Le cascate di Montella e Cassano Irpino: come arrivare

Le cascate di Montella e Cassano Irpino: come arrivare
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Un angolo d’Irpinia dove l’acqua è protagonista

Cassano Irpino è conosciuto come la “Terra delle acque”: nel suo territorio nascono sorgenti che alimentano l’Acquedotto Pugliese e quello dell’Alto Calore. A pochi chilometri, lungo il corso del fiume Calore, si trovano le cascate più amate dell’Alta Irpinia.

Si tratta delle Cascate di Montella, comune confinante con Cassano: la Lavandaia, la Madonnella e il Fascio. Tre salti d’acqua immersi nei boschi dei Monti Picentini, raggiungibili in giornata da Napoli e da Avellino.

In questa guida trovi come arrivare, dove parcheggiare, cosa sapere prima di partire e i pro e contro di ogni tappa.

Tutta l’area fa parte del Parco Regionale dei Monti Picentini, uno dei più grandi polmoni verdi della Campania e uno dei principali bacini idrici del Sud Italia. Le acque che qui sgorgono alimentano non solo i fiumi locali ma anche gli acquedotti di milioni di persone.

Il modo migliore per visitare la zona è l’auto, ma con un po’ di organizzazione le cascate si raggiungono anche in treno fino a Montella e poi a piedi o con un breve spostamento locale.

Mappa delle cascate di Montella e Cassano Irpino

Cascata della Lavandaia: la più facile da raggiungere

La Cascata della Lavandaia è la più conosciuta delle cascate di Montella. Si trova lungo la strada che sale verso il Santuario del Santissimo Salvatore, a pochi minuti dal centro abitato.

Il nome nasce da una leggenda: una giovane lavandaia, sedotta da un nobile del luogo, sarebbe annegata nelle sue pozze. La statua di una lavandaia ricorda ancora oggi la storia.

Pro: accesso libero e gratuito, si raggiunge anche a piedi dal paese, adatta a famiglie e bambini.

Contro: nelle giornate estive di punta è molto frequentata, la zona umida può essere scivolosa.

Le recensioni su Tripadvisor la descrivono come una meta di passaggio quasi obbligata sulla strada per il santuario, perfetta per una sosta rinfrescante.

La cascata è praticamente inglobata nella rete stradale del paese: si arriva con una passeggiata di pochi minuti, come se fosse un punto di ritrovo del centro. L’acqua è pulita e freddissima, l’ideale per rinfrescarsi nelle giornate calde.

Sopra la cascata, a circa mille metri di quota, domina il Santuario del Santissimo Salvatore: vale la pena salire fino a lassù per il panorama sulla valle e sul Lago Laceno nelle giornate limpide.

Cascata della Madonnella: la più spettacolare

La Cascata della Madonnella è un Luogo del FAI e il salto d’acqua più scenografico della zona. Si trova all’interno del Bioparco di Montella, gestito dalla Fattoria Rosabella.

Alcuni massi in riva creano trampolini naturali: d’estate i più giovani si tuffano nella forra, dove l’acqua è profonda a sufficienza per nuotare.

L’accesso avviene con prenotazione e pagamento di un biglietto, indicativamente 4 euro a persona, secondo le segnalazioni della stampa locale. Alcune recensioni riportano tariffe diverse a seconda della stagione, fino a 8 euro.

Pro: scenografia unica, tuffi nella forra, percorso comodo di circa dieci minuti dal parco.

Contro: ingresso a pagamento, la gestione del ticket ha alimentato polemiche sul “bene comune a pagamento”, alcune recensioni recenti segnalano tratti di sentiero da verificare.

Prima di partire conviene controllare che il sentiero sia aperto e aggiornare orari e prezzi sul posto o sui canali della struttura.

Nei mesi estivi la prenotazione è quasi obbligatoria: il parco limita gli ingressi per gestire l’afflusso e garantire la sicurezza nella forra. In alcune recensioni si legge anche la grafia Maronnella, usata localmente insieme a Madonnella.

Il tratto finale verso il salto d’acqua passa tra i massi del torrente: indossa scarpe chiuse e tieni d’occhio i bambini, la roccia bagnata è scivolosa.

Cascata del Fascio: la storia dell’acqua

La Cascata del Fascio si trova percorrendo le rive del Calore da Montella verso Acerno. È un bacino artificiale realizzato in epoca fascista per convogliare le acque di irrigazione della Piana di Folloni.

Il nome richiama il periodo di costruzione, mentre sul ponte che la sovrasta è ancora visibile la lettera “M”. Un punto panoramico amato dai fotografi.

Pro: poco affollata, atmosfera silenziosa, facile da inquadrare dal ponte, si abbina a una passeggiata lungo il fiume.

Contro: la portata d’acqua varia con le stagioni, l’accesso diretto all’alveo non è sempre agevole.

La passeggiata lungo il Calore verso Acerno è un classico per gli amanti del trekking leggero: il bosco misto di faggi e castagni accompagna il corso del fiume, dove non è raro incontrare pescatori di trote.

D’inverno il salto si riduce, ma il paesaggio del ponte e della forra resta suggestivo, soprattutto dopo le piogge o con la neve sui monti circostanti.

Bioparco di Montella e Fattoria Rosabella

Il Bioparco di Montella è un’azienda agricola e agrituristica a conduzione familiare, immersa nei Monti Picentini a circa 600 metri di quota, a un chilometro dal centro di Montella.

L’area è aperta tutti i giorni dalla primavera all’autunno, con prenotazione consigliata. Si può passeggiare tra querce e castagni, fare pic-nic nei tavoli all’ombra e usare le postazioni per la brace.

Nello spaccio si comprano i prodotti dell’azienda: caciocavallo impiccato, pecorino al miele, soppressata e Aglianico.

Pro: tutto in un posto solo, cascata, pic-nic e prodotti tipici, bagni curati, recensioni positive su Tripadvisor per organizzazione e pulizia.

Contro: ingresso a pagamento, nei weekend estivi i tavoli vanno prenotati con anticipo.

È il punto di partenza ideale per la Cascata della Madonnella, con la possibilità di fermarsi a mangiare all’ombra del fiume.

Il progetto del bioparco è nato nel 2009 dall’idea di alcuni giovani irpini per valorizzare le ricchezze della propria terra. Oggi l’azienda è anche fattoria didattica e organizza visite per famiglie e scuole.

Le recensioni degli ultimi mesi elogiano l’organizzazione, la pulizia dei bagni e l’ombra dei tavoli vicino al fiume: un’ottima base per una giornata all’aria aperta con bambini.

Sorgenti di Cassano Irpino: la “Terra delle acque”

Il territorio di Cassano Irpino custodisce un gruppo sorgentizio straordinario: Pollentina, Peschiera, Acqua del Prete e Bagno della Regina.

Queste sorgenti, alimentate dal bacino idrogeologico dei Monti Picentini, riforniscono milioni di persone in Campania e Puglia. Un patrimonio naturale visitabile, in parte, previa prenotazione.

Pro: esperienza diversa dal trekking classico, valore ambientale unico, acqua purissima e paesaggio da cartolina.

Contro: alcune aree sono protette e non accessibili liberamente, serve organizzarsi con visite guidate o prenotazioni.

La Pollentina, la più scenografica, è spesso citata come tappa dell’itinerario “La via delle acque in Irpinia” proposto dalla Provincia di Avellino.

Le acque di Cassano passano attraverso la Galleria di Valico e una cupola protegge l’ossigenazione, evitando la dispersione: un sistema ingegneristico storico che garantisce la purezza dell’acqua.

La visita alle sorgenti dell’Acquedotto Pugliese si organizza con prenotazione: un’occasione rara per vedere da vicino uno dei più importanti sistemi idrici d’Europa.

Come arrivare alle cascate di Montella e Cassano

Le cascate distano circa 34 chilometri da Avellino e circa 90 da Napoli. Il punto di riferimento è Montella, il paese delle castagne IGP, a 634 metri di quota.

In auto da Napoli: autostrada A16 Napoli-Canosa fino all’uscita Avellino Est, poi SS 7 bis in direzione Lioni e Sant’Angelo dei Lombardi, infine la SP 164 per Montella e Cassano Irpino.

In auto da Avellino: stessa strada, circa 45 minuti di viaggio. Parcheggio comodo nei pressi del Bioparco e lungo la strada per il Santuario del Santissimo Salvatore.

In treno: la stazione di Montella, sulla linea Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, è il riferimento per chi non viaggia in auto. La stazione di Cassano è in disuso.

In alternativa, da Montella si prosegue per Cassano Irpino in pochi minuti: i due comuni sono confinanti lungo la valle del Calore.

Cosa vedere a Montella e Cassano Irpino

Montella è il borgo delle castagne IGP: il centro storico, con la Chiesa Madre di Santa Maria del Piano e il Complesso Monumentale di San Francesco a Folloni, merita una passeggiata prima o dopo le cascate.

Cassano Irpino conserva un impianto medievale con il Castello che domina l’abitato e la Chiesa Madre di San Bartolomeo, patrono festeggiato il 24 e 25 agosto con la processione del reliquiario.

Ad agosto il paese ospita la festa “Ritorno al Medioevo“: sbandieratori, castellane e taverne illuminano le strade del borgo. A giugno, invece, c’è la Sagra delle Laine, la pasta fatta in casa con i ceci.

Nei dintorni valgono una sosta il Bioparco, il Santuario del Santissimo Salvatore e i boschi di castagno che d’autunno si tingono d’oro.

Quando andare: il periodo migliore

Primavera è la stagione ideale: le piogge riempiono i salti d’acqua e i boschi sono verdi. Le cascate sono al massimo della portata tra aprile e maggio.

Estate regala il fresco della forra e i tuffi nella Madonnella, ma l’afflusso è maggiore e serve prenotare il bioparco.

Autunno è perfetto per abbinare le cascate alla Sagra della Castagna IGP di Montella, in programma l’ultimo sabato di ottobre.

In inverno, dopo le nevicate, i sentieri possono essere scivolosi: meglio limitarsi ai percorsi principali.

Consigli pratici prima di partire

Porta scarpe da trekking: le rive del Calore e i sentieri del bioparco sono spesso umidi e scivolosi.

Controlla orari e prezzi del bioparco prima della partenza, soprattutto nei mesi di apertura stagionale.

Se viaggi con bambini, scegli la Lavandaia e il percorso del bioparco, i più comodi e sicuri.

Abbina la gita al Santuario del Santissimo Salvatore, al Lago Laceno o ai borghi dell’Irpinia per una giornata completa.

Per chi ama la buona tavola, la zona offre agriturismi e ristoranti dove assaggiare i piatti irpini: leggi la nostra guida su dove mangiare in Irpinia.

Per dormire, i migliori agriturismi dell’Irpinia sono la scelta più comoda per restare vicini alle cascate e alla natura.

Itinerari da abbinare alle cascate

Le cascate di Montella sono il punto di partenza perfetto per esplorare l’Alta Irpinia. A mezz’ora di auto si arriva al Lago Laceno, un altopiano incastonato tra i monti del Terminio e del Cervialto.

Poco più in là, il Santuario di Montevergine è una delle mete di pellegrinaggio più importanti del Mezzogiorno, con una vista che spazia dal Vesuvio al Golfo di Salerno.

Gli amanti dei borghi possono proseguire verso i borghi più belli dell’Irpinia: Nusco, Zungoli e Sant’Angelo dei Lombardi distano meno di un’ora.

In autunno la tappa immancabile è la castagna di Montella IGP, mentre i buongustai non rinunciano a una visita ai frantoi e alle cantine della zona, tra Taurasi, Greco di Tufo e Fiano.

Da non perdere, per i sapori più rari, il tartufo di Bagnoli Irpino, e per chiudere in bellezza la mozzarella di bufala di Capaccio Paestum.

Domande frequenti

Le Cascate di Montella sono gratuite?

La Cascata della Lavandaia è ad accesso libero. La Madonnella si raggiunge passando dal Bioparco di Montella, con ingresso a pagamento e prenotazione.

Quanto dura la visita?

Mezza giornata basta per Lavandaia e bioparco. Con la Cascata del Fascio e le sorgenti di Cassano si arriva facilmente a una giornata intera.

Le cascate sono adatte ai bambini?

Sì: la Lavandaia e il percorso interno del bioparco sono comodi e adatti alle famiglie. La forra della Madonnella richiede invece prudenza.

Cosa vedere nei dintorni dopo le cascate?

Il Santuario di Montevergine, il Lago Laceno, i borghi dell’Irpinia e le cantine del Taurasi sono le mete più vicine e più belle.

Quando l’acqua è più abbondante?

In primavera, dopo le piogge. D’estate la Madonnella resta comunque scenografica grazie alla portata del Calore.

Dove si parcheggia?

Si parcheggia a Montella, nei pressi del Bioparco e lungo la strada per il Santuario del Santissimo Salvatore. A Cassano il riferimento è il centro, da cui partono le visite alle sorgenti.

Servono guide o si può andare in autonomia?

La Lavandaia e il bioparco si visitano in autonomia. Per le sorgenti di Cassano e alcuni tratti protetti dei Monti Picentini servono prenotazione o accompagnamento.


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