Sciopero autotrasportatori in Campania, code e scaffali vuoti

Sciopero autotrasportatori in Campania, code e scaffali vuoti
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Lo sciopero degli autotrasportatori contro il caro carburante sta rallentando la Campania dal 16 ottobre. I mezzi pesanti presidiano gli svincoli delle principali autostrade, tra Napoli, Caserta e Salerno, e nelle ultime ore le code sono tornate a crescere. La mobilitazione, nata soprattutto in Calabria e Sicilia, si è estesa attraverso comitati locali e iniziative spontanee. Ecco dove si registrano i disagi, cosa sta succedendo alle forniture e quali scenari si aprono dopo il 20 ottobre.

Dove si registrano i disagi in Campania

I primi presidi sono comparsi venerdì 16 ottobre, quando gli autotrasportatori hanno occupato alcune aree in prossimità degli svincoli autostradali. In diversi casi è rimasto un varco per consentire il passaggio degli altri veicoli, ma i rallentamenti sono comunque aumentati di ora in ora. La situazione più delicata riguarda chi usa l’autostrada per entrare a Napoli o per attraversare la regione.

Tra i collegamenti interessati dalla protesta figurano l’A1 Milano-Napoli, con presidi e rallentamenti nell’area di Caianello, Caserta e Napoli Nord, e l’A30 Caserta-Salerno, con criticità segnalate a Nola, Sarno e Nocera-Pagani. Sull’A2 Autostrada del Mediterraneo il 16 ottobre sono stati registrati disagi nell’area di Eboli e tra Battipaglia e Campagna. Anche i collegamenti tra Napoli e Caserta hanno accumulato code e rallentamenti nella mattinata di lunedì 19 ottobre.

La chiusura del nodo tra A1 e A30

Nella notte tra il 18 e il 19 ottobre la situazione è peggiorata. Intorno alle 3.00 è stato chiuso temporaneamente il nodo tra l’A1 e l’A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Napoli, a causa della protesta dei mezzi pesanti. Nella mattinata del 19 ottobre la chiusura è stata confermata, con code segnalate anche in direzione di Roma.

Si tratta di limitazioni legate all’evoluzione dei presidi, quindi le condizioni della circolazione possono cambiare nel corso della giornata. Per chi deve viaggiare nelle aree di Napoli Nord, Caserta, Nola e Salerno resta consigliabile controllare gli aggiornamenti di Autostrade per l’Italia e della Polizia Stradale prima di partire.

Supermercati, cosa sta succedendo alle forniture

Uno degli effetti più concreti dello sciopero riguarda il trasporto delle merci. La distribuzione alimentare dipende da consegne frequenti, soprattutto per i prodotti freschi, che devono raggiungere i punti vendita in tempi brevi. Se i camion restano fermi per più giorni, i banchi si svuotano prima delle scorte di magazzino.

Secondo quanto riportato il 19 ottobre da la Repubblica Napoli, in alcuni supermercati stanno comparendo i primi banchi di frutta e verdura vuoti a causa delle consegne saltate. Antonio Cristiano, amministratore delegato della catena Superò, ha riferito delle difficoltà nel ricevere i prodotti ortofrutticoli e della preoccupazione per le forniture dei prossimi giorni, qualora la mobilitazione dovesse proseguire. Le difficoltà riguardano anche la movimentazione delle merci negli interporti di Marcianise e Carinaro, importanti per la distribuzione commerciale dell’area campana.

Questo non significa che tutti i supermercati siano destinati a rimanere senza prodotti. Le conseguenze dipendono dalle scorte disponibili, dai fornitori utilizzati e dalla capacità delle singole catene di organizzare consegne alternative. Il mancato arrivo dei camion può però diventare particolarmente problematico per frutta, verdura, latte e altri alimenti deperibili, come abbiamo raccontato anche in questo approfondimento su perché nei supermercati mancano frutta e verdura.

Consegne e spedizioni, quali ripercussioni sono possibili

Oltre alla distribuzione alimentare, la mobilitazione può interessare le aziende che ricevono o spediscono merci attraverso la rete stradale del Sud Italia. I rallentamenti agli svincoli, le difficoltà negli interporti e il fermo delle imprese aderenti alla protesta possono comportare ritardi nelle consegne commerciali, soprattutto per i trasporti che attraversano più regioni o dipendono da collegamenti con Calabria e Sicilia.

Per gli acquisti online non è possibile parlare di uno stop generalizzato dei corrieri. Eventuali ritardi dipenderanno dai percorsi delle spedizioni, dagli operatori coinvolti e dall’evoluzione della situazione sulle principali arterie stradali. Anche il trasporto delle merci attraverso le aree portuali può risentire della mobilitazione, considerando che in Sicilia il Comitato Trasporto Siciliano ha annunciato il fermo della movimentazione dei propri semirimorchi nei porti dell’isola.

Perché protestano gli autotrasportatori

Al centro della mobilitazione c’è soprattutto l’aumento dei costi del carburante, che secondo le associazioni del settore sta rendendo sempre più difficile sostenere le spese necessarie per mantenere operativi i mezzi. Al costo del gasolio si aggiungono manutenzione, assicurazioni, personale e altre spese di gestione, mentre le tariffe applicate ai trasporti non sempre consentono alle imprese di recuperare gli aumenti.

In Sicilia il Comitato Trasporto Siciliano ha sollevato anche il problema dei pagamenti legati al Sea Modal Shift, l’incentivo destinato a sostenere il trasferimento del trasporto merci dalla strada alle rotte marittime. Le proteste hanno assunto forme differenti nelle regioni meridionali. Accanto ai fermi organizzati dalle associazioni di categoria si sono sviluppati presidi spontanei in prossimità di caselli, strade e aree logistiche, contribuendo ad ampliare le ripercussioni sulla circolazione.

Quanto dura lo sciopero e cosa può succedere dopo il 20 ottobre

Il calendario ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti riporta due fermi regionali di 120 ore, dalle 00.01 di venerdì 16 ottobre alle 24.00 di martedì 20 ottobre 2026, proclamati dal Comitato Trasporto Siciliano e da Fedralog Calabria. Le manifestazioni sviluppatesi in Campania si inseriscono nella mobilitazione più ampia del settore, ma non risultano indicate come un unico sciopero regionale campano nello stesso calendario ministeriale.

Il Governo ha avviato iniziative per un confronto con gli autotrasportatori, con l’ipotesi di anticipare al 20 ottobre il tavolo inizialmente previsto per il 27. L’evoluzione della protesta dipenderà anche dall’esito del confronto e dalle decisioni delle associazioni e dei comitati coinvolti. Non è quindi possibile dare per certo che tutti i disagi termineranno automaticamente alla mezzanotte del 20 ottobre, né prevedere al momento un’eventuale prosecuzione dei presidi.

Domande frequenti

I supermercati di Napoli sono rimasti senza prodotti?

No, non in modo generalizzato. Alcuni punti vendita hanno registrato banchi di frutta e verdura semivuoti per le consegne saltate, ma la situazione varia da catena a catena e dipende dalle scorte disponibili e dai fornitori utilizzati.

Quali autostrade sono interessate dai blocchi?

Le criticità riguardano soprattutto l’A1 Milano-Napoli tra Caianello, Caserta e Napoli Nord, l’A30 Caserta-Salerno tra Nola, Sarno e Nocera-Pagani e l’A2 del Mediterraneo nell’area di Eboli e tra Battipaglia e Campagna.

Fino a quando dura lo sciopero degli autotrasportatori?

Il calendario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti indica due fermi di 120 ore, dalle 00.01 del 16 ottobre alle 24.00 del 20 ottobre 2026, proclamati dal Comitato Trasporto Siciliano e da Fedralog Calabria. I presidi in Campania sono iniziative locali e la loro durata dipende dall’esito del tavolo con il Governo.


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