Chi è Massimo Giletti, conduttore di Lo Stato delle Cose

Chi è Massimo Giletti, conduttore di Lo Stato delle Cose
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Ha 64 anni Massimo Giletti, il giornalista torinese che dal 2024 conduce Lo Stato delle Cose su Rai 3. Il programma è arrivato alla terza edizione, ripartita lunedì 14 settembre 2026 in prima serata, e continua a occuparsi di cronaca, casi irrisolti e storie italiane rimaste senza risposta.

Una carriera lunga, iniziata lontano dalla tv: prima l’azienda tessile di famiglia a Biella, poi la gavetta nelle redazioni, quindi il grande salto. Oggi Giletti è uno dei volti più riconoscibili del servizio pubblico, con un mestiere costruito su inchieste e interviste scomode.

Chi è Massimo Giletti: origini e formazione

Massimo Giletti nasce a Torino il 18 marzo 1962, da una famiglia di industriali tessili biellesi, la Giletti SpA. Cresce tra la città e il Biellese, in un ambiente lontano dal mondo dello spettacolo. Dopo la laurea entra nell’azienda di famiglia, ma la fabbrica non è il suo posto.

La svolta arriva negli anni Ottanta, quando inizia a collaborare con televisioni locali piemontesi. Da lì il passaggio alle reti nazionali, con programmi di intrattenimento e poi di attualità. Un percorso non lineare, fatto di trasmissioni minori e gavetta vera, che gli insegna a stare in diretta.

La carriera in Rai e il passaggio a La7

In Rai Giletti si occupa a lungo di costume e attualità, tra programmi pomeridiani e prime serate. Il suo nome diventa familiare per il pubblico generalista, quello che guarda la tv senza scegliere in anticipo.

Nel 2017 lascia la tv di Stato e passa a La7, dove conduce Non è l’Arena: un programma di interviste e casi di cronaca, in onda la domenica sera. Lo stile è diretto, a volte ruvido, con domande che non lasciano scampo agli ospiti. Il programma chiude nel 2023, in anticipo rispetto ai piani.

Poi il rientro in Rai, annunciato dall’amministratore delegato Roberto Sergio nell’autunno del 2023. Prima del nuovo programma arriva lo speciale dedicato a Ustica, andato in onda a giugno 2024: un lavoro di ricostruzione che gli apre la strada alla prima serata del lunedì.

Lo Stato delle Cose: come funziona il programma

Lo Stato delle Cose debutta il 30 settembre 2024 su Rai 3, in prima serata. La prima puntata si ferma al 5,13% di share, battuta da La Torre di Babele di Corrado Augias su La7: un esordio tiepido, commentato da tutte le testate.

Il programma non è un talk politico. Ogni puntata parte da un caso di cronaca o da una storia italiana e costruisce intorno un racconto: documenti, testimonianze, collegamenti. L’obiettivo dichiarato è «dare risposte» a chi non ne ha avute, più che alimentare dibattito.

La terza edizione è partita il 14 settembre 2026, sempre il lunedì alle 21:20. Tra i temi affrontati nelle prime puntate ci sono casi di cronaca nera tornati di attualità, come il delitto di Garlasco, di cui il conduttore ha annunciato documenti inediti.

  • Programma: Lo Stato delle Cose
  • Rete: Rai 3
  • Collocazione: lunedì, prima serata, ore 21:20
  • Esordio: 30 settembre 2024
  • Terza edizione: dal 14 settembre 2026

Lo stile: inchiesta e prima persona

Giletti lavora molto sulla presenza fisica in video: cammina tra i luoghi dei fatti, incontra i familiari, torna sui posti anni dopo. Una cifra stilistica che lo distingue dai conduttori da studio e che gli ha procurato ammiratori e critici. Non è un caso che il programma nasca da un lavoro di ricostruzione, non da un dibattito in diretta.

Sul piano editoriale sceglie spesso i casi irrisolti, i processi contestati, le verità giudiziarie mai accettate dalle famiglie. Un territorio delicato, dove il confine tra informazione e spettacolo è sottile. La sua risposta, ripetuta in più interviste, è che il pubblico ha diritto a tutte le carte disponibili.

Vita privata e curiosità

Giletti è molto riservato sulla vita sentimentale. Ha raccontato di essere stato «più tradito dagli uomini che dalle donne», senza mai confermare relazioni pubbliche. Non ha figli e parla spesso del legame con la famiglia di origine.

Ha dichiarato di non essere interessato alla politica attiva: alla proposta di candidarsi sindaco di Torino ha risposto con una battuta, dicendo che è più facile che faccia «il frate trappista». Nel 2020 è finito sotto scorta per minacce legate a inchieste su clan mafiosi, un dettaglio che racconta quanto il suo lavoro tocchi interessi sensibili.

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Gli ascolti, numeri alla mano

L’esordio del 30 settembre 2024 si ferma al 5,13% di share: un dato definito debole, perché La Torre di Babele di Augias su La7 arriva al 5,34% nello stesso slot. Il confronto tra i due programmi diventa per settimane un tema fisso delle rubriche di ascolti.

La settimana del 21 ottobre 2024 chiude con 719.000 telespettatori e il 4,42% di share, mentre il concorrente resta sopra il 5,3%. Numeri modesti per la prima serata di Rai 3, ma sufficienti per confermare il programma e arrivare alla stagione successiva.

Con il passare delle edizioni il pubblico si è stabilizzato. La terza, partita il 14 settembre 2026, mantiene la collocazione del lunedì alle 21:20: una scelta di continuità, senza spostamenti di palinsesto.

Il programma resta anche un prodotto Rai 3 nel senso pieno del termine: approfondimento, non intrattenimento. Una collocazione che negli anni ha ospitato Report, Chi l’ha visto? e altre trasmissioni di inchiesta, con un pubblico abituato a seguire i casi per mesi.

Il mestiere prima della televisione

La Giletti SpA produceva tessuti in Piemonte, e il giovane Massimo ci lavora per un periodo, tra uffici e capannoni. È lì che nasce l’idea di provare con la televisione: un’intuizione avuta mentre seguiva il lavoro dell’azienda, come ha raccontato lui stesso.

Dopo le prime esperienze nelle emittenti locali arriva la gavetta nelle redazioni nazionali, tra programmi di intrattenimento e servizi di attualità. Un apprendistato lungo, che gli permette di imparare la diretta e la conduzione senza scorciatoie.

Negli anni Duemila arriva il passaggio ai programmi di approfondimento, con inchieste su cronaca, malasanità e casi irrisolti. È in quella fase che si costruisce l’immagine pubblica che ancora lo accompagna: quella di un conduttore che entra nei fatti, non li commenta soltanto.

Il metodo resta lo stesso anche oggi: si parte da un fascicolo, si cercano i documenti, si ascoltano le parti. Solo alla fine si decide cosa mandare in onda. Una routine poco spettacolare, che però spiega perché le puntate si preparano per settimane.

Nel palinsesto 2026 il lunedì di Rai 3 resta quindi un appuntamento fisso con l’approfondimento, tra casi di cronaca e storie di persone comuni. Chi lo segue sa già cosa aspettarsi: nessun dibattito, solo documenti e testimonianze.

Domande frequenti

Quanti anni ha Massimo Giletti? È nato a Torino il 18 marzo 1962 e ha 64 anni.

Che programma conduce? Lo Stato delle Cose, su Rai 3, il lunedì in prima serata alle 21:20.

Quando è iniziata la terza edizione? Il 14 settembre 2026.

Dove lavorava prima? A La7, dove ha condotto Non è l’Arena dal 2017 fino alla chiusura del programma nel 2023.


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