Punta Campanella e la Baia di Ieranto: come visitarle
Immagine realizzata con IA
La Punta Campanella e la Baia di Ieranto sono il cuore selvaggio della penisola sorrentina, il punto in cui il golfo di Napoli incontra il golfo di Salerno. Il promontorio si stringe fino a pochi chilometri da Capri, tra macchia mediterranea e acque protette dall’Area Marina Protetta.
È una delle escursioni più belle della Campania, adatta a chi ama camminare con il mare a picco sotto i piedi. In questa guida trovi tutto quello che serve per organizzare la visita: i due sentieri principali, le regole dell’area marina, gli orari del bene FAI, i parcheggi e i consigli pratici.
Ieranto e Punta Campanella si visitano solo rispettando la natura del luogo, che è anche il suo valore più grande.
Punta Campanella: il promontorio tra due golfi
La Punta Campanella è l’estremo lembo meridionale della penisola sorrentina. Nell’antichità era il Promontorium Minervae, dedicato ad Atena, la dea della saggezza: qui sorgeva un tempio fondato dai Greci e poi utilizzato dai Romani, di cui restano tracce archeologiche intorno alla torre.
Il mito vuole che in questo punto Ulisse abbia incontrato le Sirene, e per questo il luogo è legato anche al loro culto. Sul promontorio domina la Torre di Punta Campanella, detta anche Torre Minerva.
La torre fu fatta costruire da Roberto d’Angiò tra il 1334 e il 1335 come avvistamento contro i pirati, e venne ricostruita nel 1556 dopo la distruzione da parte dei Turchi. Una campana veniva suonata per dare l’allarme, e proprio da quel suono deriva il nome Campanella.
Accanto alla torre c’è il faro di Punta Campanella, ancora in funzione. Sulla sinistra della torre un sentiero ripido scende verso la Grotta delle Sirene, con un’iscrizione osca della prima metà del II secolo a.C. incisa nella roccia.
Dal belvedere la vista spazia su Capri, che sembra a portata di mano, su Ischia e sui Faraglioni. A ovest si apre la Baia di Ieranto, a est la costiera amalfitana: è uno dei punti panoramici più emozionanti della Campania.
Il sentiero da Termini: come arrivare alla torre
L’accesso a piedi più comodo parte da Termini, frazione di Massa Lubrense. Dalla piazza Santa Croce si prende via Campanella e, dopo circa 200 metri, si svolta a destra su via Minerva, una mulattiera greco-romana del IV secolo a.C. ancora in parte basolata.
Il percorso è di circa 4 chilometri con un dislivello di 300 metri: in media un’ora all’andata e un’ora al ritorno, per una durata complessiva di circa due ore. La pendenza è costante ma mai estrema, adatta a chi ha un minimo di allenamento.
Durante la discesa si incontra la Torre di Fossa Papa, un’altra torre di avvistamento del sistema difensivo della penisola. Il sentiero fa parte dell’Athena Trail, il circuito ad anello che collega Punta Campanella al Monte San Costanzo.
Pro: panorama continuo su Capri e sui due golfi, percorso storico ben segnalato, si combina con la visita alla Baia di Ieranto.
Contro: tratto in salita al ritorno, quasi nessuna ombra, sconsigliato con il caldo di mezzogiorno e con scarpe non adatte.
I visitatori che recensiscono il sentiero su Google e TripAdvisor lo descrivono come una delle camminate più belle della costiera. I consigli ricorrenti sono due: partire presto la mattina e portare almeno un litro d’acqua a testa.
In estate il percorso è molto assolato, quindi cappello e crema solare sono indispensabili.
La Baia di Ieranto: il bene FAI
La Baia di Ieranto è uno dei luoghi più fotografati della penisola sorrentina: una mezzaluna di scogli e ciottoli incastonata tra i promontori, con l’acqua color smeraldo e una casa colonica immersa negli ulivi.
Dal 1987 è affidata al FAI, Fondo Ambiente Italiano, che ne cura la tutela e le visite guidate.
Il luogo conserva la memoria della cava e del cementificio che la famiglia Italcementi vi gestì per decenni, prima che la natura riprendesse il sopravvento. Oggi la baia è famosa anche per i capperi di Ieranto, che crescono spontanei sui muri a secco e vengono raccolti ancora oggi.
Vicino alla casa colonica c’è un’area pic-nic attrezzata, mentre la spiaggia è libera e non attrezzata, con pochissimi punti d’ombra. Pro: paesaggio incontaminato, acqua limpida, guide FAI qualificate, area pic-nic.
Contro: accesso solo a piedi, niente ombrelloni né servizi in spiaggia, balneazione in alcune aree temporaneamente interdetta da ordinanza della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia del giugno 2026.
Prima di partire controlla sempre le aperture straordinarie sul sito del FAI: in inverno le visite guidate si svolgono solo nel fine settimana, mentre dal 1 marzo al 31 ottobre il bene è visitabile dal martedì alla domenica.
Verifica anche la situazione aggiornata della balneazione, soggetta a ordinanze temporanee della Capitaneria.
Il sentiero da Nerano: la partenza ufficiale FAI
Il percorso indicato dal FAI per raggiungere la Baia di Ieranto parte da Nerano, frazione di Massa Lubrense. Dalla piazzetta del borgo si imbocca via Ieranto, sentiero segnalato di media difficoltà con un dislivello di circa 250 metri.
In circa 45 minuti si arriva alla baia, camminando tra ulivi e ginestre con vista sulla costiera amalfitana.
A Nerano il parcheggio è scarso: c’è un piccolo parcheggio all’ingresso del paese, altrimenti si lascia l’auto lungo la strada. In alternativa si arriva con il bus SITA da Sorrento, linea per Marina del Cantone, con fermata a Nerano: la corsa dura circa un’ora.
Pro: partenza ufficiale del bene FAI, segnaletica chiara, si abbina a un pranzo di pesce a Marina del Cantone. Contro: parcheggio difficile in alta stagione, strada di accesso stretta, ultimo tratto in salita al ritorno.
Chi vuole allungare l’escursione può proseguire da Ieranto verso Termini lungo il sentiero CAI 339, che collega le due località. Molti camminatori organizzano l’anello Nerano-Ieranto-Termini, con rientro in bus o con due auto parcheggiate ai due capi.
Su Google gli escursionisti consigliano questo anello soprattutto in primavera e in autunno, quando il sole è meno forte e la luce sulla baia è perfetta per le foto.
In barca: le regole dell’Area Marina Protetta
Le acque intorno a Punta Campanella fanno parte dell’Area Marina Protetta Punta Campanella, gestita da un consorzio di sei comuni: Massa Lubrense, Piano di Sorrento, Positano, Sant’Agnello, Sorrento e Vico Equense. Per chi arriva via mare le regole sono precise e vanno rispettate.
L’area è divisa in tre zone. Nelle zone A, riserva integrale attorno allo Scoglio del Vervece e a Vetara, vicino a Li Galli, sono vietati accesso, navigazione e ancoraggio. Nelle zone B sono ammesse vela, remi e pedalò, con forti limitazioni per i motori.
Nelle zone C la navigazione è più libera, ma l’ancoraggio è consentito solo nei poligoni designati, come Marina di Puolo, Mitigliano e Marina del Cantone-Recommone, e solo di giorno, dalle 8 alle 20.
La velocità è limitata a 5 nodi entro 300 metri dalla costa e a 10 nodi oltre. Sono vietati ovunque i jet ski e le moto d’acqua, lo sci nautico e, dal regolamento 2026, anche i mezzi con foil. La pesca subacquea è proibita in tutta l’area.
Nel tratto tra Punta Campanella e Punta Penna, che comprende la Baia di Ieranto, la navigazione motorizzata è vietata tranne che per raggiungere le boe autorizzate.
Le boe di Ieranto si prenotano e sono riservate a operatori locali, trasporto passeggeri e pescaturismo: non vanno considerate come un ormeggio pubblico.
Gli altri campi boa sono a Mortelle e Isca-Crapolla. Pro: vista spettacolare dal mare, possibilità di vedere grotte e faraglioni, snorkeling nelle zone consentite.
Contro: regole complesse da conoscere, ormeggio a pagamento e su prenotazione, multe severe per chi non rispetta i divieti.
Le recensioni dei diportisti segnalano l’area come una delle più belle d’Italia. Raccomandano però di consultare la cartografia ufficiale dell’AMP prima di entrare: i confini delle zone non sono intuibili a occhio nudo e una parte dello stesso sito può essere fuori dal poligono consentito.
Cala di Mitigliano: la deviazione da non perdere
Lungo la via Minerva, prima di arrivare alla torre, una deviazione a destra conduce alla Cala di Mitigliano, una cala di ciottoli con vista su Capri, raggiungibile con una breve discesa. È una delle calette più amate della penisola sorrentina, con acqua limpida e fondale che degrada rapidamente.
Pro: tappa breve, acqua cristallina, zona di ancoraggio consentito in area C per chi arriva via mare. Contro: spiaggia di ciottoli, pochi servizi, in estate molto frequentata.
Chi visita Punta Campanella a piedi può inserire Mitigliano nel percorso di andata o di ritorno senza stravolgere i tempi: si aggiungono circa 30-40 minuti in totale. I bagnanti la recensiscono come una delle calette più belle del golfo, ma consigliano scarpette da scoglio per il fondale.
Come arrivare e consigli pratici
In auto si arriva a Massa Lubrense da Sorrento o da Sant’Agata sui Due Golfi. Per Termini, dal centro di Massa si segue via IV Novembre in direzione Marciano; da Sant’Agata si prosegue per via dei Campi. Si parcheggia nella piazza di Termini o nelle vie antistanti, nelle strisce blu.
Per Nerano, dall’autostrada A3 si esce a Castellammare di Stabia e si segue per la penisola, passando da Meta e Sant’Agata sui Due Golfi.
In bus, da Sorrento parte la linea SITA per Marina del Cantone, che attraversa Termini e ferma a Nerano: controlla gli orari sul sito di Sita Sud Trasporti, perché in bassa stagione le corse si riducono.
Il periodo migliore è la primavera e l’autunno: in estate il caldo rende faticosa la salita al ritorno, e nei weekend la baia è molto affollata. Porta scarpe da trekking, acqua a volontà, cappello, costume e una colazione a sacco: lungo i sentieri non ci sono fontanelle né punti di ristoro.
Il percorso non è adatto a persone con difficoltà di movimento, e i tratti esposti al sole richiedono di pianificare la partenza al mattino presto.
FAQ
Quanto dura il sentiero per Punta Campanella? Da Termini sono circa 4 chilometri con 300 metri di dislivello: un’ora all’andata e un’ora al ritorno, per una durata totale di due ore circa.
Si può arrivare alla Baia di Ieranto in barca? L’accesso e l’ormeggio di natanti privati a motore sono vietati. Si arriva solo a piedi, oppure con le boe autorizzate, che a Ieranto si prenotano e sono riservate a operatori locali, trasporto passeggeri e pescaturismo.
La Baia di Ieranto è aperta tutto l’anno? Sì, ma le visite guidate in gennaio, febbraio, novembre e dicembre si svolgono solo il sabato e la domenica. Dal 1 marzo al 31 ottobre il bene FAI è visitabile dal martedì alla domenica.
Quanto dista Punta Campanella da Capri? Poco più di 3 chilometri in linea d’aria: dal belvedere della torre l’isola sembra a portata di mano, e con il mare calmo si vedono i Faraglioni in ogni dettaglio.
Serve un permesso per camminare sui sentieri? No, i sentieri per Punta Campanella e Ieranto sono pubblici e non richiedono permessi. Le visite guidate FAI nella baia si prenotano sul sito del Fondo Ambiente Italiano.
Prima di partire, consulta anche le altre guide della serie per organizzare il soggiorno: gli itinerari dei borghi più belli della penisola sorrentina, le spiagge più belle, la guida per arrivare a Sorrento e i migliori agriturismi.
Per chi ha più tempo, il giro della penisola in giornata da Massa Lubrense a Sant’Agata sui Due Golfi è descritto nella guida dedicata, mentre gli amanti del trekking trovano spunti nel Sentiero degli Dei.
Da non perdere, in zona, le botteghe del limoncello IGP e i prodotti tipici della penisola, con un occhio ai caseifici della mozzarella di Capaccio Paestum.
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