Stufe a pellet e camini, divieti e multe fino a 5mila euro
Immagine realizzata con IA
Con l’arrivo dei primi freddi tornano in funzione stufe a pellet e camini, ma accenderli non è sempre permesso. Non esiste una legge nazionale che vieti il riscaldamento a biomassa: le regole sono regionali e comunali, cambiano da zona a zona e in diversi casi si basano su un parametro preciso, la classe ambientale dell’apparecchio. Chi non rispetta i limiti rischia sanzioni che arrivano fino a 5mila euro.
Stufe e camini, cosa prevedono le regole regionali
Le restrizioni più rigide riguardano le regioni del bacino della pianura padana, Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, dove l’obiettivo è tenere sotto controllo l’accumulo di polveri sottili. In queste aree i limiti valgono in modo strutturale, non solo nei giorni di allarme smog.
Altrove le limitazioni sono più mirate e possono scattare solo in presenza di dati di inquinamento critici o per effetto di un’ordinanza sindacale, come accade in diverse città italiane. Da metà ottobre, con l’avvicinarsi della stagione invernale, le verifiche sui generatori a biomassa diventano più frequenti.
La classe ambientale, da 1 a 5 stelle
Il criterio di riferimento è la certificazione introdotta nel 2017: ogni stufa o camino ha una valutazione da 1 a 5 stelle, riportata sul libretto dell’apparecchio, che misura le emissioni e il rendimento. Più l’impianto è datato e “fuma”, meno stelle possiede.
È a questa classificazione che fanno riferimento le norme regionali. In Lombardia l’uso di apparecchi sotto le 3 stelle è vietato da anni e i nuovi impianti in commercio devono avere almeno 4 stelle; per quelli con potenza al focolare superiore a 35 kW scatta l’obbligo di installare sistemi di accumulo inerziale e di abbattimento delle polveri. In Veneto e in Emilia-Romagna è vietato usare generatori con classe inferiore a 3 stelle, mentre in Piemonte non si possono installare nuovi generatori sotto i 35 kW con prestazioni inferiori alle 4 stelle e non si possono usare quelli con meno di 3 stelle.
Le regole in Campania
In Campania non sono previsti divieti generalizzati come in pianura padana e non ci sono limiti all’utilizzo dei vecchi impianti già presenti nelle case. Il vincolo riguarda le nuove installazioni: non si possono mettere in funzione generatori con meno di 4 stelle, lo stesso criterio adottato in Trentino, Toscana e Umbria.
In altre regioni, come Lazio, Friuli Venezia Giulia e Marche, i divieti scattano invece quando nell’unità immobiliare è già presente e funzionante un altro tipo di riscaldamento, autonomo o centralizzato. Per questo conviene sempre controllare il regolamento della propria regione e le eventuali ordinanze del Comune prima di accendere la stufa. A chi sta scegliendo l’apparecchio o il combustibile possono essere utili le nostre guide su come riconoscere il pellet di qualità e su dove comprare il pellet a Napoli e provincia.
Le multe e i controlli su stufe e camini
In caso di controlli da parte delle autorità, per gli impianti vietati si va da 500 fino a 5mila euro di sanzione. Le verifiche però non riguardano solo la classe ambientale dell’apparecchio: viene controllata anche la manutenzione dell’impianto e la pulizia della canna fumaria, perché una combustione inefficiente produce più fumi e più polveri sottili.
Una manutenzione regolare serve anche a evitare consumi anomali e a tenere sotto controllo la sicurezza. Chi usa stufe e camini in città deve inoltre fare i conti con le regole sull’aria della propria zona: a Napoli, per esempio, i periodi di allerta smog portano con sé anche i limiti alla circolazione delle auto più inquinanti.
Quando si accendono i riscaldamenti a Napoli
Sul fronte del riscaldamento tradizionale, Napoli rientra nella zona climatica C, insieme a Caserta, Benevento, Salerno, Bari e Cagliari. Nelle città di questa fascia i termosifoni si possono accendere dal 15 novembre al 31 marzo, per un massimo di 10 ore al giorno, salvo ordinanze specifiche dei sindaci che possono anticipare o posticipare l’accensione in base alle temperature.
Domande frequenti su stufe, camini e multe
Esiste un divieto nazionale per le stufe a pellet
No. Non c’è una legge nazionale che vieti l’uso di stufe a pellet e camini: le limitazioni sono previste da provvedimenti regionali e comunali, con regole diverse da zona a zona.
Quali sono le regole in Campania
In Campania non ci sono divieti generalizzati né limiti all’uso dei vecchi impianti, ma le nuove installazioni non possono avere meno di 4 stelle di classe ambientale.
Quanto si rischia di multa con una stufa vietata
Le sanzioni per chi usa impianti fuori norma vanno da 500 a 5mila euro. I controlli riguardano anche la manutenzione e la pulizia della canna fumaria.
Da quando si possono accendere i termosifoni a Napoli
A Napoli, zona climatica C, il riscaldamento si può accendere dal 15 novembre al 31 marzo, per un massimo di 10 ore al giorno, salvo diverse disposizioni del sindaco.
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