Quanto dura lo sciopero dei camionisti a Napoli e al Sud?
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Quanto dura lo sciopero dei camionisti a Napoli e al Sud? La risposta cambia a seconda di dove si guarda. Il fermo proclamato dalle organizzazioni di Sicilia e Calabria ha una scadenza precisa, le 24 del 20 ottobre. I presidi che bloccano la Campania, invece, non hanno una data di fine dichiarata e vengono riconfermati giorno per giorno, seguendo l’esito del tavolo con il governo.
Nella notte i camionisti sono rimasti al casello di Nola, sulla A30 Caserta-Salerno, e in mattinata il traffico si è bloccato di nuovo sull’Asse Mediano tra Giugliano e Casacelle. Il nodo ormai è politico. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha convocato le sigle a Milano e nel pomeriggio vedrà a Roma una rappresentanza degli autotrasportatori del Sud. Fino a un accordo firmato, nessuno scioglie i blocchi.
Quanto dura lo sciopero, le date da tenere a mente
Il fermo ufficiale è partito alla mezzanotte del 16 ottobre e doveva chiudersi dopo cinque giorni, cioè 120 ore, allo scadere del 20 ottobre. Riguarda le aziende aderenti al Comitato trasporto siciliano e a Fedralog Calabria, che hanno annunciato la sospensione della movimentazione dei semirimorchi dai porti e dei mezzi dalle strade. Non è uno sciopero generale dell’isola, perché la sezione Trasporti di Confindustria Catania, che aveva ipotizzato un fermo fino al 22, non ha aderito. Tecnicamente si tratta di un fermo volontario di categoria, non di uno sciopero proclamato da un sindacato confederale.
In Campania il discorso è diverso. La protesta è scattata all’alba del 16 ottobre con i blocchi ai caselli di Caianello e Caserta Sud sull’A1 e di Nola sull’A30, e da allora non ha mai avuto una scadenza formale. I presidi vengono riconfermati di giorno in giorno, seguono l’umore della base e l’esito dei tavoli romani. Ecco perché a Napoli la domanda sulla durata non ha ancora una risposta univoca, e nessun comunicato ufficiale indica una data di chiusura.
La possibile proroga fino al 27 ottobre
Il coordinatore del Comitato trasporto siciliano, Salvatore Bella, è stato esplicito. Se il ministro firma il protocollo di impegni, il fermo viene revocato subito, altrimenti va avanti fino al 27 ottobre. La proroga non è una decisione già presa per tutte le regioni, ma un’ipotesi annunciata dai promotori della mobilitazione. In pratica, tutto dipende da ciò che uscirà dai due incontri di oggi, quello nazionale a Milano e quello con i rappresentanti locali a Roma.
La richiesta economica complessiva è di 534 milioni di euro. La cifra comprende circa 104 milioni di contributi arretrati legati agli incentivi per il trasporto marittimo e 430 milioni di crediti d’imposta sul carburante. Salvini ha risposto che i 430 milioni sono già a bilancio e saranno erogati da questa settimana, superando gli ostacoli burocratici. Ha poi parlato di risorse aggiuntive e di una disponibilità di cassa per il Marebonus, senza però indicare importi ulteriori.
Il tavolo con Salvini e le sigle convocate
L’incontro è iniziato a metà mattinata nella Prefettura di Milano. Al tavolo siedono Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato trasporti, Fedit, Fiap, Trasporto Unito Fiap, Confcooperative, Legacoop produzione e servizi e Sna-Casartigiani. Nel pomeriggio il ministro incontrerà a Roma una rappresentanza degli autotrasportatori del Sud, dopo la richiesta del governatore pugliese Antonio Decaro. Ieri erano stati ammessi al confronto anche i rappresentanti campani che presidiavano il casello di Caserta Sud, dopo un colloquio telefonico con il ministro.
Il punto politico è che nessuna sigla vuole uscire dal tavolo a mani vuote. Il Comitato siciliano ha preso le distanze da blocchi e violenze, ribadendo che il proprio fermo si limita alla mancata movimentazione dei semirimorchi. “Non appena il ministro Salvini firmerà formalmente gli impegni presi, il fermo dei porti siciliani verrà immediatamente revocato”, si legge in una nota. I presidi campani non hanno un unico referente e non hanno annunciato una data di chiusura, quindi il loro destino non dipende solo dal tavolo milanese.
Le strade bloccate oggi a Napoli e in Campania
Asse Mediano, Nola e l’area a nord di Napoli
Il presidio al casello di Nola, in provincia di Napoli, è rimasto attivo per tutta la notte e in mattinata la coda di autoarticolati ha occupato la corsia di destra dell’Asse Mediano. Il tratto più critico è quello tra Giugliano e Casacelle, con ripercussioni sulle uscite limitrofe e sulla viabilità locale. Lunghe code anche all’imbocco della Nola-Villa Literno verso Napoli, dove lo spazio lasciato alle automobili è ridotto. A Caserta Nord i mezzi pesanti rallentano l’ingresso in autostrada, mentre il casello di Capua, chiuso ieri, è stato riaperto. Il quadro aggiornato dei blocchi è nel racconto di quali strade erano bloccate il 19 ottobre.
A2 del Mediterraneo e Salernitano
Nel Vallo di Diano restano attivi i presidi agli svincoli di Polla, Atena Lucana, Sala Consilina e Padula-Buonabitacolo. Le auto vengono lasciate transitare, ma la circolazione rallenta e le forze dell’ordine insieme al personale Anas controllano la viabilità. La mobilitazione tocca anche gli svincoli di Eboli, Contursi, Campagna e Sicignano degli Alburni. Nel pomeriggio è previsto un presidio allo svincolo di Buccino del raccordo Sicignano-Potenza e i camion sono fermi a Pontecagnano Faiano, vicino alla rotatoria della tangenziale.
Porto di Napoli e raffinerie
Il varco Bausan del porto di Napoli è stato bloccato dai camionisti nella giornata di ieri e la protesta al porto arriva ormai al quarto giorno consecutivo. Restano ferme anche le operazioni di carico del carburante nelle raffinerie della zona orientale della città. È questo il passaggio che pesa di più sui rifornimenti, perché dalle raffinerie partono le autocisterne che alimentano i distributori della provincia e delle isole.
Carburante e supermercati, gli effetti sui cittadini
Nell’ultimo rilevamento disponibile il gasolio è dato in media a 2,256 euro al litro al self service sulla rete stradale e a 2,278 euro in autostrada. Il 5 ottobre è scaduto lo sconto sulle accise di 6,1 centesimi al litro, mentre il meccanismo delle accise mobili annunciato dal governo dipende dall’andamento dei prezzi e non garantisce uno sconto certo. A contenere i listini restano i tetti e gli sconti decisi dalle compagnie petrolifere su richiesta dell’esecutivo, in vigore fino al 31 ottobre.
Sulle strade la conseguenza più visibile è la scarsità di carburante. In Costiera Amalfitana alcuni distributori hanno chiuso a Ravello, Positano, Tramonti e Maiori, e il cartello “esaurito” compare anche in ampie zone del Napoletano, del Casertano, a Ischia e a Procida. La filiera del farmaco è sotto pressione, con le farmacie a rischio per le consegne dei medicinali. Nei supermercati di Messina quasi tutti i punti vendita hanno carenza di merce e la raccolta dell’indifferenziata si è fermata in almeno 15 comuni della zona ionica.
Cosa aspettarsi nelle prossime ore
Il primo segnale utile arriverà nel primo pomeriggio, quando le sigle nazionali usciranno dalla Prefettura di Milano. Se l’intesa sarà sottoscritta, il Comitato siciliano ha già annunciato la revoca immediata del fermo dei porti e i presidi dovrebbero alleggerirsi in serata. Se invece il tavolo si chiuderà senza un documento firmato, la proroga fino al 27 ottobre diventa lo scenario più probabile per Sicilia e Calabria, con effetti anche sulle catene logistiche che riforniscono la Campania. Il punto di partenza resta la giornata di ieri, con code e scaffali vuoti in Campania.
Per chi deve muoversi oggi, la raccomandazione è di controllare la viabilità prima di partire e di evitare i caselli di Nola, Avellino Est e Mercato San Severino se non è indispensabile. Chi viaggia verso Salerno può valutare la A16 Napoli-Canosa e poi la A30, come suggerito da Autostrade per l’Italia nei giorni scorsi. Le informazioni cambiano di ora in ora, quindi conviene verificare gli aggiornamenti prima di mettersi in viaggio.
Domande frequenti
Lo sciopero dei camionisti finisce il 20 ottobre?
Il fermo proclamato in Sicilia e Calabria scade alle 24 del 20 ottobre, dopo 120 ore. In Campania i presidi non hanno una scadenza e restano attivi a oltranza, quindi la fine dei blocchi non coincide con la data formale del fermo. Nelle prossime ore la parola decisiva spetta al tavolo con il ministro.
Quali caselli conviene evitare oggi?
A Napoli e provincia i punti critici sono Nola sulla A30, Avellino Est, la barriera di Mercato San Severino in direzione Caserta e l’imbocco della Nola-Villa Literno. Nel Salernitano i presidi riguardano gli svincoli A2 di Polla, Atena Lucana, Sala Consilina, Padula-Buonabitacolo, Eboli, Contursi, Campagna e Sicignano degli Alburni. Prima di partire conviene controllare i canali di Autostrade per l’Italia, perché la situazione cambia di ora in ora.
Quanto costa il gasolio in questi giorni?
Nell’ultimo rilevamento il prezzo medio del gasolio è di 2,256 euro al litro al self service e di 2,278 euro in autostrada. Lo sconto sulle accise di 6,1 centesimi è scaduto il 5 ottobre e i tetti applicati dalle compagnie petrolifere restano validi fino al 31 ottobre. Il prezzo resta quindi sopra i 2,25 euro al litro, con differenze tra impianti stradali e autostradali.
Ci sono distributori chiusi in Campania?
Sì, in Costiera Amalfitana hanno chiuso alcuni impianti a Ravello, Positano, Tramonti e Maiori. Il problema riguarda anche Napoli città, il Casertano, Ischia e Procida, dove le scorte sono ridotte e il cartello “esaurito” è sempre più frequente. Chi deve fare rifornimento in quelle zone farà bene a partire con il serbatoio pieno.
Chi decide la proroga fino al 27 ottobre?
La proroga è stata annunciata dal Comitato trasporto siciliano, guidato da Salvatore Bella, e riguarda le aziende aderenti al fermo. Non è una misura generalizzata a tutte le regioni del Sud, perché i presidi campani sono autonomi e non rispondono a un’unica sigla. In assenza di una firma sul protocollo, la data del 27 ottobre resta l’unico termine annunciato pubblicamente.
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