Le ciclovie più belle della Campania
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Perché pedalare in Campania
La Campania ha una rete ciclabile a più velocità: anelli lunghi e segnalati convivono con piste urbane corte e con cantieri ancora aperti. Distinguere i percorsi reali dai progetti sulla carta è il primo passo.
Questa guida raccoglie 10 ciclovie da provare, dal Cilento all’Alto Casertano e alle isole. Per ognuna trovi chilometri, punto di partenza, tipo di fondo, pro e contro.
Le 10 ciclovie più belle della Campania
1. La Via Silente, l’anello del Cilento
È l’itinerario più lungo della regione: 600 chilometri ad anello che partono e tornano a Castelnuovo Cilento. Attraversa tutto il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Il percorso è diviso in 15 tappe, con una media di circa 35 km al giorno. Il 70% del tracciato è su asfalto, il resto su sterrati e strade bianche.
Si pedala tra il Monte Stella, il Monte Gelbison e il Monte Cervati, con la salita finale a 1.898 metri riservata a chi ha gambe e rapporti giusti.
La Silentina è il passaporto del ciclista: si timbra tappa dopo tappa e dà diritto a sconti su vitto e alloggio nelle strutture convenzionate.
A Velina, frazione di Castelnuovo, la Casa Silente funziona da infopoint e officina per chi arriva in treno con la bici smontata.
Nelle recensioni dei cicloturisti torna lo stesso punto: strade quasi vuote e borghi autentici, ma pochi punti di appoggio tra una tappa e l’altra.
Pro: percorso segnato bene, tappe brevi, assistenza organizzata. Contro: da maggio a settembre il caldo dell’interno pesa e l’acqua va portata con sé.
Per il quadro naturalistico completo c’è la guida Parco Nazionale del Cilento, con le zone da vedere divise per area.
2. La Ciclovia dei Borboni, da Bari a Napoli
Unisce Bari e Napoli con 340 km complessivi, da mare a mare attraverso l’Appennino. Il tratto finale taglia il Sannio e scende fino a Piazza del Plebiscito.
L’itinerario è nato il 12 giugno 2010 e porta la firma della FIAB. Fa parte della rete nazionale BicItalia con la sigla BI 10.
Il percorso completo si chiude in 4 giorni a un ritmo di circa 85 km quotidiani. È roba da cicloturisti allenati, con tappe lunghe e diversi valichi.
Il fondo è su strade secondarie poco trafficate, non su pista protetta. Meglio una bici da trekking o una gravel con gomme generose, almeno 38 mm.
Sui forum di cicloturismo i giudizi sono ottimi sul paesaggio e più freddi sulla segnaletica: in alcuni bivi la traccia va controllata.
Pro: attraversa Puglia, Basilicata e Campania in un solo viaggio. Contro: pochi tratti protetti e traffico vicino ai centri abitati.
3. La Ciclovia del Volturno, dal Parco al casertano
Segue il fiume dalla sorgente fino a Capua, con circa 145 km di tracciato. Si parte da Rocchetta al Volturno e si scende tra campi, dighe e borghi medievali.
Il dislivello negativo supera i 500 metri: la pendenza lavora per te quasi sempre. È una delle poche ciclovie campane davvero alla portata di tutti.
Le tappe classiche sono Roccaravindola, Vairano Patenora, Alife, Ruviano e Sant’Angelo in Formis, con chiusura davanti alla basilica.
Attenzione al limite principale: la ciclovia non ha sede protetta. Si pedala su strade poderali e provinciali, con tratti dove il traffico agricolo è la norma.
Chi arriva a Capua può proseguire verso Santa Maria Capua Vetere e l’Anfiteatro Campano, la deviazione giusta per chiudere il viaggio in bellezza.
Pro: discesa dolce, poca fatica, paesaggio rurale. Contro: fondo dissestato in più punti e nessuna protezione dal traffico.
4. La Via delle Sorgenti, anello dell’Alto Casertano
Anello di 220 km nell’Alto Casertano, con partenza e arrivo a Giano Vetusto. Il nome viene dalle sorgenti che alimentano l’acquedotto campano.
Si pedala su strade secondarie a basso traffico tra Alife, Piedimonte Matese e i Monti del Matese. Il paesaggio passa da uliveti a faggete in pochi chilometri.
È il tracciato della randonnée Via delle Sorgenti, con partenza e arrivo a Capriati a Volturno nelle edizioni organizzate. Un test perfetto per preparare la stagione.
Nelle recensioni dei partecipanti il punto forte è la quiete: si pedala per ore senza incontrare un’auto. Il punto debole è l’assenza di fontane e punti ristoro.
Pro: traffico quasi nullo, dislivelli graduali, borghi veri. Contro: zona poco servita e ricambi lontani, meglio non restare a secco.
5. La Via Francigena del Sud in bici
Il tratto campano della Via Francigena misura circa 250 km e collega Sessa Aurunca a Buonalbergo, passando per Teano e Benevento.
La versione su due ruote è molto seguita, ma va detto subito: alcuni tratti non sono percorribili in bici. Nei punti critici si devia sulle provinciali.
Le tappe più comode in bici sono Sessa Aurunca-Teano (circa 15 km), Teano-Statigliano (24,6 km) e Telese Terme-Benevento (circa 17 km).
Il fondo è misto: asfalto, sterrati agricoli e tratturi. Servono gomme tassellate e una buona capacità di orientamento fuori dai centri abitati.
Sui forum dei camminatori i pareri concordano: segnaletica migliorata negli ultimi anni, ma tra Vitulano e Benevento la traccia GPS resta indispensabile.
Pro: patrimonio artistico continuo, tappe corte, credenziale riconosciuta. Contro: tratti non ciclabili e saliscendi senza tregua.
Le tappe complete sono nella guida Via Francigena del Sud in Campania, con dove dormire e periodi migliori.
6. La Pista ciclabile dei Templi, nel Salernitano
È la pista più ambiziosa del Salernitano: collega Salerno, Pontecagnano Faiano, Battipaglia, Eboli, Capaccio Paestum e Agropoli.
Il tracciato serve la Piana del Sele e punta ai Templi di Paestum. È un’opera a tratti, con cantieri aperti e segmenti già percorribili.
A febbraio 2026 è stato firmato il protocollo per il completamento: 2 milioni di euro per collegare Agropoli e i centri di Castellabate. Capofila del progetto è Castellabate.
Il valore aggiunto è la destinazione: si arriva in bici davanti al Tempio di Nettuno senza toccare la statale. Il limite è la frammentazione attuale, con tratti ancora da chiudere.
Nelle recensioni di chi la usa in estate ricorrono due note: ottima sul lungomare di Agropoli, ancora incompleta sul collegamento continuo verso Salerno.
Pro: pianeggiante, panoramica, a misura di famiglia. Contro: opera incompleta, in più punti si resta su strada aperta al traffico.
Per il contorno vale la guida La Piana del Sele: cosa vedere, tra Eboli e Battipaglia.
7. Dal Vesuvio al mare, la ciclopedonale sull’ex ferrovia
La ciclopedonale Vesuvio-Mare recupera la vecchia ferrovia Cancello-Torre Annunziata, dismessa dal dicembre 2005. Il progetto prevede 12 km tra il vulcano e la costa.
A opera finita si andrà da Boscoreale e Boscotrecase fino al litorale di Torre Annunziata senza auto. I cantieri sono entrati nel vivo con i primi tratti aperti.
I comuni hanno firmato con Regione Campania e RFI per usare le aree dell’ex sedime ferroviario. Il progetto è stato redatto dal comune di San Giuseppe Vesuviano.
Il tratto di Boscotrecase è il primo tassello utile, circa un chilometro, pensato per agganciarsi al resto del percorso.
Pro: sedime separato dal traffico, vista sul Vesuvio e sul golfo. Contro: opera incompleta, prima di programmare il giro va verificato lo stato dei cantieri.
Sul versante naturalistico c’è la guida Cosa vedere nel Parco Nazionale del Vesuvio.
8. Napoli: lungomare e l’anello di Bagnoli
In città la pista più frequentata è quella del lungomare di Napoli: pianeggiante, va da Mergellina al Borgo Marinari con vista sul golfo.
È un percorso breve ma utile per orientarsi, con Capri e il Vesuvio sullo sfondo. Nelle ore di punta meglio evitarla, tra pedoni e monopattini.
A ovest il cantiere di Bagnoli prevede un anello stradale con pista ciclabile a doppio senso, collegata ai percorsi del nuovo parco urbano.
Il progetto di rigenerazione, seguito da Invitalia, collega via Nuova Bagnoli, il Marine Farm e la Porta del Parco. Qui la bici diventa il modo più sensato di muoversi.
Pro: tutto in piano, panorami unici, noleggi diffusi. Contro: tratti promiscui con pedoni e traffico urbano, poco adatti ai bambini.
Chi vuole allungare verso ovest ha la guida Cosa vedere nei Campi Flegrei.
9. Ischia in bici, l’anello dell’isola
Il giro dell’isola d’Ischia è un anello di circa 39 km con partenza tipica da Forio. Si toccano Lacco Ameno, Casamicciola, Ischia Porto e Sant’Angelo.
Il fondo è asfalto con saliscendi continui, quindi servono rapporti agili o una e-bike. In alta stagione il traffico sulle strade principali è il vero problema.
I noleggi sono diffusi in tutti i comuni e le tariffe di una giornata partono da poche decine di euro. Le e-bike vanno prenotate con qualche giorno di anticipo.
Sulle recensioni dei visitatori torna spesso lo stesso consiglio: partire presto la mattina ed evitare agosto, perché le salite al sole sono toste.
Pro: panorama continuo, noleggi ovunque, distanze brevi. Contro: traffico estivo e strade strette senza corsia dedicata.
Per abbinare bici e relax c’è la guida Le terme più belle di Ischia.
10. La Via Appia in bici, da Mondragone a Benevento
La Via Appia è Patrimonio UNESCO dal 2024 e il tratto campano si pedala bene: da Mondragone a Santa Maria Capua Vetere, poi verso Montesarchio e Benevento.
Si usa la viabilità ordinaria che ricalca l’antico tracciato, con deviazioni sui siti archeologici. Il basolato di Mondragone, lungo 50 metri, è tra i tratti meglio conservati della regione.
Il Museo archeologico di Calatia a Maddaloni è chiuso per lavori dal 12 gennaio 2026, quindi la tappa va saltata. L’Anfiteatro Campano invece è aperto dal martedì alla domenica, 9-18:30.
Il biglietto dell’anfiteatro costa 6 euro, con ridotto a 2 euro tra i 18 e i 25 anni. Il Mitreo si visita solo su prenotazione al numero 338 6353806.
Pro: storia a ogni chilometro, biglietti economici, zero code. Contro: traffico nei tratti urbani e poca segnaletica dedicata alle bici.
L’itinerario completo è nella guida La Via Appia Antica in Campania.
Come organizzare un giro in bici in Campania
Prima di partire serve una verifica pratica: molte ciclovie campane sono itinerari su strada, non piste separate. Fondo e traffico contano più dei chilometri totali.
La bici giusta dipende dal percorso: una gravel copre sterrati e asfalto, una city bike basta sul lungomare di Napoli, una e-bike salva la giornata a Ischia e sull’Appia.
Il periodo migliore va da aprile a giugno e da settembre a ottobre. In luglio e agosto conviene pedalare prima delle 10 e dopo le 17.
Sul treno la bici viaggia con supplemento sui regionali, mentre sui traghetti per Ischia e Procida serve il biglietto dedicato. Nei weekend estivi meglio prenotare.
Porta con te acqua, kit riparazione e traccia GPS offline: in Alto Casertano e nel Cilento interno il segnale non è continuo.
Se il formato cammino ti convince più della bici, sul sito ci sono Il Cammino di San Nilo e Il Cammino di San Benedetto. Chi preferisce i motori trova gli itinerari in Campania in camper.
Domande frequenti sulle ciclovie della Campania
Qual è la ciclovia più lunga della Campania?
La Via Silente, con 600 km ad anello nel Cilento e 15 tappe. Segue la Ciclovia dei Borboni, che però è interregionale: 340 km da Bari a Napoli.
Serve una bici particolare per le ciclovie campane?
Per i percorsi su strada bastano una gravel o una trekking con gomme da 38 mm. Per la Via Francigena e i tratturi servono gomme tassellate. Sul lungomare di Napoli va bene anche una city bike.
Qual è il periodo migliore per pedalare in Campania?
Aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre. In piena estate conviene pedalare all’alba, con rientro entro le 13, soprattutto nell’interno del Cilento e nel Sannio.
Si possono portare le bici su treni e traghetti?
Sui regionali serve il supplemento bici, mentre su Italo e Frecciarossa la bici smontata viaggia come bagaglio. Sui traghetti per Ischia e Procida il biglietto bici è a parte e in estate va prenotato.
Ci sono ciclovie adatte ai bambini?
Sì: il lungomare di Napoli, la Pista ciclabile dei Templi sul lungomare di Agropoli e la Ciclovia del Volturno nella parte pianeggiante. Da evitare con i piccoli le strade dell’isola d’Ischia in alta stagione.
Per i caseifici e le soste golose lungo la costa, vedi Mozzarella a Capaccio Paestum, con i caseifici aperti al pubblico.
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