Nuovo Codice della Strada 2026, tutte le novità approvate

Nuovo Codice della Strada 2026, tutte le novità approvate
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Nuovo Codice della Strada, il Consiglio dei ministri ha approvato il testo della riforma il 13 ottobre 2026. Multe più proporzionate, notifiche più rapide, controlli digitali e nuove regole per moto, monopattini e biciclette motorizzate. Non è ancora l’entrata in vigore, ma un passaggio decisivo del percorso normativo, dopo una consultazione che ha coinvolto oltre cento tra operatori e associazioni del settore.

Multe per eccesso di velocità, cambia il calcolo

Una delle modifiche più rilevanti riguarda le sanzioni per chi supera i limiti di velocità. Il nuovo sistema collega maggiormente l’importo della multa all’entità del superamento, distinguendo le violazioni meno gravi da quelle più pericolose. Secondo le anticipazioni sul testo approvato è previsto un meccanismo di calcolo che può arrivare a 10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite, con un importo di 5 euro al chilometro nei contesti in cui il limite è di 30 o 50 km/h. Si tratta di un’impostazione da verificare nel dettaglio sul testo definitivo, comprese le condizioni di applicazione.

Multe, riduzioni sugli importi minimi e stop all’adeguamento automatico

La riforma prevede anche una riduzione di alcuni importi minimi delle multe. Le sanzioni oggi previste a 26 e 42 euro scenderebbero rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre quelle da 83 e 87 euro verrebbero portate a 80 euro. È prevista anche la sospensione dell’adeguamento automatico biennale delle sanzioni all’inflazione. Per capire meglio come cambia il quadro delle contravvenzioni si può leggere l’approfondimento sulla tabella del Ministero per le nuove multe.

Patente e libretto, controlli digitali senza obbligo di esibizione

Un’altra novità riguarda i documenti da esibire durante i controlli stradali. La riforma supera l’obbligo di avere materialmente con sé i documenti di guida e di circolazione, perché le forze dell’ordine potranno consultarli direttamente attraverso gli archivi telematici. Gli agenti potranno così verificare i dati senza chiedere necessariamente la versione cartacea. Fino all’entrata in vigore delle nuove disposizioni restano validi gli obblighi attualmente previsti, come spiega l’approfondimento sull’obbligo di PEC per auto e moto.

Autovelox, notifiche entro 45 giorni

Cambierebbero anche i tempi per ricevere una multa rilevata a distanza, come nel caso delle infrazioni accertate tramite autovelox. Il testo approvato prevede che, nei casi interessati dalla modifica, il termine di notifica passi dagli attuali 90 giorni a 45 giorni. La riduzione punta a far conoscere più rapidamente le violazioni contestate e a permettere agli automobilisti di esercitare il diritto di difesa senza attese eccessive. L’impiego dei sistemi digitali dovrebbe inoltre semplificare la gestione dei verbali.

Assicurazione auto, controlli più severi senza copertura

La riforma inasprisce le misure contro la circolazione dei veicoli privi di assicurazione. Tra gli interventi figura il divieto di circolazione a tempo indeterminato per i mezzi non assicurati, con controlli rafforzati attraverso le banche dati della Motorizzazione. Cambia anche il trattamento dei veicoli con targa estera che circolano stabilmente in Italia, per i quali scatterebbe l’obbligo di assicurazione secondo le regole italiane oltre i 30 giorni, un tema già al centro di un approfondimento sulle targhe estere. Sono previste anche misure per recuperare le sanzioni non pagate dai conducenti stranieri.

Moto in autostrada e corsia di emergenza

Per i motociclisti compare la possibilità di usare la corsia di emergenza autostradale in presenza di incidenti o rallentamenti, rispettando le condizioni che saranno stabilite dalla normativa. La misura è pensata per agevolare le due ruote nei tratti di traffico intenso, senza compromettere il passaggio dei mezzi di soccorso. La riforma contempla anche un programma per l’installazione di barriere progettate per la sicurezza dei motociclisti. L’uso della corsia di emergenza non è però autorizzato oggi, perché la disposizione non è ancora operativa.

Monopattini e biciclette motorizzate, i nuovi obblighi

Il nuovo Codice interviene anche sulla mobilità leggera. Per i monopattini elettrici viene introdotto il divieto di circolazione nelle situazioni in cui costituiscano un pericolo o un intralcio per i pedoni. Per i cosiddetti cicli a propulsione, che comprendono alcune biciclette motorizzate usate anche per le consegne, sono previsti obblighi di casco e contrassegno identificativo. Le disposizioni dovranno essere applicate alle tipologie individuate dalla normativa definitiva, senza confondere queste categorie con le normali biciclette a pedalata assistita.

Targhe personalizzate, patenti professionali e minicar

Tra le novità c’è la possibilità, su richiesta, di ottenere una targa personalizzata, con una successione dedicata di caratteri alfanumerici nel rispetto delle regole di rilascio. Restano da chiarire procedure, costi e limiti nella scelta dei caratteri, che si affiancherebbero alle targhe già riconosciute ai veicoli storici. Cambia anche il limite di età per i conducenti professionali, che sale da 68 a 70 anni per il trasporto con le patenti del gruppo 2, con verifica biennale. Sul fronte delle minicar la riforma contrasta le modifiche alle caratteristiche costruttive: alla sanzione e all’immobilizzazione si aggiungerebbe un divieto di marcia di 30 giorni.

Contrassegno disabili, riconoscimento su tutto il territorio

La riforma interviene anche sul Contrassegno unificato disabili europeo, il CUDE, per rendere più semplice il riconoscimento delle autorizzazioni nei diversi Comuni italiani. Il nuovo testo prevede l’adesione obbligatoria di tutti i Comuni alla piattaforma nazionale dedicata, evitando difficoltà nel passaggio da un territorio all’altro. Sono inoltre contemplate limitazioni all’uso di alcuni sistemi di accertamento a distanza nei casi di mancata adesione alla piattaforma.

Quando entra in vigore il nuovo Codice della Strada

Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo il 13 ottobre 2026, ma il via libera del Governo non coincide con l’entrata in vigore delle norme. Il percorso di revisione è collegato alla legge delega n. 177 del 25 novembre 2024, modificata dalla legge n. 171 del 23 settembre 2026, che ha prorogato i termini per l’esercizio della delega. L’ipotesi di un’entrata in vigore dal 1° gennaio 2028 non è, al momento, una data ufficiale definitiva. Fino ad allora gli automobilisti continuano a rispettare il Codice della Strada attualmente vigente.

Domande frequenti

Quando entrerà in vigore il nuovo Codice della Strada

Non c’è ancora una data ufficiale. Il testo è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026, ma servono gli adempimenti previsti dalla legge delega n. 177 del 2024. Fino ad allora resta in vigore il Codice attuale.

Le nuove multe sono già in vigore

No. Le nuove regole su multe, notifiche e controlli digitali non sono ancora operative: entreranno in vigore solo con l’adozione definitiva del nuovo Codice.

Cosa cambia per le multe da autovelox

Nei casi previsti, il termine di notifica passerebbe dagli attuali 90 giorni a 45 giorni, così l’automobilista conosce prima la violazione contestata.

Serve ancora portare patente e libretto

Sì. Fino all’entrata in vigore delle nuove disposizioni restano validi gli obblighi attuali, compreso l’obbligo di avere con sé i documenti di guida e di circolazione.


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