Il cinema di Mario Martone: da Mortu Troja al Giovane favoloso
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Quando pensi a Mario Martone pensi a Napoli: ai suoi vicoli, al suo dialetto, ai suoi drammi e alle sue resurrezioni. Nato a Napoli il 20 novembre 1959, Martone è uno dei registi italiani più importanti della sua generazione, capace di muoversi con la stessa autorevolezza tra teatro, cinema e opera lirica. Il suo è un percorso che parte dalla Napoli più nascosta, quella che il titolo richiama con quel Mortu Troja dal sapore dialettale, e arriva fino al Leopardi de Il giovane favoloso e ai film più recenti. In questa guida ripercorriamo la sua carriera, film per film, con i premi, le curiosità e i luoghi che ha raccontato.
Chi è Mario Martone: il regista che parla napoletano
Mario Martone nasce a Napoli il 20 novembre 1959 e frequenta il Liceo classico Umberto I. La sua carriera comincia giovanissimo, in teatro: nel 1976 allestisce il suo primo spettacolo, Faust o la quadratura del cerchio. Un anno dopo, nel dicembre 1977, fonda con Andrea Renzi il gruppo Nobili di Rosa, che nel febbraio 1979 diventa la compagnia Falso Movimento, uno dei laboratori teatrali più innovativi d’Italia. Da lì in poi il suo nome sarà legato a doppio filo alla scena partenopea, tanto da diventarne uno degli interpreti più lucidi.
La sua cifra è la doppia anima: teatro e cinema crescono insieme, nutrendosi a vicenda. Non è un caso che molti dei suoi film nascano da spettacoli teatrali e che molti dei suoi allestimenti teatrali sembrino già cinema. Se vuoi un consiglio da spettatore, parti dai suoi film ambientati a Napoli: sono il modo migliore per vedere la città con gli occhi di chi la conosce davvero.
Il teatro prima del cinema: Falso Movimento e Teatri Uniti
Gli anni Ottanta sono la palestra di Martone. Con il Falso Movimento porta in scena spettacoli che mescolano immagini, suoni e movimento: tra i più celebri Tango glaciale (1982, trasmesso anche dalla Rai nel 1983), Otello (1982), Coltelli nel cuore da Bertolt Brecht e Ritorno ad Alphaville da Jean-Luc Godard (entrambi del 1986). Nel 1986 il gruppo si fonde con il Teatro dei Mutamenti di Antonio Neiwiller e con il Teatro Studio di Caserta di Toni Servillo, dando vita ai Teatri Uniti: una delle compagnie più importanti della storia teatrale italiana recente.
La carriera teatrale di Martone è lunga e prestigiosa: dirige il Teatro Argentina di Roma dal 1999 al 2001, dal 2003 è condirettore del Teatro Stabile di Napoli e dal 2007 al 2017 è direttore artistico del Teatro Stabile di Torino. Non solo prosa: firma anche regie d’opera lirica, tra cui Cavalleria rusticana e Pagliacci andati in scena al Teatro alla Scala di Milano nel gennaio 2011.
L’esordio al cinema: Morte di un matematico napoletano
L’esordio cinematografico di Martone risale al 1980, con un cortometraggio sponsorizzato dal Banco di Napoli, seguito nel 1982 da Foresta Nera. Ma è nel 1992 che arriva la rivelazione: Morte di un matematico napoletano, il suo primo lungometraggio, dedicato alla figura del matematico Renato Caccioppoli, genio anticonformista morto a Napoli nel 1959. Il film vince il Gran Premio della Giuria alla Mostra di Venezia e l’anno dopo, nel 1993, vale a Martone il David di Donatello come miglior regista esordiente.
Nel 1993 esce anche Rasoi, mediometraggio tratto dal suo spettacolo teatrale allestito al Teatro Mercadante di Napoli. Il legame tra scena e schermo, insomma, è già il suo marchio di fabbrica.
Gli anni Novanta: L’amore molesto, I vesuviani, Teatro di guerra
Nel 1995 Martone dirige L’amore molesto, tratto dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante: il film è presentato in concorso al Festival di Cannes e gli vale il David di Donatello 1995 come miglior regista. Nel 1997 firma l’episodio La salita del film collettivo I vesuviani, che suscita polemiche (e interrogazioni parlamentari) per il sindaco ritratto, chiaramente ispirato ad Antonio Bassolino. Nel 1998 arriva Teatro di guerra, che chiude il decennio con un’opera corale e ambiziosa, di nuovo tra palcoscenico e vita reale.
L’odore del sangue e Noi credevamo: il nuovo millennio
Nel 2004 Martone dirige L’odore del sangue, tratto dal romanzo incompiuto di Goffredo Parise, con Michele Placido e Fanny Ardant. Nel 2010 esce Noi credevamo, ispirato al romanzo di Anna Banti e dedicato al Risorgimento italiano e ai suoi ideali traditi: il film vince nel 2011 il David di Donatello come miglior film e quello per la migliore sceneggiatura. È la consacrazione definitiva di Martone come autore capace di raccontare la grande storia con lo sguardo di Napoli.
Il giovane favoloso: Leopardi diventa cinema
Il progetto più atteso della sua carriera nasce il 28 aprile 2012, quando a Recanati Martone annuncia un film sulla vita di Giacomo Leopardi. Il risultato è Il giovane favoloso, presentato in concorso alla Mostra di Venezia il 1° settembre 2014 e uscito nelle sale italiane il 16 ottobre 2014. Con Elio Germano nei panni di Leopardi, il film racconta il poeta di Recanati lontano dall’icona scolastica: fragile, ironico, modernissimo. Il pubblico lo premia con un successo straordinario e nel 2015 il film vince il Nastro d’argento.
Il legame di Martone con Leopardi, del resto, era nato anni prima: nel 2011 aveva messo in scena le Operette morali e per quel lavoro aveva ricevuto il premio leopardiano La Ginestra. Nel 2012, inoltre, l’Università della Calabria gli aveva conferito la laurea honoris causa in Linguaggi dello Spettacolo, del Cinema e dei Media. Un percorso che sembrava scritto.
Per vedere Leopardi prendere vita sullo schermo, ecco il trailer ufficiale de Il giovane favoloso.
Capri-Revolution, Il sindaco del Rione Sanità e Qui rido io
Nel 2018 Martone presenta alla 75ª Mostra di Venezia Capri-Revolution, con Marianna Fontana: ambientato alla vigilia della Prima guerra mondiale, racconta l’incontro tra una pastorella di Capri e una comunità di artisti e intellettuali stranieri, ispirata alla celebre colonia tedesca dell’isola. Sempre nel 2018, per i quarant’anni di carriera, il Museo Madre di Napoli gli dedica la retrospettiva Mario Martone 1977-2018.
Nel 2019 è la volta di Il sindaco del Rione Sanità, dal capolavoro teatrale di Eduardo De Filippo, con Francesco Di Leva nei panni di Antonio Barracano, il “sindaco” che amministra la giustizia nel quartiere. Nel 2021 arriva Qui rido io, biografia di Eduardo Scarpetta, il grande attore e autore considerato il capostipite della dinastia De Filippo: a interpretarlo è Toni Servillo, che al 78º Festival di Venezia vince il Premio Pasinetti come miglior attore. Per questi due film, nel 2022, Martone riceve i Nastri d’argento per la migliore regia e la migliore sceneggiatura.
Nostalgia, il documentario su Troisi e Fuori
Nel 2022 Martone dirige Nostalgia, tratto dal romanzo di Ermanno Rea e interpretato da Pierfrancesco Favino: la storia di un uomo che dopo quarant’anni tra Libano, Sudafrica ed Egitto torna a Napoli, nel Rione Sanità dove è nato, per riabbracciare la madre e fare i conti con il proprio passato. Il film è presentato in concorso al Festival di Cannes 2022 e il 26 settembre 2022 viene scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar 2023 nella categoria del miglior film internazionale, senza però entrare nella rosa dei candidati finali.
Nel 2023 esce Laggiù qualcuno mi ama, documentario dedicato a Massimo Troisi scritto con Anna Pavignano: un ritratto intimo e commosso che vince il David di Donatello 2024 come miglior documentario. Nel maggio 2025, infine, Martone presenta in concorso al Festival di Cannes Fuori, dedicato alla scrittrice Goliarda Sapienza: è l’unico film italiano in concorso in quell’edizione.
I luoghi di Mario Martone a Napoli
Napoli non è solo lo sfondo dei film di Martone: è quasi un personaggio. Il Rione Sanità è il quartiere che il regista ha raccontato due volte, in Il sindaco del Rione Sanità e in Nostalgia: un luogo di contraddizioni, fede e riscatto che merita di essere visitato anche fuori dallo schermo. Nella nostra scheda dedicata puoi scoprire la storia del Rione Sanità, cosa vedere e come arrivare. Il Teatro Mercadante è il palcoscenico dove è nato Rasoi, mentre Capri, con i suoi faraglioni e la sua luce, è la protagonista assoluta di Capri-Revolution. Se vuoi seguire le orme del regista, una passeggiata tra questi luoghi è il modo migliore per chiudere il cerchio.
TIP: David di Donatello e Nastro d’argento, che differenza c’è?
Il David di Donatello è il premio cinematografico italiano assegnato dall’Accademia del Cinema Italiano: una sorta di Oscar nostrano. Il Nastro d’argento è invece il premio assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, quindi da chi il cinema lo racconta ogni giorno. Sono i due riconoscimenti più prestigiosi del cinema italiano, e Martone li ha vinti entrambi più volte.
FAQ
Chi è Mario Martone?
Mario Martone è un regista cinematografico e teatrale italiano, nato a Napoli il 20 novembre 1959. Tra i suoi film più noti ci sono Morte di un matematico napoletano, L’amore molesto, Noi credevamo, Il giovane favoloso e Nostalgia.
Qual è il film più famoso di Mario Martone?
Il più celebre è Il giovane favoloso (2014), il ritratto di Giacomo Leopardi con Elio Germano: un successo di pubblico e critica premiato con il Nastro d’argento nel 2015.
Quali film di Mario Martone sono ambientati a Napoli?
Molti: Morte di un matematico napoletano, L’amore molesto, I vesuviani, Teatro di guerra, Il sindaco del Rione Sanità e Nostalgia, ambientato proprio al Rione Sanità.
Mario Martone ha vinto un Oscar?
No. Il suo Nostalgia è stato scelto nel 2022 per rappresentare l’Italia agli Oscar 2023, ma non è entrato tra i candidati finali.
In che anno è uscito Il giovane favoloso?
Il film è stato presentato alla Mostra di Venezia il 1° settembre 2014 ed è uscito nelle sale italiane il 16 ottobre 2014.
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