Targhe personalizzate in Italia, come funzionano e quanto costano
Immagine realizzata con IA
Le targhe personalizzate arriveranno anche in Italia, ma non subito e non senza regole. Il governo ha rilanciato la misura il 28 ottobre 2026, durante la presentazione della manovra 2027, con l’annuncio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Ci si potrà più o meno sbizzarrire come si ritiene, ovviamente sostenendo un costo». Dietro la battuta c’è un percorso normativo lungo oltre vent’anni, un prezzo fissato per legge e una serie di passaggi tecnici che nessuno ha ancora completato.
Cosa sono le targhe personalizzate
Una targa personalizzata è un contrassegno di immatricolazione in cui il proprietario sceglie lettere e numeri al posto della sequenza assegnata d’ufficio. Non cambia il formato, non cambia il colore, non cambia la funzione: resta una targa italiana, con fondo bianco, caratteri neri e bande blu, ma con una combinazione scelta dal richiedente e non generata dalla progressione automatica.
La differenza rispetto a una targa tradizionale è tutta lì: la Motorizzazione continua ad assegnare i contrassegni ordinari, mentre il nuovo servizio permette di richiedere una successione alfanumerica specifica, purché rispetti i requisiti e sia disponibile negli archivi. È un servizio facoltativo e a pagamento, non un diritto acquisito: chi non lo richiede continua a ricevere la targa standard senza alcun cambiamento.
La norma c’era già dal 2002
La possibilità di scegliere la targa esisteva sulla carta dal 2002, quando la riforma del Codice della strada introdusse la facoltà di chiedere una combinazione specifica, purché restasse invariata la struttura due lettere, tre numeri, due lettere varata nel 1992. Da allora, però, non sono mai arrivati i regolamenti attuativi, e la norma è rimasta inapplicata per oltre vent’anni.
Il punto di svolta è il nuovo Codice della strada, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026, che per la prima volta fissa il prezzo e delinea la procedura. Non è ancora legge definitiva: deve completare l’iter parlamentare e ricevere i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza Unificata prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo dopo arriveranno i decreti attuativi, cioè le istruzioni pratiche che oggi mancano.
Come funzionerà la richiesta
La procedura ruota intorno a tre soggetti. Il cittadino presenta la richiesta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che verifica la disponibilità della combinazione e dà il via libera. La produzione è affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, mentre la consegna alla Motorizzazione civile resta in capo al ministero stesso.
Non è ancora chiaro, invece, quale canale verrà usato per presentare la domanda: il testo parla di richiesta al ministero, ma non specifica se sarà un portale, una procedura telematica o uno sportello. La Motorizzazione dovrà inoltre aggiornare i sistemi informatici e il Portale targhe personalizzate, un passaggio che pesa sui tempi quanto la norma.
Quanto costerà
Il prezzo è la parte più definita del provvedimento. Per l’auto si pagano 600 euro complessivi: 500 euro al Poligrafico per la produzione della coppia di targhe, anteriore e posteriore, più 100 euro di maggiorazione (il 20%) destinata al ministero. Per la moto, che ha una sola targa posteriore, il totale scende a 360 euro: 300 euro di base e 60 di maggiorazione.
Chi sceglie la personalizzazione non paga la targa ordinaria, oggi compresa nelle spese di immatricolazione: 41,78 euro per la coppia standard dell’auto, 45,31 per il formato quadrato, 22,26 per la targa della moto. Restano invece dovuti tutti gli altri costi della pratica, dall’immatricolazione ai diritti.
Quando arriveranno
Le date sono la parte più delicata, e vanno lette con attenzione. Il nuovo Codice entra in vigore il 30 aprile 2027, ma le norme sulle targhe personalizzate si applicheranno dal 1° gennaio 2028, e comunque non prima di 180 giorni dall’entrata in vigore del regolamento di esecuzione: per questo si parla di un possibile slittamento al 1° aprile 2028.
Anche quella data, però, non garantisce che il servizio sia attivo: servono i regolamenti attuativi, l’aggiornamento dei sistemi e l’apertura delle richieste. Come ha precisato l’ANSA, le targhe personalizzate non sono prenotabili adesso e probabilmente non lo saranno nemmeno nel 2027.
I limiti che resteranno
La personalizzazione non significa libertà assoluta. Restano vietate le combinazioni offensive, ambigue o fuorvianti, e non si possono richiedere sequenze già assegnate a un altro veicolo in circolazione. La targa deve mantenere piena leggibilità e garantire l’identificazione immediata del mezzo da parte delle forze dell’ordine e dei sistemi elettronici.
Un punto che sorprende molti: la targa personalizzata resta legata al veicolo, non al proprietario. Se l’auto viene venduta o data in permuta, la combinazione viaggia con la macchina; su una vettura nuova si potrà chiedere una nuova targa personalizzata, ma diversa dalla precedente.
Domande frequenti
Si può richiedere già adesso?
No. Il servizio non è attivo e non esiste una prenotazione: la norma deve completare l’iter e servono i regolamenti attuativi.
Quanto costa per l’auto?
600 euro in totale: 500 al Poligrafico dello Stato e 100 di maggiorazione al ministero, per la coppia di targhe.
Posso scegliere un nome per esteso?
Non è ancora stabilito. Il testo parla di «successione e impiego di caratteri alfanumerici personalizzati», ma rinvia al regolamento per requisiti e modalità.
Posso cambiare la targa della mia auto attuale?
Secondo la lettura dell’ACI, sarebbe possibile solo in caso di reimmatricolazione per furto, smarrimento o deterioramento della targa esistente, non per semplice scelta.
La targa resta mia se vendo l’auto?
No. La targa è abbinata al veicolo: resta sull’auto venduta o permutata e non si trasferisce sulla nuova.
Fonti: ANSA, RaiNews, Corriere della Sera, L’Automobile ACI.
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