Svergognata, la docuserie su Rita De Crescenzo e i fondi pubblici

Svergognata, la docuserie su Rita De Crescenzo e i fondi pubblici
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La docuserie “Svergognata” su Rita De Crescenzo risulta registrata presso il Ministero della Cultura con una domanda approvata per i benefici della Legge Cinema, ma nessun contributo è stato ancora erogato. La verifica di Fanpage nei database ufficiali del MiC arriva mentre la produzione è già al lavoro sulle riprese, e il Ministero ha poi smentito qualsiasi erogazione. Una vicenda in evoluzione, con il nodo sulla cifra ancora da chiarire.

La verifica nel registro del Ministero

Dopo l’indiscrezione diffusa da Davide Maggio, Fanpage ha consultato il registro del sistema telematico DGCOL del Ministero della Cultura. Il documentario in tre episodi intitolato “Svergognata” compare nell’elenco delle opere registrate ai fini dell’ottenimento di contributi e riconoscimenti ai sensi della legge 220/2016, la Legge Cinema, tra quelle con almeno una domanda approvata.

Dalla scheda emergono i dati tecnici ed economici del progetto: la regia è affidata a Francesco Lettieri, noto per le collaborazioni con Liberato e Calcutta, mentre la sceneggiatura è di Anemone Film e Groenlandia, gruppo Banijay. Si tratta di un documentario biografico in 3 episodi, durata complessiva di un’ora e mezza, destinato alle piattaforme streaming.

I dati della scheda

Il costo complessivo di produzione ammonta a 1.093.409,42 euro. Risulta inoltre approvato il riconoscimento della nazionalità provvisoria, il primo passaggio burocratico che attesta i requisiti minimi previsti dalla legge e sblocca l’accesso a misure come il tax credit o i contributi diretti.

Il nodo sull’erogazione e la smentita

L’approvazione della domanda non significa che il denaro sia già stato incassato: nella scheda ministeriale, alla voce “Contributi ricevuti”, figura un trattino. La quantificazione dell’importo e la reale erogazione dei fondi restano da determinare, e l’ufficio stampa del MiC ha fatto sapere che sono in corso approfondimenti interni sui tecnicismi della pratica.

Nella tarda serata del 26 agosto, il Ministero della Cultura ha però smentito qualsiasi erogazione per la docuserie, precisando che la produzione non ha presentato alcuna domanda di contributo pubblico, tax credit o altra misura di sostegno, e che non è stato avviato alcun tipo di valutazione. La serie resta in produzione, con le riprese già iniziate, e la storia della sua protagonista continua a far discutere, come raccontato anche nell’articolo sul concerto annullato di Rita De Crescenzo a Castel Volturno.

Come funziona l’assegnazione dei fondi

Per i finanziamenti pubblici al cinema esistono due strade principali. Da un lato l’esame di commissioni tecniche o esperti nominati dal Ministero, che attribuiscono un punteggio su qualità artistica, rilevanza culturale, bilancio ed esperienza del richiedente. Dall’altro i meccanismi di incentivo come il credito d’imposta, che possono prevedere un’idoneità quasi automatica al rispetto di determinati requisiti contabili.

La distinzione è importante proprio nel caso di “Svergognata”: capire se il via libera è arrivato in via automatica o dopo il vaglio delle commissioni è uno dei punti su cui il Ministero sta facendo chiarezza, e che determinerà l’esito della pratica.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

La produzione intanto prosegue e il documentario su Rita De Crescenzo resta uno dei progetti più chiacchierati del momento. Per il personaggio, reduce da vicende come quelle raccontate nell’articolo su Svergognata che paralizza il traffico a Napoli, l’attenzione mediatica non accenna a calare. I prossimi aggiornamenti del Ministero chiariranno se e quanto arriverà nelle casse della produzione.


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