Conad richiama riso Carnaroli per cadmio oltre i limiti

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Il Ministero della Salute ha pubblicato un nuovo avviso di richiamo che riguarda due lotti di riso Carnaroli per risotti a marchio Conad. Il provvedimento è stato disposto in via precauzionale dopo controlli interni che hanno evidenziato una presenza di cadmio superiore ai limiti consentiti dalla normativa. Il prodotto coinvolto è distribuito in confezioni sottovuoto da un chilogrammo e riguarda esclusivamente due specifici lotti con termine minimo di conservazione fissato al 2028. Conad e il produttore invitano i consumatori a verificare attentamente lotto e scadenza riportati sulla confezione prima dell’utilizzo.

Prodotti richiamati per rischio chimico

Il richiamo riguarda il riso Carnaroli per risotti Conad venduto in confezioni sottovuoto da 1 kg.

Dettagli del prodotto coinvolto:

  • Marchio: Conad
  • Prodotto: Riso Carnaroli per risotti
  • Formato: 1 kg sottovuoto
  • Lotti: P26010B08 e P26010B5A
  • Termine minimo di conservazione: 30/01/2028

Il motivo della segnalazione è la presenza di cadmio oltre il limite di legge, emersa durante verifiche interne.

Cos’è il cadmio e perché viene controllato

Il cadmio è un metallo pesante che può essere presente negli alimenti attraverso terreno, acqua o processi agricoli. Le norme fissano limiti precisi per ridurre l’esposizione dei consumatori.

I richiami legati al superamento dei limiti di cadmio rientrano nel rischio chimico e comportano il ritiro dei lotti coinvolti.

Informazioni sul produttore

Il riso richiamato è stato prodotto da Curti Srl per Conad Società Cooperativa.

Lo stabilimento di produzione si trova in via Stazione 113, Valle Lomellina, in provincia di Pavia.

Indicazioni per i consumatori

Conad raccomanda di non consumare il riso appartenente ai lotti indicati e di restituirlo al punto vendita d’acquisto.

I consumatori potranno ottenere la sostituzione con un altro prodotto oppure il rimborso. Il richiamo riguarda solo le confezioni con i numeri di lotto segnalati e con TMC 30/01/2028.

fonte: ilfattoalimentare.it
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