Richiamo per il tonno Coromeu, istamina oltre i limiti di legge
Immagine realizzata con IA
Un filone di tonno a pinne gialle decongelato senza pelle, venduto sfuso, è tra i prodotti segnalati dal Ministero della Salute per la presenza di istamina oltre i limiti di legge. Il marchio è Coromeu, lo stabilimento si trova ad Alghero, in provincia di Sassari, e il lotto indicato ha termine minimo di conservazione 28/03/2026. Il prodotto è stato giudicato non idoneo al consumo.
Il tonno richiamato, i dati del lotto
L’avviso riguarda un filone di tonno a pinne gialle decongelato, senza pelle, commercializzato sfuso. Nella scheda del richiamo il prodotto è identificato con il numero 20261008399 e con la scadenza 28/03/2026.
Il produttore è Coromeu S.r.l., con stabilimento in via degli Ortolani 26 ad Alghero (SS) e marchio di identificazione IT Y2N9V UE. Il richiamo è stato diffuso dall’operatore e pubblicato dal Ministero della Salute con il cartello di avviso ai consumatori.
Perché il richiamo per istamina
Il motivo indicato è la presenza di istamina oltre i limiti di legge. L’istamina è una sostanza che si forma nei pesci ricchi di istidina, come il tonno, quando la catena del freddo non viene rispettata: più il pesce resta a temperature troppo alte, più il valore sale. Per questo viene usata come indicatore di una conservazione non corretta.
Il regolamento europeo 2073/2005 fissa per il pesce fresco delle specie a rischio un limite di 100 mg/kg, che diventa 200 mg/kg per i prodotti che hanno subito una maturazione enzimatica in salamoia. In dosi elevate l’istamina può provocare la cosiddetta sindrome sgombroide, con rossore al viso, cefalea, orticaria, nausea, palpitazioni e formicolio, sintomi che in genere compaiono da mezz’ora a due ore dopo il consumo.
Cosa fare se il prodotto è ancora in casa
L’avvertenza che accompagna il richiamo è netta: non consumare il prodotto e riconsegnarlo al punto vendita dove è stato acquistato. Chi ha già consumato il tonno e presenta i sintomi tipici della sindrome sgombroide dovrebbe rivolgersi al medico, portando con sé, se possibile, la confezione o lo scontrino.
Il tonno era venduto sfuso, quindi può essere arrivato al consumatore anche senza etichetta: in quel caso l’unico riferimento utile è la data di acquisto e il banco di vendita.
Quando è stato diffuso l’avviso
Il richiamo Coromeu non è una notizia di questi giorni: l’avviso risale a fine marzo 2026, quando il lotto con scadenza 28/03/2026 era ancora in circolazione e le testate locali ne diedero notizia. A distanza di mesi quel prodotto non dovrebbe più essere in vendita, perché la scadenza è ampiamente passata: l’avviso resta comunque utile per capire come funziona la procedura e cosa fare in casi simili.
Nei giorni successivi alla segnalazione, secondo quanto riportato dalla stampa sarda, l’azienda Coromeu ha respinto le responsabilità precisando di non commercializzare prodotti sfusi. Il richiamo sul portale del Ministero resta agli atti con i dati del lotto e il motivo indicato.
Sul fronte dei controlli, il caso si inserisce in una stagione fitta di allerte alimentari: nelle ultime settimane sono finiti tra i richiami le uova Selex e un formaggio di pecora per rischio microbiologico, oltre a un gorgonzola DOP richiamato per Listeria.
Domande frequenti sul richiamo del tonno Coromeu
Che prodotto è stato richiamato?
Un filone di tonno a pinne gialle decongelato senza pelle, venduto sfuso, prodotto da Coromeu S.r.l. nello stabilimento di via degli Ortolani 26 ad Alghero. Il riferimento è il numero 20261008399 con scadenza 28/03/2026.
Quale è il limite di istamina consentito nel pesce?
Il regolamento europeo 2073/2005 indica per il pesce fresco delle specie a rischio un limite di 100 mg/kg, che sale a 200 mg/kg per i prodotti a maturazione enzimatica in salamoia. Oltre questi valori il prodotto è considerato non idoneo al consumo.
Il tonno Coromeu è ancora in vendita?
No, il lotto richiamato aveva scadenza 28/03/2026 e non dovrebbe più trovarsi nei banchi. Se si ha il dubbio di averlo acquistato all’epoca, la strada resta quella indicata nell’avviso: non consumarlo e riportarlo al punto vendita.
Cosa succede se si è consumato il tonno richiamato?
La sindrome sgombroide si manifesta in genere entro un paio d’ore con rossore al viso, mal di testa, orticaria, nausea e palpitazioni. In presenza di questi sintomi è opportuno contattare il medico, soprattutto se i disturbi sono intensi o persistenti.
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