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Uto Ughi al Teatro Bellini di Napoli con il concerto Note d’Europa [Recensione]

Uto Ughi

La recensione della serata con Uto Ughi al Teatro Bellini di Napoli, un concerto con i brani di musica classica tratti dal cd Note d’Europa.

Mercoledì 31 ottobre 2018 Uto Ughi ha tenuto un magnifico concerto al Teatro Bellini di Napoli proponendo alcuni brani del suo ultimo lavoro discografico, Note d’Europa. Si tratta di un abum con una selezione di brani di musica classica composti da alcuni dei più importanti compositori europei e che il Maestro Uto Ughi esegue con il violino dando il giusto valore e spessore alle opere scelte.

Uto Ughi è considerato uno dei più importanti e virtuosi violinisti viventi e la serata al Teatro Bellini ha dimostrato al pubblico presente, che ha riempito il teatro dalla platea fino all’ultima fila di palchi, il suo inesauribile ed indiscusso talento. La selezione presentata ci ha fatto viaggiare dall’Italia alla Spagna, passando per la Germania, la Polonia e la Francia, attraverso una serie di brani talvolta più allegri, talvolta più intimi, che non hanno mai annoiato il pubblico, rimasto estasiato dall’esibizione.

La tournée Note d’Euoropa ha proprio lo scopo di avvicinare il grande pubblico ad un genere, quello della musica classica, considerato complesso e di nicchia, dimostrando che, attraverso un giusto percorso, chiunque può apprezzarlo ed amarlo.
Il concerto a Napoli ha avuto come protagonista lo splendido violino di Uto Ughi, ma anche l’accompagnamento al pianoforte del maestro Andrea Bacchetti non è stato da meno.

Note d’Europa, un viaggio tra i principali compositori europei

L’incipit del concerto è stato il Preludio e Allegro di Pugnani, uno dei massimi compositori italiani del ‘700, seguito dalla una stupenda Romanza in Fa Maggiore di Beethoven. Un brano che, in qualche aria, ricorda lo stile di Bellini a cui lo stesso Beethoven si ispirava e che ha scritto prima che la sordità lo colpisse.
La prima parte del concerto si è poi conclusa con una delle sonate più popolari di Beethoven, la Primavera in Fa Maggiore, un’aria molto cantabile e lirica.

Dopo l’interruzione, la seconda parte della serata è iniziata in maniera magistrale con un excursus di brani di Polonia, Francia e Spagna. Il quarto pezzo, infatti, è stato il Rondo Capriccioso di C.Saint Saens, un compositore post romantico dell’800, molto amato anche nel secolo successivo. Il Rondo, dai tratti spagnoleggianti, è stato anticipato da una Introduction molto effettistica.

Il quinto pezzo è stata un’aria di H.Wieniavsky, considerato il Paganini della Polonia o anche lo Chopin del violino, uno dei più grandi compositori polacchi. Si è trattato della Polonaise numero 2 in Re Maggiore, brano che ha mostrato le caratteristiche principali dello stile del compositore, che creava composizioni molto efficaci dal punto di vista virtuosistico, struggenti e nostalgiche.

L’ultimo pezzo del programma è stato una Fantasia sulla Carmen di Bizet, realizzata dallo spagnolo Pablo Sarasate, il Paganini della Spagna. Una vera e propria fantasia d’autore che unisce in un unico strumento, il violino, i temi principali dell’opera.

A programma concluso, il Maestro ha voluto regalare al pubblico altre magnifiche esecuzioni, iniziando con la magistrale Campanella di Paganini. Un’esecuzione incredibile in cui Uto Ughi ha ricreato con le corde del violino anche il suono delle campanelle.
Il concerto si è concluso con un’aria tratta dalla Sinfonia del Nuovo Mondo di Dvorak.

Insomma, una serata unica che ci ha dato l’onore di ascoltare uno dei massimi esponenti del violino al mondo, capace di rendere fruibile anche un genere musicale normalmente più ostico e complesso.

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