Piazzapulita, il talk di La7 con Corrado Formigli

Piazzapulita, il talk di La7 con Corrado Formigli
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Ogni giovedì in prima serata, su LA7, Corrado Formigli apre la sua piazza. Piazzapulita va in onda dal 15 settembre 2011: 16 edizioni, oltre 550 puntate e 27 speciali al 29 ottobre 2026. Dura 210 minuti, quasi tre ore e mezza di diretta. Non è un talk da salotto: è un ibrido tra intervista, reportage e inchiesta.

Il programma nasce come settimanale di attualità e approfondimento, pensato per raccontare i fatti nazionali e internazionali con un impianto da rotocalco televisivo. La conduzione è sempre stata di Formigli, che ne è anche ideatore e autore insieme a Mariano Cirino, Vittorio Zincone e Alessandro Sortino.

Che cosa si vede in una puntata

La struttura non è mai rigida, ma ruota intorno a quattro ingredienti fissi:

  • L’intervista one-to-one. Un ospite, una sedia, domande serrate su un tema specifico, senza contraddittorio.
  • Il talk a più voci. Giornalisti, politici e analisti discutono il fatto del giorno, spesso seduti a un tavolo centrale.
  • Il reportage. Un inviato racconta un territorio, una fabbrica chiusa, un quartiere, un confine.
  • L’inchiesta. Documenti, intercettazioni e testimonianze su un caso che il programma segue per settimane.

La regia è di Fabio Calvi, le musiche sono di Andrea Guerra. La produzione è passata da Magnolia, che ha curato le prime stagioni fino al 2019, a Banijay Italia.

Dal lunedì al giovedì: come è cambiata la collocazione

La prima puntata è del 15 settembre 2011, in prima serata. Dal 7 gennaio 2013 il programma si sposta al lunedì. Con la quinta edizione cambia ancora: va in onda di giovedì, prendendo il posto lasciato da Servizio pubblico di Michele Santoro.

Il passaggio al giovedì è decisivo, perché mette Piazzapulita contro la prima serata generalista delle reti maggiori. Formigli ha costruito proprio su quel confronto la sua cifra: nessuna ricerca dello scontro a tutti i costi, ma un racconto per blocchi, con inchieste lunghe anche venti minuti.

Perché si chiama Piazzapulita

Il nome gioca su due espressioni: la piazza, luogo del dibattito pubblico, e la piazza pulita, slogan ricorrente nel linguaggio politico italiano. Il programma non ha mai scelto la strada della tribuna: negli anni ha puntato soprattutto sulla verifica documentale, con fascicoli e atti mostrati in video durante le inchieste. Un titolo semplice, diventato in fretta un marchio riconoscibile.

Tre ore e mezza in prima serata sono una misura fuori scala per la tv generalista. Significa una puntata costruita come un piccolo palinsesto, con tre o quattro blocchi tematici legati da un filo. È la scelta che ha reso il programma riconoscibile anche nella durata, oltre che nei contenuti.

Le trovate delle prime stagioni

Nella prima edizione la puntata si chiudeva con un telespettatore invitato in studio a dire di che cosa vorrebbe fare piazza pulita. Un dettaglio che spiegava il titolo meglio di qualunque sigla.

Dal 3 novembre 2011, fino alla fine della prima stagione, ha collaborato al programma anche Ambra Angiolini, con un ruolo di raccordo tra studio e pubblico. Poi la formula si è asciugata e la scaletta è rimasta quasi solo giornalistica.

Quanto pesa negli ascolti

I numeri raccontano un percorso a onde. La prima edizione ha chiuso con 1.247.000 spettatori e il 5,71% di share. Il picco è arrivato nella seconda, con 1.433.000 spettatori e il 6,44%. Poi la curva è scesa: 935.000 nella quarta edizione, 825.000 nella sesta, prima di risalire sopra il milione nelle stagioni successive, con il 5,50% della settima e il 5,71% dell’ottava.

Per una rete che non ha un telegiornale generalista alle spalle, sono risultati che tengono. La forza del programma è un’altra: riesce a imporre temi al dibattito pubblico, come dimostrano le inchieste su appalti, sanità e lavoro nero finite poi sui giornali.

La piazza e i suoi ospiti

Nel corso degli anni sono passati dallo studio esponenti di tutti i partiti, sindacalisti, magistrati, imprenditori. Alcune presenze hanno lasciato il segno più della puntata stessa: il caso di Alessandro Di Battista, ospite ricorrente e spesso al centro di polemiche.

Sul fronte opposto della stessa fascia oraria, la concorrenza gioca su registri diversi: Dritto e rovescio di Paolo Del Debbio punta sul confronto politico diretto, mentre Piazzapulita resta fedele al formato del reportage. Chi vuole orientarsi nel resto del palinsesto trova tutti gli aggiornamenti nella sezione Televisione di Napolike.


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