Richiamo calamaro patagonico per cadmio, i lotti a rischio
Immagine realizzata con IA
Quattro richiami alimentari riguardano prodotti a base di calamaro patagonico commercializzati dalla Urbis Food S.r.l. di Urbisaglia, in provincia di Macerata. Gli avvisi, datati 23 settembre 2026, segnalano in tutti i casi la presenza di cadmio oltre i limiti previsti dalla normativa vigente.
I prodotti sono realizzati dalla Maxi Fish S.r.l. nello stabilimento di Morrovalle, sempre in provincia di Macerata, con marchio di identificazione ITP4V38 CE. Le confezioni interessate hanno lotti e scadenze diversi, quindi il controllo va fatto su entrambi i dati.
I quattro richiami nel dettaglio
Calamaro patagonico pulito aperto vaschetta
- Lotti: 26-250PACOA e 26-254PACOA
- Termine minimo di conservazione: 28/02/2029
- Unità di vendita: peso netto 0,400 kg
Calamaro patagonico pulito aperto
- Lotti: 26-250PACOA, 26-251PACOA, 26-252PACOA e 26-253PACOA
- Termine minimo di conservazione: 28/02/2029
- Unità di vendita: cartone da peso netto 5,4 kg
Calamaro patagonico pulito butterfly decongelato
- Lotti: 26-250PADEA, 26-251PADEA, 26-252PADEA e 26-253PADEA
- Termine minimo di conservazione: 11/09/2026, 12/09/2026, 13/09/2026 e 14/09/2026
- Unità di vendita: peso netto 5 kg
Spiedino di calamaro patagonico e gambero argentino
- Lotti: 26-247SPCO, 26-250SPCO, 26-252SPCO e 26-254SPCO
- Termine minimo di conservazione: 04/03/2028, 07/03/2028, 09/03/2028 e 11/03/2028
- Unità di vendita: cartone da peso netto 4,75 kg
Perché si richiama un prodotto per il cadmio
Il cadmio è un metallo pesante che si accumula nell’organismo e che può arrivare agli alimenti attraverso l’ambiente, in particolare nei prodotti ittici e in alcuni vegetali. L’esposizione prolungata nel tempo è associata a effetti soprattutto su reni e ossa, ed è per questo che la normativa europea fissa limiti massimi di contaminazione per le diverse categorie di alimenti.
Il richiamo scatta quando i controlli rilevano valori oltre quei limiti. In questi casi il provvedimento è precauzionale: non significa che il prodotto abbia causato disturbi, ma che non deve finire sulla tavola.
Cosa fare con le confezioni richiamate
L’avvertenza indicata negli avvisi è la stessa per tutti e quattro i prodotti.
- Non consumare il prodotto
- Riconsegnarlo al punto vendita o al distributore dove è stato acquistato
Chi ha acquistato i calamari o gli spiedini in un negozio può quindi riportarli al banco, dove la merce viene ritirata. Per gli operatori della ristorazione e per i rivenditori la procedura è quella abituale: sospendere l’utilizzo, tenere il prodotto separato dagli altri alimenti e gestire la restituzione con il fornitore.
Sul fronte dei contaminanti oltre i limiti non è l’unico caso recente: a maggio un richiamo aveva riguardato il riso Carnaroli richiamato per cadmio oltre i limiti, mentre un’altra segnalazione di settembre aveva interessato il tonno richiamato per istamina.
Chi produce e chi distribuisce
Il produttore è la Maxi Fish S.r.l., con stabilimento in via Gian Lorenzo Bernini 2 a Morrovalle, in provincia di Macerata, marchio di identificazione ITP4V38 CE. La commercializzazione fa capo a Urbis Food S.r.l., con sede in contrada Montedoro 34, a Urbisaglia, sempre nel Maceratese.
Domande frequenti
Quali lotti di calamaro patagonico sono stati richiamati?
I lotti 26-250PACOA, 26-251PACOA, 26-252PACOA, 26-253PACOA e 26-254PACOA per le referenze “pulito aperto” e in vaschetta, i lotti 26-250PADEA, 26-251PADEA, 26-252PADEA e 26-253PADEA per il butterfly decongelato e i lotti 26-247SPCO, 26-250SPCO, 26-252SPCO e 26-254SPCO per gli spiedini.
Perché questi prodotti sono stati richiamati?
Per la presenza di cadmio oltre i limiti previsti dalla normativa vigente, come indicato negli avvisi del 23 settembre 2026.
Si può chiedere il rimborso?
Gli avvisi prevedono la riconsegna del prodotto al punto vendita o al distributore. Le modalità di restituzione o sostituzione dipendono dal rivenditore.
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