Blocco dei tir, Sicilia e Calabria revocano. Campania resiste
Immagine realizzata con IA
Dopo sei giorni di blocchi la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti si è fermata in due delle regioni più coinvolte. La Sicilia ha revocato il fermo nella serata del 20 ottobre e la Calabria ha sciolto i presidi nella serata del 21. In Campania la situazione resta invece in bilico, con i presidi nelle aree industriali e interportuali che proseguono almeno fino al tavolo del 27 ottobre.
Oggi, giovedì 22 ottobre, il Consiglio dei ministri esamina un decreto legge con misure per l’autotrasporto e per l’agricoltura. Il governo prova a chiudere una crisi che ha svuotato gli scaffali di mezzo Sud, prosciugato i distributori di carburante e costretto Comuni e università a riorganizzare servizi e lezioni.
L’accordo con il governo
Il pacchetto illustrato dal ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, vale circa un miliardo di euro. La parte che il ministero considera già sbloccata è di 480 milioni, destinata soprattutto al credito d’imposta sul gasolio. Il tavolo siciliano dettaglia anche i pagamenti arretrati del Sea Modal Shift, 104 milioni per il 2023/2024 e il 2025/2026, più 50 milioni per il 2026/2027. I pagamenti riguardano circa 32mila aziende e devono arrivare entro novembre.
Restano aperti due nodi, come spiegato dal Comitato dei trasporti siciliani: l’estensione di quattro mesi del credito d’imposta e i contributi per calmierare i biglietti del traghetto sullo Stretto di Messina. Se ne occuperà il Tavolo permanente del Meridione, la cui prima riunione è fissata per il 27 ottobre. Il governo ha annunciato altri 100-150 milioni da trovare, mentre le imprese chiedono tempi certi sui pagamenti.
Sicilia e Calabria revocano il fermo
In Sicilia il Comitato dei trasporti siciliani ha deciso la revoca dopo l’incontro con Salvini, iniziato alle 15 del 20 ottobre. «Il ministro ha accolto tutti i nostri punti, tranne alcune cose che naturalmente non possono essere assicurate subito», ha detto il presidente Salvatore Bella. Lo stato di agitazione resta attivo fino alla completa risoluzione degli ultimi nodi, come ricostruito nell’articolo sulla revoca decisa in Sicilia.
In Calabria la decisione è arrivata nella serata del 21 ottobre, dopo un’assemblea di circa duecento autotrasportatori nel presidio di Lamezia Terme. Fedralog ha parlato di «una decisione sofferta ma meditata» e ha sciolto i presidi. «Riapriamo momentaneamente i servizi per non gravare ulteriormente sulle filiere agroalimentari e industriali», si legge nel comunicato. Se il 27 ottobre non arriveranno risposte concrete, l’associazione ha annunciato un corteo verso Roma con tutti i mezzi.
In Puglia non è stata annunciata una revoca formale, ma Federdistribuzione ha registrato segnali di ripresa delle attività di trasporto già nella mattinata del 21 ottobre. Il quadro resta disomogeneo perché la protesta non è guidata da un’unica sigla: accanto ai comitati riconosciuti agiscono gruppi di piccoli operatori, i cosiddetti padroncini, che in alcune zone hanno deciso di continuare.
In Campania i presidi restano attivi
La Campania è la regione dove il blocco ha resistito più a lungo. Nella notte tra il 21 e il 22 ottobre la polizia ha liberato i presidi sull’A1 nel Casertano e nel Salernitano, nel tratto di Mercato San Severino, ma l’operazione è stata complicata da decine di camion con le ruote bucate. Agli svincoli di Nola e Palma Campania, sull’A30, erano ancora incolonnati quasi 400 tir.
I presidi restano attivi soprattutto nelle aree industriali e interportuali, non nelle strade cittadine di Napoli. «Al ministro Salvini abbiamo fatto le nostre proposte, come un congelamento del pagamento di imposte e tributi per le aziende di autotrasporto», ha spiegato l’autotrasportatore campano Vincenzo Parisi. «Spero che le proteste si fermino per il bene del Paese, anche per arrivare al tavolo del 27 ottobre dimostrando la nostra buona fede».
La Prefettura di Napoli ha fatto sapere di aver avviato accertamenti su 600 targhe di mezzi pesanti tra le province di Napoli, Caserta e Salerno. Il prefetto Michele di Bari ha precisato che sono stati scortati 720 mezzi in Campania, 500 dei quali tra Napoli e provincia, per garantire le attività di carico e scarico. Il quadro dei collegamenti locali resta critico, come emerge dall’aggiornamento su consegne e corrieri fermi a Napoli e al Sud.
I numeri dell’operazione del Viminale
Il ministero dell’Interno ha diffuso il bilancio dei controlli: 1.339 persone identificate, 71 denunciate e 242 sanzioni amministrative. Il ministro Matteo Piantedosi ha convocato una riunione con prefetti e questori delle province interessate per sollecitare la massima attenzione su possibili infiltrazioni criminali nei blocchi.
Il governo ha scelto una linea a due velocità: dialogo con le sigle che hanno aperto al tavolo e azione di polizia contro chi ha impedito la circolazione. La premier Giorgia Meloni ha rivendicato la distinzione tra chi manifesta pacificamente e chi commette violenze, mentre il decreto legge di oggi dovrebbe riunire gli interventi per autotrasporto e agricoltura. Sul piatto ci sono anche i soldi sbloccati da Salvini e la loro origine.
Quando torna la normalità
La circolazione è ripresa in gran parte del Sud, ma il ritorno alla normalità non sarà immediato. Il presidente di Federdistribuzione, Carlo Alberto Buttarelli, ha stimato che nelle aree più colpite serviranno almeno 5-6 giorni dalla ripresa dei trasporti per rivedere le merci sugli scaffali e circa una settimana per il pieno ripristino delle scorte.
Restano criticità su carburante e trasporto pubblico. L’Enav ha chiesto alle compagnie aeree di rifornire gli aerei nei diversi scali di partenza, con un avviso che riguarda Capodichino, Brindisi, Salerno, Palermo, Crotone e Reggio Calabria. Il Comune di Napoli ha attivato lo smart working per parte dei dipendenti, mentre la Federico II, la Vanvitelli e la Parthenope hanno svolto lezioni in Dad. Pesano anche i rallentamenti del porto e il rischio per la raccolta dei rifiuti, mentre sul fronte degli altri trasporti resta aggiornato il calendario degli scioperi e delle criticità di ottobre.
Per chi deve spostarsi nei prossimi giorni la raccomandazione resta quella di controllare la viabilità prima di partire, soprattutto lungo la A1 Milano-Napoli e l’A30 Caserta-Salerno, e di mettere in conto possibili code ai caselli. Il tavolo del 27 ottobre sarà il vero banco di prova: se non arriveranno risposte, la Calabria ha già annunciato che riprenderà la mobilitazione con ancora più forza. Per capire l’origine della protesta resta utile anche la ricostruzione su quanto dura lo sciopero dei camionisti a Napoli e al Sud.
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