Blocchi camionisti, altri 10 giorni, rifiuti a rischio a Napoli

Blocchi camionisti, altri 10 giorni, rifiuti a rischio a Napoli
Immagine realizzata con IA
Le immagini di copertina possono essere realizzate o elaborate con strumenti di Intelligenza Artificiale. Questa scelta nasce anche dalla necessità di prevenire le continue contestazioni e richieste economiche improprie che riceviamo relative a fotografie utilizzate che sono sempre state acquistate con regolare licenza o autorizzate dagli organizzatori.
Contenuti dell'articolo

Gli autotrasportatori campani hanno annunciato altri dieci giorni di blocchi, fino all’incontro con il governo del 27 ottobre. A Napoli il rischio più concreto riguarda la raccolta dei rifiuti di Asìa, che potrebbe non raggiungere i siti di stoccaggio come Tufino.

La conseguenza sarebbe visibile in strada, con cumuli di spazzatura nei quartieri. Anche altri Comuni della provincia potrebbero avere difficoltà simili.

Perché la raccolta rifiuti è a rischio

La raccolta urbana funziona con un sistema di navette: i compattatori raccolgono i rifiuti nei quartieri e li trasferiscono ai siti di stoccaggio, da cui partono i mezzi più grandi verso gli impianti di trattamento. Se le strade sono bloccate o rallentate, i compattatori non riescono a completare il ciclo e i cassonetti si riempiono. A quel punto il servizio si ferma non per mancanza di personale, ma per impossibilità di conferire.

Il sito di Tufino, in provincia di Napoli, è uno dei nodi di questa rete. Asìa lo utilizza per lo stoccaggio e il trasferimento dei rifiuti, e raggiungerlo richiede attraversamenti stradali che oggi possono essere impediti dai presidi. Fonti qualificate hanno spiegato che l’azienda sta valutando le difficoltà giorno per giorno. Il rischio non è immediato per tutti i quartieri, ma cresce con il prolungarsi dei blocchi.

Se i conferimenti si interrompono, i cumuli in strada diventano un problema sanitario oltre che di decoro. Nelle zone con maggiore densità abitativa bastano poche ore di stop per riempire i cassonetti, soprattutto nei quartieri dove la raccolta è quotidiana. Per questo il tema dei rifiuti è diventato uno dei più delicati della protesta, insieme a carburante e alimentari.

Altri dieci giorni di blocchi

La previsione arriva da Vincenzo Parisi, delegato campano e rappresentante del gruppo di autotrasportatori del polo industriale di Carinaro, in provincia di Caserta. Al termine dell’incontro di Milano con il ministro Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi ha spiegato che la Sicilia sta allentando i blocchi, ma le altre regioni del Sud non sono pronte a seguire la stessa strada. “Al 90%, in queste regioni si andrà avanti con i blocchi”, ha detto, riferendosi a Campania, Puglia, Molise, Basilicata e Calabria.

Parisi ha aggiunto che, a suo avviso, la protesta andrà avanti almeno per dieci giorni, fino all’incontro del 27 ottobre. Ha anche lasciato aperta la possibilità di anticipare il confronto: “Se i ministri e il governo vogliono anticipare, noi possiamo venire anche domani mattina, purché ci sia qualcosa di concreto”. La frase riassume la posizione dei presidi, che non si considerano soddisfatti dalle risposte ottenute finora.

In Sicilia, invece, gli autotrasportatori hanno comunicato l’allentamento dei blocchi sulle autostrade e ai caselli dopo l’incontro con Salvini e Rixi. Il governo ha annunciato lo sblocco di 480 milioni di euro per il caro gasolio, con ulteriori 60 milioni per settembre e ottobre. Per i delegati campani, però, le risorse disponibili non bastano a chiudere la vertenza, e la protesta resta in piedi.

Cosa succede a Napoli

In città la situazione più visibile è quella delle file ai distributori di carburante, con molte stazioni senza benzina o gasolio, come raccontato nel pezzo sul carburante esaurito a Napoli. I supermercati registrano scaffali vuoti, soprattutto nei reparti freschi, e le consegne di merci rallentano, con la situazione dei supermercati vuoti in Campania. La protesta ha effetti a catena: meno carburante significa meno mezzi in circolazione, e meno mezzi significa consegne più lente anche per i negozi e i servizi pubblici.

La raccolta dei rifiuti si inserisce in questo quadro. Asìa non ha annunciato uno stop generalizzato, ma sta monitorando la situazione dei conferimenti. Se i blocchi dovessero prolungarsi, le difficoltà potrebbero diventare visibili nei quartieri con maggiore produzione di rifiuti e nelle zone più lontane dai siti di stoccaggio. I cittadini potrebbero vedere cassonetti pieni e sacchi accumulati sui marciapiedi.

Anche altri Comuni dell’area metropolitana potrebbero avere problemi simili, perché utilizzano gli stessi siti di conferimento e gli stessi percorsi stradali. La questione non riguarda solo Napoli città, ma l’intera filiera provinciale. In assenza di un accordo rapido, il rischio è che i rifiuti diventino il primo effetto visibile della protesta nella vita quotidiana, prima ancora della pasta o dei carburanti.

I presidi in Campania

In Campania non c’è stato nessuno sblocco. Restano i presidi di camion ai caselli dell’A1 Milano-Napoli e dell’A30 Caserta-Salerno, oltre a quelli agli interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise. I blocchi coinvolgono anche le piattaforme delle aziende della Grande Distribuzione Alimentare nell’area industriale del Casertano, tra Teverola e Carinaro. Sono proprio questi nodi a rallentare le consegne ai supermercati e a creare le carenze nei reparti.

I presidi non impediscono ogni movimento, ma rallentano la circolazione e costringono i mezzi a percorsi alternativi. Per i trasportatori che non aderiscono alla protesta il passaggio può diventare difficile, e per le aziende aumentano i tempi di consegna. In questo contesto, anche un solo giorno di ritardo può svuotare un magazzino che lavora con scorte ridotte.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

Molto dipende dall’incontro del 27 ottobre e dalla capacità del governo di dare risposte concrete, come mostra il quadro su quanto dura lo sciopero dei camionisti. Se arriva un’accordo, i blocchi potrebbero essere revocati e i servizi tornare alla normalità in tempi brevi. Se invece la vertenza resta aperta, la protesta potrebbe proseguire oltre i dieci giorni annunciati, con effetti sempre più pesanti su rifiuti, carburante e alimentari.

Per i cittadini è utile seguire gli aggiornamenti ufficiali di Asìa, del Comune e delle aziende di trasporto. Chi ha la possibilità di ridurre i rifiuti prodotti o di conferirli nei giorni di apertura dei centri di raccolta può limitare l’accumulo domestico. Le informazioni sulla raccolta porta a porta vanno verificate sui canali del proprio quartiere, perché eventuali variazioni saranno comunicate localmente.

Domande frequenti

Quanto dureranno i blocchi in Campania?

Secondo Vincenzo Parisi, delegato campano degli autotrasportatori, i blocchi andranno avanti almeno per dieci giorni, fino all’incontro con il governo del 27 ottobre. La previsione non è una decisione formale per tutte le regioni, ma riguarda al 90% Campania, Puglia, Molise, Basilicata e Calabria.

La raccolta rifiuti a Napoli si fermerà?

Non è stato annunciato uno stop generalizzato. Asìa potrebbe avere difficoltà a raggiungere i siti di stoccaggio, come quello di Tufino, a causa dei blocchi. Il rischio è l’accumulo di rifiuti in strada, soprattutto se la protesta si prolunga.

Quali strade sono bloccate in Campania?

Restano presidi ai caselli dell’A1 Milano-Napoli e dell’A30 Caserta-Salerno, agli interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise e alle piattaforme della Grande Distribuzione tra Teverola e Carinaro. La situazione può cambiare nel corso della giornata.

Perché i supermercati sono vuoti?

Perché i blocchi rallentano le consegne dei prodotti, soprattutto quelli freschi, e le piattaforme della Grande Distribuzione nel Casertano non riescono a rifornire i punti vendita con regolarità. La pasta secca ha scorte più lunghe, mentre frutta, verdura e latte mancano prima.

Cosa ha deciso il governo?

Il governo ha annunciato lo sblocco di 480 milioni di euro per il caro gasolio, con ulteriori 60 milioni per settembre e ottobre. I delegati campani ritengono però che le risorse non bastino, e per questo i blocchi proseguono fino al nuovo incontro del 27 ottobre.


Scopri di più da Napolike.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Seguici su Telegram
Parliamo di: ,