picentini
  • Contro: struttura essenziale, non è un albergo: servizi e posti letto da verificare prima
  • Contro: apertura non sempre continuativa, meglio contattarlo sempre in anticipo

Per informazioni e prenotazioni il riferimento è il telefono 347 1344719, indicato anche dalle guide escursionistiche che usano la tappa. Vista la capienza ridotta, nei fine settimana e in autunno conviene chiamare con qualche giorno di anticipo.

Grotta dei Candraloni e Bocca del Dragone: il Terminio carsico

Il Terminio è una montagna di calcare e la sua anima nascosta è il carsismo. Le acque piovane spariscono nel sottosuolo attraverso gli inghiottitoi.

Riemergono più a valle alimentando le storiche sorgenti di Serino, che già in epoca romana rifornivano Napoli e i Campi Flegrei con l’acquedotto augusteo.

La meta più facile per vedere questo fenomeno è la Grotta dei Candraloni, un inghiottitoio dove precipitano le acque dell’omonimo ruscello, raggiungibile con una camminata pianeggiante dalla piana di Verteglia.

Più in basso, a 670 metri, la Bocca del Dragone è uno degli inghiottitoi più spettacolari dell’Appennino campano.

  • Pro: geologia affascinante, percorsi facili e pianeggianti adatti anche ai bambini
  • Pro: nelle giornate calde le gole e il bosco offrono un fresco naturale
  • Contro: non sono grotte attrezzate per il turismo, serve la torcia e tanta prudenza
  • Contro: con piogge abbondanti l’acqua scorre forte, meglio evitare i pressi degli inghiottitoi

Le risorgive di Candraloni (1.350 metri), della Madonna e delle Acque Nere sono tappe classiche delle escursioni dell’altopiano.

Le tracce GPS su Wikiloc le collegano tutte in un anello di mezza giornata che parte e finisce ai Piani di Verteglia, perfetto per capire come funziona l’acqua segreta della montagna.

A cavallo e in pic nic a Campolaspierto

Chi vuole vivere il Terminio senza camminare può puntare su Campolaspierto, il pianoro a circa 1.280 metri raggiunto da una diramazione della statale. Qui ci sono un maneggio, il Il Piccolo Ranch, e un’area da pic nic molto frequentata nei fine settimana.

In estate le escursioni a cavallo sui prati e nei boschi dell’altopiano sono uno dei classici della montagna irpina, adatte anche a chi non è mai salito in sella.

I recensori di TripAdvisor citano proprio i cavalli come uno dei motivi per cui si torna sul Terminio: “ci si va in estate per passeggiare e andare sui cavalli”.

  • Pro: attività alla portata di tutti, bambini compresi, senza alcuna fatica
  • Pro: area pic nic attrezzata e parcheggio comodo a pochi metri dai prati
  • Contro: maneggio e servizi con disponibilità stagionale, prenotazione sempre consigliata
  • Contro: nei giorni di punta il pianoro è affollato, meglio evitare le ore centrali

Campolaspierto è anche il punto di partenza dell’anello per la vetta descritto sopra: lasciare l’auto qui significa guadagnare già 1.300 metri di quota senza fatica.

Il bivio per il pianoro si stacca dalla statale in località Acqua degli Uccelli e si percorrono circa 3,8 chilometri di strada panoramica.

Il Terminio in inverno: ciaspole e slittino senza impianti

Il Terminio ha un passato da stazione sciistica: dal 1972 alla fine degli anni Settanta funzionava una sciovia, la Santa Caterina, con due piste per circa 1,5 chilometri, rifugio ristorante e noleggio sci a Campolaspierto.

Il terremoto dell’Irpinia del 1980 pose fine all’avventura e gli impianti non sono mai più tornati.

Oggi, quando la neve arriva, l’altopiano si trasforma in un grande parco innevato per ciaspolate, slittino e giochi sulla neve. Piani di Verteglia e Campolaspierto sono le zone più facili da raggiungere, con la strada provinciale che sale da Serino e da Montella.

  • Pro: paesaggi da cartolina a due passi da Avellino, zero code agli impianti e zero skipass
  • Pro: pendenze dolci perfette per slittino e prime ciaspolate dei bambini
  • Contro: nessun servizio sci: niente noleggio, niente piste battute, niente soccorso organizzato
  • Contro: la strada può essere ghiacciata o chiusa, obbligatori catene o gomme da neve e verifica della viabilità

Le ciaspolate richiedono neve stabile e meteo favorevole: conviene consultare i bollettini e le pagine social dei Comuni di Serino e Montella prima di salire.

In assenza di neve, l’inverno resta comunque un buon momento per camminare nei boschi con l’aria frizzante. La faggeta dà il meglio in autunno, quando si tinge di ocra e si raccolgono le castagne di Montella IGP.

Dove mangiare ai Piani di Verteglia

Sull’altopiano il punto di riferimento è il ristorante La Faia, aperto dal 1979 lungo la statale 574: cucina casereccia di montagna, dai primi della tradizione irpina ai formaggi dei pascoli. Nei fine settimana e con il foliage è sempre pieno, la prenotazione è quasi obbligatoria.

Poco più in là si trovano altri locali e agriturismi aperti in stagione, mentre a Montella e Serino la scelta si allarga. Per una guida completa sui migliori indirizzi della provincia leggete la nostra selezione su dove mangiare in Irpinia.

Come arrivare al Monte Terminio

In auto da Avellino si scende verso Serino (circa 10 chilometri) e poi si sale lungo la statale 574 del Monte Terminio fino ai Piani di Verteglia: in tutto circa 40 minuti. Da Montella si percorre la stessa statale in direzione opposta, passando per il Passo Cruci.

Da Napoli si prende l’autostrada A16 fino all’uscita Avellino Est e poi si prosegue per Serino: il viaggio dura circa un’ora e un quarto. Da Salerno si risale verso Avellino e da lì si segue il percorso precedente.

Le corse di autobus da Avellino coprono Serino, mentre per l’altopiano le corse sono stagionali: verificate gli orari Air Campania prima di organizzare la giornata. Il parcheggio più comodo è quello di Campolaspierto o i margini della piana di Verteglia, con arrivo anticipato nei festivi.

Quando andare e cosa portare

Il periodo migliore va da maggio a ottobre: in piena estate la montagna regala temperature fresche, in autunno le faggete si accendono di colori e l’altopiano è più tranquillo. La primavera è il momento delle risorgive più piene e dei prati fioriti, ma la neve può insistere in quota fino a maggio.

Equipaggiamento essenziale: scarponi da trekking, almeno 1,5 litri d’acqua a testa (in quota non ci sono fontane), giacca antivento, pantaloni lunghi e protezione solare. Nei mesi estivi partite presto per evitare i temporali pomeridiani, frequenti sui Picentini.

I sentieri principali sono segnati CAI e riportati nella carta escursionistica del Parco dei Monti Picentini in scala 1:25.000. Rispettate pascoli e bestiame, tenete i cani al guinzaglio e portate via i rifiuti: è un parco regionale e la montagna è di tutti.

Domande frequenti sul Monte Terminio

Quanto è alto il Monte Terminio e dove si trova? La vetta misura 1.806 metri ed è la seconda dei Monti Picentini dopo il Cervialto (1.809 metri). Si trova tra i comuni di Serino e Volturara Irpina, nel Parco Regionale Monti Picentini, in provincia di Avellino.

Quanto dura la salita alla vetta? Dal pianoro di Campolaspierto servono circa 2 ore e mezza per la sola salita e 5-6 ore per l’anello completo con le soste, su un percorso di 9 chilometri con 540 metri di dislivello.

La via da San Biagio di Serino richiede una giornata intera e molto più allenamento.

Si può fare il Terminio con i bambini? Sì, scegliendo i percorsi giusti: i Piani di Verteglia e Campolaspierto offrono passeggiate facili adatte ai più piccoli.

La vetta da Campolaspierto è alla portata di ragazzi sopra gli otto anni abituati a camminare. La salita da San Biagio di Serino è invece sconsigliata.

Ci sono impianti sciistici sul Terminio? No: la vecchia stazione, attiva tra il 1972 e la fine degli anni Settanta, chiuse dopo il terremoto del 1980 e non è più stata ricostruita. In inverno si fanno ciaspolate e slittino sulla neve naturale, verificando sempre la viabilità della statale 574.

Serve un permesso per le escursioni? No, sentieri e altopiano sono liberi e gratuiti. Si paga solo per i servizi: ristoranti, maneggio, rifugio e aree pic nic attrezzate. Per il Lago Laceno e le altre mete del parco valgono le stesse regole.

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