Richiamo Roccaverano DOP Agrilanga per STEC, il lotto
Immagine realizzata con IA
Nuovo richiamo alimentare dal Ministero della Salute. Il provvedimento riguarda il Roccaverano DOP a marchio Agrilanga, ritirato per la presenza di STEC con gene EAE, un gruppo di Escherichia coli che può provocare infezioni intestinali anche serie. Il richiamo è datato 23 settembre 2026.
A essere coinvolto è un lotto di formaggio in confezioni da 250 grammi. La raccomandazione è di non consumare il prodotto e di riportarlo al punto vendita, anche senza scontrino.
I dati del richiamo
Il formaggio richiamato è il Roccaverano DOP commercializzato da Agrilanga, con lotto di produzione 19/10/2026 e data di scadenza o termine minimo di conservazione 19-10-2026: come spesso accade su questo tipo di prodotti, lotto e scadenza coincidono, quindi il controllo va fatto su entrambi i dati riportati sulla confezione.
Il produttore indicato è la stessa Agrilanga, con stabilimento in regione Bricchetto 60, a Vesime, in provincia di Asti, e marchio di identificazione IT 01 720 UE. L’unità di vendita richiamata pesa 250 grammi. Il motivo del richiamo è la presenza di STEC con gene EAE.
Cos’è il Roccaverano DOP
Il Roccaverano è un formaggio a latte di capra crudo, tra i più noti del Piemonte e primo formaggio caprino italiano a ottenere la denominazione di origine protetta. Si produce in una zona limitata dell’Astigiano, dove rientra anche Vesime, ed è un formaggio a pasta molle, dal gusto fresco e leggermente acidulo, consumato anche poco dopo la produzione.
Proprio la lavorazione con latte crudo lo rende più sensibile ai controlli microbiologici rispetto ai formaggi a latte pastorizzato: per questo i richiami su questo tipo di prodotti vengono diffusi con tempestività, in via precauzionale.
Cosa significa STEC con gene EAE
La sigla STEC indica gli Escherichia coli produttori di tossine Shiga, batteri che possono causare diarrea, crampi addominali e, nei casi più seri, diarrea emorragica. Il gene EAE è un fattore di adesione che favorisce l’aggancio del batterio alla parete intestinale e, insieme alle tossine, è associato alle forme cliniche più rilevanti.
I sintomi compaiono in genere entro 3-4 giorni dal consumo e possono durare fino a una settimana. Nei bambini piccoli, negli anziani e nelle persone con difese immunitarie ridotte il rischio maggiore è la sindrome emolitico-uremica, una complicanza rara ma seria che richiede assistenza ospedaliera. In presenza di diarrea con sangue, dopo aver consumato il prodotto, è opportuno rivolgersi subito al medico.
Cosa fare se hai comprato il formaggio
L’avvertenza del richiamo è chiara: non consumare il prodotto e riportarlo al punto vendita, dove verrà gestito secondo le procedure del negozio. Se il formaggio è già stato consumato e sono comparsi sintomi intestinali, la raccomandazione è contattare il medico e segnalare il consumo, così da orientare gli accertamenti.
Il richiamo si aggiunge a quelli già segnalati nelle scorse settimane, dal lotto di hamburger di scottona e le uova per rischio chimico al pomodoro ciliegino richiamato per Salmonella. Anche in questo caso si tratta di un provvedimento precauzionale, che serve a togliere dal commercio il lotto prima che venga consumato.
Domande frequenti sul richiamo del Roccaverano DOP
Quale formaggio è stato richiamato
Il Roccaverano DOP a marchio Agrilanga, in confezioni da 250 grammi, lotto 19/10/2026 con scadenza 19-10-2026.
Perché è stato richiamato
Per la presenza di STEC con gene EAE, batteri che possono causare infezioni intestinali e, nei casi più seri, complicanze come la sindrome emolitico-uremica.
Dove è prodotto il Roccaverano DOP richiamato
Nello stabilimento di Agrilanga in regione Bricchetto 60 a Vesime, in provincia di Asti, con marchio di identificazione IT 01 720 UE.
Cosa fare con la confezione acquistata
Non consumarla e riportarla al punto vendita. Se è già stata consumata e compaiono sintomi come diarrea o crampi, conviene contattare il medico.
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