Il Santuario di Montevergine: come visitarlo
Immagine realizzata con IA
Il Santuario di Montevergine è uno dei luoghi di culto più amati del Sud Italia. Sorge a 1.270 metri sul Monte Partenio, nel comune di Mercogliano, in provincia di Avellino.
Ogni anno arrivano qui oltre un milione e mezzo di pellegrini, attratti dall’icona della Madonna di Montevergine, la celebre Mamma Schiavona venerata come patrona della Campania.
Il complesso abbaziale benedettino, però, non è solo fede: ci sono un museo, un osservatorio meteorologico storico e un panorama che nelle giornate limpide spazia fino al Golfo di Napoli.
Attenzione: la strada che sale al santuario è chiusa per una frana. Oggi la vetta si raggiunge solo con la funicolare o a piedi. Ecco la guida aggiornata per organizzare la visita.
Come arrivare al Santuario di Montevergine
Il santuario si trova sulla cima del Partenio e l’accesso passa obbligatoriamente da Mercogliano o da Ospedaletto d’Alpinolo.
In funicolare da Mercogliano
La funicolare di Montevergine parte dalla stazione di Mercogliano e sale al santuario in 7 minuti, superando un dislivello di circa 835 metri su un tracciato di 1.669 metri.
L’impianto, gestito da Air Campania, ha due vetture da 60 posti che viaggiano a 4 metri al secondo: già il viaggio regala una vista spettacolare sulla valle.
La storia della funicolare è antica: l’idea fu dell’abate Guglielmo De Cesare, che nel 1882 avviò i lavori. L’impianto fu inaugurato nel 1956, chiuso nel 1973 e riaperto nel 1981, dopo anni di restauri.
Riaperta il 29 marzo 2026 dopo uno stop per una frana, oggi è l’unico collegamento con la vetta: la ex statale 374 resta interdetta al traffico.
Orari in vigore dal 13 agosto 2026: dal lunedì al sabato corse ogni 45 minuti dalle 9:00 alle 18:00, ultima corsa alle 18:00. Domenica e festivi corse ogni 30 minuti dalle 9:00 alle 18:00.
Tariffe: andata e ritorno 5 euro per gli adulti, corsa singola 4 euro, ridotto andata e ritorno 4 euro per under 18, over 65, residenti a Mercogliano e comitive da almeno 20 persone. Bagaglio 1 euro.
Alla stazione c’è un parcheggio da 70 posti: costa 1 euro all’ora dalle 8 alle 20, ma con il biglietto della funicolare si paga 1 euro per l’intera giornata. Dalle 20 alle 8 la sosta costa 1 euro per tutto il periodo.
Gli orari possono cambiare per manutenzione o maltempo: prima di partire conviene verificare la pagina ufficiale aircampania.it.
In auto
Da Napoli si prende l’autostrada A16 Napoli-Bari, uscita Avellino Ovest, poi si segue per Mercogliano e la stazione della funicolare, dove si lascia l’auto.
La ex strada statale 374 che saliva da Ospedaletto d’Alpinolo al santuario è chiusa al traffico a causa di una frana: non è più possibile raggiungere la vetta in auto.
Come ricorda l’avviso ufficiale dell’abbazia, il santuario è raggiungibile solo ed esclusivamente con la funicolare o a piedi. Organizzate la giornata di conseguenza.
A piedi: il Sentiero del Pellegrino
Da Ospedaletto d’Alpinolo parte il Sentiero del Pellegrino, l’antica direttrice devozionale percorsa per secoli dai fedeli: circa 5 chilometri di sola andata con oltre 500 metri di dislivello.
Il percorso si snoda tra castagneti e faggete, su mulattiera e gradoni in pietra. Lungo la salita si incontrano la Cappella della Misura, detta anche Sedia della Madonna, e la Cappella dello Scalzatoio, oggi ridotta a rudere.
Qui i pellegrini si fermavano prima dell’ultima salita, togliendosi le calzature in segno di penitenza. Servono circa 2 ore, buon allenamento e scarpe da trekking.
La storia in breve
Il santuario fu fondato all’inizio del XII secolo da San Guglielmo da Vercelli, monaco eremita che scelse la solitudine del Partenio per pregare e fare penitenza.
Attorno all’eremo nacque l’ordine dei monaci verginiani, di regola benedettina, e ben presto il luogo divenne un centro di pellegrinaggio frequentato da santi, papi e sovrani.
Oggi l’abbazia è anche sede vescovile: la diocesi di Montevergine è una delle poche abbazie territoriali d’Italia.
Cosa vedere al Santuario di Montevergine
Il complesso abbaziale merita almeno mezza giornata. Ecco le tappe principali, con pro e contro di ciascuna.
1. La Basilica e l’icona di Mamma Schiavona
La grande basilica neoromanica domina il complesso: iniziata nel 1952 e consacrata nel 1961, ha inglobato l’antica chiesa medievale.
Al suo interno, sopra l’altare, è custodita la veneratissima icona della Madonna di Montevergine, dipinta su tavola e nota come Mamma Schiavona per il volto scuro.
L’icona di origine bizantina ha una storia travagliata: nel 1712 ricevette la corona d’oro del Capitolo di San Pietro, nel 1799 subì il furto di alcune corone e nel 1960 fu restaurata dalla Soprintendenza.
Pro: atmosfera raccolta, icona di grande valore storico e artistico, ingresso libero.
Contro: nelle feste e nei pellegrinaggi la basilica è molto affollata e il silenzio è d’obbligo.
Recensioni: su TripAdvisor il santuario è la prima attrazione di Mercogliano, con quasi 600 recensioni e centinaia di foto. Molti visitatori raccontano di un luogo che emoziona anche i non credenti.
2. Il Museo Abbaziale di Montevergine
Il Museo Abbaziale, noto come MAM, è ospitato accanto al ristorante Parthenos e raccoglie il patrimonio artistico dell’abbazia.
Si visitano una pinacoteca con autori del Seicento e Settecento, una sala delle icone, una sala dei tesori e dei simboli liturgici, una sala lapidea e una sala lignea.
Nel museo si ammirano anche i cimeli storici legati all’icona, tra cui le corone e le collane dorate che ornarono la Madonna dopo il furto del 1799.
Pro: percorso ricco e curato, ambiente fresco e silenzioso, adatto anche ai bambini.
Contro: orari ridotti in bassa stagione, visita guidata per gruppi solo su prenotazione.
Orari: da giugno a settembre feriali 9:30-13:00 e 15:00-17:00. Da marzo a maggio e da ottobre a dicembre apertura il sabato e nei festivi.
3. L’Osservatorio meteorologico
Nei locali annessi al santuario sorge l’Osservatorio meteorologico di Montevergine, fondato nel 1884: è il più antico osservatorio in alta quota dell’Appennino meridionale.
L’idea fu dell’abate Guglielmo De Cesare, con l’appoggio di padre Francesco Denza, pioniere della meteorologia italiana. La torretta fu completata nel 1893.
Oggi la stazione registra i dati con un campionamento ogni 10 minuti, in una posizione di estremo interesse tra le correnti del Tirreno e quelle balcaniche.
Pro: storia affascinante, contesto unico nel suo genere, spesso ci si può confrontare con chi lo gestisce.
Contro: non sempre aperto al pubblico, va chiesto in abbazia, la visita è breve.
4. La Sala di San Guglielmo e gli ex voto
Nella basilica nuova, la Sala di San Guglielmo conserva gli ex voto offerti alla Madonna dai fedeli nel corso dei secoli.
Sono tavolette, oggetti d’argento e ricordi di grazie ricevute: una testimonianza commovente della devozione popolare, ancora oggi viva.
Pro: racconto autentico della fede locale, nessun costo aggiuntivo.
Contro: la sala non è sempre indicata, meglio chiedere ai monaci o al personale.
5. La Biblioteca e l’archivio storico
Il santuario custodisce una biblioteca diocesana e la Biblioteca Statale annessa al Monumento Nazionale, con fondi antichi e preziosi.
L’archivio storico conserva documenti che raccontano otto secoli di storia dell’abbazia e della Congregazione Verginiana.
Pro: patrimonio di grande valore culturale, visite possibili su richiesta.
Contro: accesso prevalentemente per studiosi e ricercatori, non è una tappa turistica classica.
6. Il Ristorante Parthenos
All’interno dell’abbazia, nel chiostro della foresteria, si trova il Ristorante Parthenos, ricavato tra le antiche mura benedettine.
Le sale uniscono pietra locale, cotto e maioliche, con un’atmosfera casereccia ed elegante. La cucina è quella irpina, con i prodotti del territorio.
Il ristorante è aperto in settimana o di sera solo per eventi su prenotazione, con un minimo di 40 ospiti: perfetto per gruppi e comitive in pellegrinaggio.
Pro: ambiente unico, cucina locale, posizione straordinaria a 1.270 metri.
Contro: non è aperto tutti i giorni, serve prenotare con largo anticipo, anche una settimana prima.
Contatti: parthenosmontevergine@gmail.com, telefono 376 2837030.
7. Il Negozio dei Padri Benedettini
Nell’abbazia c’è anche il negozio dei Padri Benedettini, dove si trovano i liquori del santuario preparati secondo le ricette del monastero.
Oltre ai liquori si acquistano oggetti religiosi, libri e prodotti dell’erboristeria monastica. Un’ottima idea regalo da portare a casa.
Pro: prodotti genuini legati alla tradizione, si sostiene l’abbazia.
Contro: gli orari seguono quelli del santuario, in inverno chiude presto.
8. La terrazza e il panorama sul Partenio
Dallo spiazzale davanti alla basilica si gode di uno dei panorami più belli dell’Irpinia: la valle, Avellino e, nelle giornate limpide, il Golfo di Napoli.
D’inverno la vetta è spesso innevata e il paesaggio diventa da cartolina, con il santuario isolato nella neve.
Pro: vista a 360 gradi, ottimi tramonti, aria pulita di montagna.
Contro: la terrazza è esposta al vento, in inverno serve abbigliamento pesante.
I pellegrinaggi: Giubileo, Candelora e 12 settembre
Il santuario vive di pellegrinaggi. Il più importante è il Giubileo del lunedì di Pentecoste, quando decine di migliaia di fedeli salgono al Partenio, in gran parte a piedi.
Il 2 febbraio, festa della Candelora, si rinnova la juta, la processione penitenziale che parte da Mercogliano. Il 12 settembre si celebra il Santissimo Nome di Maria, con Ospedaletto d’Alpinolo in festa.
La devozione è legata alla leggenda della Mamma Schiavona: secondo la tradizione popolare raccolta anche da Roberto De Simone, la Madonna nera è simbolo di accoglienza e perdono.
L’episodio più famoso risale al 1256: la Vergine avrebbe salvato due giovani condannati per il loro amore, diventando protettrice degli ultimi e degli emarginati.
Pro: un’esperienza autentica di fede e folklore, da vivere almeno una volta nella vita.
Contro: nei giorni di festa il santuario è stracolmo, la funicolare ha code lunghe e i pellegrini partono all’alba.
Consigli pratici
Il santuario è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:00, sabato e domenica dalle 9:00 alle 18:00.
Per la visita servono almeno 3 ore, ma per godersi museo, panorama e pranzo meglio contare su mezza giornata.
Portate scarpe comode, una giacca anche d’estate, perché a 1.270 metri fa fresco, e contanti per biglietti e negozio.
Per informazioni l’abbazia risponde al telefono 0825 72924, dalle 8:00 alle 17:00.
In inverno, con neve o ghiaccio, la funicolare può sospendere il servizio: controllate aircampania.it e le pagine social dell’abbazia.
Primavera e autunno sono i periodi migliori: clima mite e meno folla. D’estate la vetta regala fresco anche nelle giornate più calde, d’inverno la neve rende tutto spettacolare.
Come base per la visita, Mercogliano e Ospedaletto d’Alpinolo offrono i servizi principali, tra cui bar, ristoranti e parcheggi.
Se siete in zona, abbinate la visita alle migliori cantine dell’Irpinia e ai borghi più belli dell’Irpinia.
Per i sapori, ecco le castagne di Montella IGP e il tartufo di Bagnoli Irpino.
Chiudete con i migliori agriturismi dell’Irpinia e con il dove mangiare in Irpinia.
E per i più golosi, la mozzarella di bufala di Capaccio Paestum merita una tappa a sé.
Domande frequenti
Come si arriva al Santuario di Montevergine?
Con la funicolare da Mercogliano, che impiega 7 minuti, oppure a piedi dal Sentiero del Pellegrino di Ospedaletto d’Alpinolo. La strada è chiusa per frana.
Quanto costa la funicolare?
L’andata e ritorno costa 5 euro, la corsa singola 4 euro. Il ridotto andata e ritorno è di 4 euro per under 18, over 65, residenti a Mercogliano e comitive da almeno 20 persone.
Quali sono gli orari della funicolare?
Dal lunedì al sabato corse ogni 45 minuti dalle 9:00 alle 18:00. Domenica e festivi corse ogni 30 minuti dalle 9:00 alle 18:00. Orari aggiornati dal 13 agosto 2026.
Quanto tempo serve per visitare il santuario?
Almeno 3 ore, meglio mezza giornata per includere museo, negozio e pranzo. Per i pellegrinaggi di Pentecoste e Candelora serve una giornata intera.
Il santuario è aperto tutto l’anno?
Sì, ma con orari ridotti in inverno e possibili sospensioni della funicolare per neve. Verificate sempre gli avvisi ufficiali prima di partire.
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