Il Parco del Taburno: sentieri ed escursioni
Immagine realizzata con IA
Il Parco Regionale del Taburno-Camposauro è l’area protetta della provincia di Benevento che si arrampica sul massiccio calcareo della Dormiente del Sannio, il profilo di donna distesa che si riconosce dalla piana beneventana.
Istituito con legge regionale nel 1993 e operativo dal 2002, si estende per 12.370 ettari su 14 comuni, da Montesarchio a Vitulano, da Sant’Agata de’ Goti a Solopaca.
Due le vette principali: il Monte Taburno (1.394 metri) e il Monte Camposauro (1.390 metri), separati da una faggeta secolare che in autunno si accende di colori. In questa guida trovi i sentieri più belli del parco, con partenze, tempi e difficoltà reali, più i rifugi dove mangiare e dormire.
Per ogni percorso trovi i pro, i contro e le recensioni degli escursionisti. In fondo, le risposte alle domande più frequenti.
1. Monte Taburno dalla Foresta del Re
È l’itinerario più classico per la cima più alta del parco. Si parte dall’Abetina del Taburno, sul versante di Foglianise e Campoli del Monte Taburno, e si sale dentro la Foresta del Re, storica riserva dove crescono faggio, abete rosso e abete bianco.
Prima tappa è Piano Melaino (1.152 metri), una radura panoramica dove pascolano cavalli e bovini. Da qui si prosegue fino a Quattro Vie (1.208 metri), crocevia di sentieri nel cuore della faggeta: qui passa anche il Sentiero Italia CAI 701 che arriva da Bucciano.
Dalla radura lo sguardo spazia su Valle Caudina, sul Partenio e sul Matese. L’ultimo tratto sale deciso fino alla croce di vetta (1.394 metri), dove la vista abbraccia l’Appennino campano e l’Agro casertano.
Dati: 4-5 ore andata e ritorno, dislivello circa 700 metri, difficoltà E (escursionistica).
Pro: faggeta spettacolare, tappe panoramiche continue, segnaletica chiara, senso di isolamento vero.
Contro: ultimo tratto faticoso, strada di accesso lunga e stretta, poca acqua lungo il percorso.
Recensioni: è il percorso scelto dalle guide AIGAE per le escursioni guidate sul Taburno e uno degli anelli più percorsi dell’intero parco.
2. Monte Taburno dall’Eremo di San Mennato
La salita storica parte da Vitulano: si lascia l’auto al parcheggio con sbarra sulla strada per l’Eremo di San Mennato (934 metri) e si sale verso l’ex albergo Monte Taburno.
L’eremo di San Menna merita una sosta: è una chiesa basilicale con affreschi del XIV secolo e un pavimento a mosaico cosmatesco. Qui visse l’eremita del IV secolo le cui spoglie sono conservate a Sant’Agata de’ Goti. Davanti alla chiesa ci sono tavoli da picnic.
Dal piazzale si prosegue su sentiero sterrato e roccioso, con pendenze costanti, fino alla vetta del Taburno.
Dati: circa 4 ore, difficoltà E, interesse naturalistico, geologico e storico.
Pro: itinerario ricco di storia, partenza comoda da Vitulano, possibilità di pranzo al sacco all’eremo.
Contro: strada chiusa da sbarra che allunga il primo tratto, pendenza costante, sentiero in alcuni punti sassoso.
Recensioni: percorso descritto dalle guide del Taburno come escursione E di 4 ore, adatta a chi ha un minimo di allenamento.
3. Monte Camposauro (1.390 metri)
Il Camposauro è la seconda vetta del massiccio e regala una delle camminate più abbordabili. Si parte dal parcheggio vicino alla chiesetta di Santa Barbara, sul lato di Frasso Telesino e Solopaca.
Subito si apre il panorama sulla Valle Telesina e sul lago di Telese, di origine carsica. Lungo il percorso si incontra il Pizzo Alto (1.187 metri), con la croce di vetta e una via crucis all’aperto, e il Rifugio Vitulano, area picnic dove pascolano cavalli bradi.
La vetta vera e propria è occupata da un parco di antenne e gli alberi alti nascondono il panorama: la vista migliore si gode lungo tutto il tragitto, non in cima.
Dati: 3 ore e 40 minuti, dislivello 460 metri, difficoltà E.
Pro: dislivello contenuto, panorama continuo, adatto anche a chi inizia, possibilità di allungare fino all’eremo di San Michele.
Contro: vetta senza vista, ultimo tratto nel bosco con sentiero poco evidente, serve attenzione all’orientamento.
Recensioni: descritto da Trekking Facile come l’escursione sulla “pancia della Dormiente”, una delle più facili del parco.
4. Monte Pentime (1.168 metri)
Il Monte Pentime è la punta rocciosa che sovrasta Vitulano: nella sagoma della Dormiente del Sannio è la testa. È la vetta perfetta per chi vuole un trekking corto e gratificante.
Si parte dalla stradina per l’eremo di San Menna e si sale con tornanti alternati a sentiero sterrato. Il panorama sulla Valle Vitulanese e sul Camposauro accompagna tutta la salita.
In cima il panorama è a 360 gradi: a nord le montagne del Matese, a sud la valle e i borghi. Il versante sud è completamente scoperto, senza vegetazione, quindi nelle ore calde la salita è esposta al sole.
Dati: 6 chilometri andata e ritorno, 450 metri di dislivello, 2 ore e mezza, difficoltà E facile.
Pro: percorso breve, panorama enorme, ideale come primo trekking o con ragazzi allenati.
Contro: tratto finale roccioso, niente ombra sul versante sud, attenzione ai cavalli selvatici che pascolano liberi.
Recensioni: Trekking Facile la consiglia anche a chi non è molto esperto, definendola una vetta “magnifica da visitare”.
5. Eremo di San Michele in Camposcuro, sentiero 720
Una delle escursioni più suggestive del parco porta all’Eremo di San Michele in Camposcuro, un luogo di culto di origine longobarda incastonato nella parete rocciosa sul versante di Frasso Telesino.
Si parte vicino al Rifugio Vitulano, da Fontana La Trinità (circa 1.100 metri), e si cammina per quasi tutto il percorso dentro la foresta del Taburno seguendo il sentiero 720, ben segnato con i bolli CAI.
Si attraversa un breve tratto di Via Roseto, la stradina che scende a Solopaca, poi si costeggia una parete esposta sulla valle. Poco prima dell’eremo, su uno sperone di roccia, si vede la struttura in pietra con la campana. All’inizio del percorso c’è il Parco Avventura Camposauro.
Dati: 10 chilometri andata e ritorno, 250 metri di dislivello, 3 ore e mezza, difficoltà E.
Pro: dislivello minimo, luogo di grande fascino, adatto a bambini e principianti, bellissimo in autunno.
Contro: in alcuni punti il bosco si infittisce e si può perdere la traccia, poca acqua, meglio non affrontarlo in giornate di pioggia.
Recensioni: Trekking Facile lo definisce un percorso semplice ma molto panoramico, consigliato a chi inizia con il trekking.
6. Creste del Monte Taburno, anello per esperti
Per chi cerca l’emozione vera c’è l’anello delle creste del Monte Taburno, il percorso più tecnico del parco. Si cammina sul filo della cresta nord-ovest, tra torri di roccia e canaloni, con discesa in faggeta fino a Quattro Vie.
L’itinerario è proposto regolarmente dal CAI Benevento e dal CAI Napoli (nella variante con Tuoro Verro), sempre con accompagnatori esperti.
Dati: anello di circa 6 ore, dislivello 600 metri, difficoltà EE (per escursionisti esperti).
Pro: panorama da cresta su entrambe le valli, percorso mai monotono, grande soddisfazione in vetta.
Contro: solo per escursionisti esperti, tratti esposti, non adatto a principianti o bambini, serve esperienza su sentieri simili.
Recensioni: le uscite del CAI Benevento su questo anello hanno sempre il tutto esaurito, con referenti di sezione dedicati.
7. Anello Torre di Rienzo, Pizzo del Tesoro e Pentime
L’anello più panoramico del parco tocca tre rilievi in un solo giro: si parte da Torre di Rienzo, i resti di una torre medievale nei pressi di Vitulano, si sale a Cesco Summara e al Pizzo del Tesoro (1.176 metri), poi si prosegue per Monte Pentime e si scende all’Eremo di San Mennato.
Il percorso corre su creste aperte con vista continua sulla Valle Telesina e sulla Valle Caudina, ed è tra i più votati della zona sui portali di escursionismo.
Dati: 5-6 ore, dislivello complessivo importante, difficoltà E con tratti più impegnativi.
Pro: tre vette in un solo anello, panorami continui, tracciato ben segnalato.
Contro: giornata lunga, dislivello totale da non sottovalutare, meglio affrontarlo con luce piena e cielo limpido.
Recensioni: tra i percorsi con le valutazioni più alte su AllTrails per il parco, con il Monte Taburno che viaggia attorno a 4,4 stelle su 5.
Dove mangiare e dormire nel parco
Al Rifugio della Volpe, tra Tocco Caudio e Campoli del Monte Taburno (2 chilometri da Cautano), è un antico cascinale in pietra con cucina tipica sannita, camere e piscina, pet friendly. Su Tripadvisor ha 4,7 su 5 con oltre 110 recensioni ed è il primo ristorante di Tocco Caudio.
Chalet Natura è il ristorante immerso nel verde del Monte Camposauro, a Vitulano: le vetrate guardano il bosco e la valle, e su Google viaggia a 4,8 su 5. Perfetto dopo il giro del Camposauro.
Rifugio Camposauro, in località Il Campo sul versante nord della montagna, nasce dalla ristrutturazione di una caserma forestale e offre pernottamento per chi vuole svegliarsi in quota.
A Campoli del Monte Taburno ci sono gli agriturismi Tre Macieri, Poggio Antico e Tavernone, la scelta giusta per il pranzo dopo la salita al Taburno.
Per le famiglie, il Parco Avventura Camposauro a Serre del Campo (Vitulano) propone tre percorsi acrobatici, la Grande Tirolese, il muro di arrampicata e nuove zip line: è la prima attrazione di Vitulano su Tripadvisor, telefono 391 136 0520.
Curiosità: nella Tenuta Carpineto, sul lato di Telese, si visita il mulino I Boffa, uno degli ultimi mulini ancora funzionanti e aperti al pubblico.
Come arrivare e info pratiche
Da Napoli si prende l’A1 fino all’uscita Caserta Sud-Maddaloni e poi la SS7 Appia verso Montesarchio, la porta del parco: sono circa 60 chilometri da Napoli e 20 da Benevento.
Da Roma: A1 uscita Caserta Sud, poi SP36 Sannitica e SP Vitulanese per Tocco Caudio. Da Bari: A16 con uscita Benevento, poi SS7 Appia. L’accesso ai sentieri è libero e gratuito da uno dei 14 comuni del parco.
Quando andare: primavera e autunno sono i periodi migliori, con la faggeta che in ottobre si tinge di giallo e rosso. D’estate in quota si sta freschi, ma le sorgenti sono poche: porta almeno 1,5 litri d’acqua a testa.
Sicurezza: scarponi obbligatori, segnaletica CAI sui sentieri principali (720 e 701), percorsi EE solo per esperti. Non avvicinare cavalli e bovini bradi: sono animali liberi e possono reagire.
Fauna: il parco è tra le aree più ricche di biodiversità della Campania, con 94 specie di uccelli (75 nidificanti), cervone, saettone, biacco e vipera. Durante le escursioni si incontrano spesso volpi, tassi e, all’alba, caprioli.
Domande frequenti
Quanto è alto il Monte Taburno?
Il Monte Taburno è la vetta più alta del parco con 1.394 metri. Poco sotto c’è il Monte Camposauro (1.390 metri), poi il Pizzo del Tesoro (1.176) e il Monte Pentime (1.168).
Qual è il sentiero più facile del Parco del Taburno?
I più semplici sono il Monte Pentime (2 ore e mezza, 450 metri di dislivello) e l’eremo di San Michele (3 ore e mezza, solo 250 metri). Anche il Monte Camposauro è abbordabile per il dislivello contenuto.
Si può fare trekking con i bambini?
Sì: il sentiero 720 per l’eremo di San Michele e il Monte Pentime sono adatti ai più piccoli. Per una mezza giornata di divertimento assicurato c’è il Parco Avventura Camposauro. Da evitare le creste EE.
Dove si mangia dopo un’escursione?
Le soste classiche sono Al Rifugio della Volpe e Chalet Natura sul Camposauro, oppure gli agriturismi di Campoli del Monte Taburno, come Tre Macieri e Poggio Antico. Prenota sempre nel weekend.
Il parco è gratuito?
Sì, l’ingresso e i sentieri sono liberi e gratuiti. Si pagano solo i servizi extra come il Parco Avventura Camposauro o le escursioni guidate con le guide ambientali.
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