Volo Dubai-Tel Aviv, aggiornamenti in tempo reale
Immagine realizzata con IA
Il volo Flydubai FZ1073 da Dubai a Tel Aviv ha vissuto oggi, mercoledì 30 settembre 2026, ore di paura: i codici di emergenza al transponder, una picchiata improvvisa, l’intercettazione dei caccia israeliani e un atterraggio d’emergenza a Tabuk, in Arabia Saudita. Questa pagina raccoglie gli aggiornamenti sulla vicenda, man mano che arrivano le conferme ufficiali.
Ultimo aggiornamento: mercoledì 30 settembre, ore 22:07 (ora italiana). Il comandante sarebbe indiano e il copilota omanita: è stato arrestato ed è sotto interrogatorio in Arabia Saudita. Non si registrano vittime e i passeggeri sono rientrati a Tel Aviv con un volo speciale.
La situazione in breve
- Aereo: Boeing 737 Max di Flydubai, partito da Dubai alle 7:05 ora locale.
- Emergenza: codici 7700 e 7500 al transponder, perdita di quota di circa 14 mila piedi in meno di trenta secondi.
- Atterraggio: d’emergenza all’aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita.
- Passeggeri: 174, di cui 27 bambini; rientro a Tel Aviv in serata con un volo speciale.
- Piloti: il comandante sarebbe indiano e sarebbe stato accoltellato; il copilota è omanita e lavorava per la compagnia da circa otto mesi.
- Copilota: arrestato e posto sotto interrogatorio dalle autorità saudite.
La cronologia della giornata
- 7:05 (ora locale) — il Boeing 737 Max decolla da Dubai con destinazione Tel Aviv.
- Intorno alle 9:20 — l’aereo perde quota in modo brusco; il transponder emette il codice 7700 e poi il 7500.
- Poco dopo — decollano due caccia israeliani e le agenzie di sicurezza attivano un centro di comando.
- Metà mattina — il velivolo viene deviato in Arabia Saudita e atterra a Tabuk.
- A bordo — il comandante viene colpito più volte con un coltello; alcuni piloti fuori servizio presenti a bordo riprendono il controllo del velivolo in picchiata.
- Pomeriggio — i due piloti sono portati in ospedale e il copilota viene arrestato.
- Sera — i passeggeri rientrano a Tel Aviv con un volo speciale.
Le ultime novità
Il punto fermo della serata è il rientro dei passeggeri: il gruppo, in gran parte composto da cittadini israeliani, è atterrato in sicurezza all’aeroporto Ben Gurion con un volo organizzato dalle autorità. Il Boeing 737 è invece rimasto a Tabuk, dove i servizi sauditi stanno raccogliendo le testimonianze di equipaggio e passeggeri.
Il copilota resta il fulcro delle indagini: è l’unico fermato e si trova sotto interrogatorio. Le autorità saudite non hanno ancora diffuso un quadro ufficiale delle accuse, mentre Mossad e Shin Bet seguono gli accertamenti sul movente insieme agli omologhi emiratini.
Dalla compagnia arriva una posizione prudente: Flydubai ha confermato la colluttazione in cabina, ma ha invitato ad attendere gli esiti delle indagini prima di parlare di terrorismo. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno invece definito l’accaduto un tentativo di «attacco terroristico jihadista».
Nella serata arriva un quadro più chiaro sui due piloti: il comandante sarebbe indiano, mentre il copilota arrestato è un cittadino dell’Oman, assunto da Flydubai da circa otto mesi. Secondo i media israeliani sarebbe stato lui a colpire più volte il collega con un coltello durante la lite in cabina. Un altro pilota lo ha descritto come un estremista religioso, che pregava in modo eccessivo e si rifiutava di stringere la mano alle donne.
A evitare il peggio sarebbe stato un gruppo di piloti fuori servizio presenti a bordo per un trasferimento: sarebbero intervenuti mentre l’aereo era in picchiata, riprendendo il controllo del velivolo e permettendo l’atterraggio a Tabuk. «Quasi un nuovo 11 settembre», ha commentato un passeggero.
Sul fronte istituzionale, la ministra dei Trasporti israeliana Miri Regev ha chiesto all’Autorità per l’aviazione civile di verificare se gli Emirati Arabi Uniti abbiano violato l’accordo sull’aviazione con Israele, che consente di atterrare solo a piloti con passaporto di un Paese con relazioni diplomatiche con Israele: l’Oman, patria del copilota, non ha relazioni con Tel Aviv. Israele ha poi annunciato che inasprirà i controlli sui piloti delle compagnie estere dirette nel Paese.
Perché si è parlato di dirottamento
L’allarme è scattato per il codice 7500, quello che il transponder trasmette in caso di interferenza illecita con l’aereo, cioè di possibile dirottamento. Prima era comparso anche il 7700, che segnala un’emergenza generale: due codici diversi a pochi minuti di distanza, una combinazione che nelle prime ore ha reso la lettura della vicenda molto incerta.
A rafforzare i timori ha contribuito la perdita di quota: secondo i dati di tracciamento il 737 è sceso di circa 14 mila piedi in meno di trenta secondi, un valore anomalo per un volo di crociera. Le autorità israeliane hanno poi collegato i segnali a quanto stava accadendo dentro la cabina, escludendo l’ipotesi di un sequestro del velivolo.
Cosa resta da chiarire
- Il movente: nessuna ipotesi è stata confermata ufficialmente.
- La dinamica: resta da ricostruire con precisione cosa sia accaduto dentro la cabina.
- Le nazionalità dei piloti: in serata sono emerse le ipotesi di comandante indiano e copilota omanita, ma non c’è ancora una conferma ufficiale.
- Le conseguenze operative: Israele ha annunciato controlli più severi sui piloti delle compagnie estere; non è chiaro se Flydubai modificherà equipaggi o procedure sui voli verso Israele.
Domande frequenti
Il dirottamento è stato confermato?
No. Il codice 7500 ha fatto scattare l’allarme per un possibile dirottamento, ma le autorità israeliane hanno poi collegato l’emergenza a una colluttazione in cabina.
Ci sono vittime?
No, nessun passeggero è rimasto ferito in modo grave. I due piloti sono stati medicati in ospedale.
Quando tornano i passeggeri?
Sono già rientrati: il volo speciale da Tabuk è atterrato a Tel Aviv in serata.
L’articolo viene aggiornato?
Sì: questa pagina viene aggiornata durante la giornata con le novità confermate dalle autorità e dalle agenzie.
Chi era il copilota?
Secondo i media israeliani è un cittadino dell’Oman, in servizio su Flydubai da circa otto mesi: è l’unico fermato e si trova sotto interrogatorio in Arabia Saudita.
Napoli e i collegamenti con Tel Aviv
La vicenda non ha avuto ricadute sugli scali italiani e campani, dove la giornata è stata segnata dallo sciopero ENAV che ha messo a rischio i voli a Napoli. Per chi si muove in città resta utile il quadro aggiornato della viabilità e dei trasporti a Napoli, mentre per l’aeroporto cittadino pesa la chiusura di Capodichino prevista a novembre 2026.
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