Il Lungomare di Napoli: da via Caracciolo a Mergellina, la storia della passeggiata più bella d’Italia
Immagine realizzata con IA
Il Lungomare di Napoli è una delle passeggiate più famose d’Italia. Si allunga per circa tre chilometri lungo il Golfo di Napoli, dal porto fino a Mergellina. In poche centinaia di metri concentra palazzi storici, giardini, fontane monumentali e uno dei panorami più fotografati del Mediterraneo.
Chi lo percorre a piedi attraversa quasi tre secoli di storia urbana: la spiaggia settecentesca della nobiltà, la grande colmata di fine Ottocento che strappò terra al mare e le pedonalizzazioni degli ultimi decenni. Qui di seguito la storia del lungomare, le tappe da non perdere e le curiosità che in pochi conoscono.
Un solo percorso, quattro strade
Quando si parla di lungomare si pensa subito a via Caracciolo, ma il tratto che costeggia il mare è in realtà formato da quattro strade, che si susseguono da Santa Lucia verso ovest. Ci sono via Nazario Sauro, che costeggia il molo di Santa Lucia fino al Castel dell’Ovo, via Partenope con i suoi alberghi storici, la lunga via Caracciolo e infine via Mergellina, che si chiude verso Piedigrotta e l’inizio di Posillipo. Verso il porto il percorso prosegue idealmente con via Acton, nei pressi del Molo Beverello.
È un percorso quasi rettilineo, con il golfo da una parte e la città dall’altra. Il tratto più ampio e scenografico è senza dubbio via Caracciolo: con i suoi marciapiedi larghi e la pista ciclabile sul lato mare è diventata il simbolo stesso della passeggiata napoletana.
Le origini: la spiaggia dei nobili e la Villa Reale
Fino a tutto il Settecento il mare arrivava quasi ai palazzi della Riviera di Chiaia. Quella striscia di sabbia era la spiaggia della città, usata per i bagni e per le passeggiate dei nobili. La prima sistemazione risale al 1697, quando il viceré duca di Medinaceli fece piantare lungo la riviera un doppio filare di alberi, abbellito da tredici fontane.
Il vero salto di qualità arrivò però tra il 1778 e il 1780: per volere di Ferdinando IV di Borbone l’area della spiaggia fu trasformata in un giardino urbano, progettato da Carlo Vanvitelli con l’aiuto del botanico Felice Abbate. Nasceva così la Villa Reale, oggi Villa Comunale, ispirata al Paseo del Prado di Madrid e al Giardino delle Tuileries di Parigi.
Nei primi anni dell’Ottocento il giardino fu ampliato e ridisegnato per volontà di Giuseppe Bonaparte, poi nel 1834 fu allungato verso ovest fino all’attuale piazza della Repubblica. Da sempre considerata uno dei gioielli verdi della città, oggi la Villa Comunale ospita statue neoclassiche, fontane e il celebre Tempietto di Torquato Tasso.
La grande colmata: quando Napoli guadagnò terra al mare
La fisionomia attuale del lungomare nasce nella seconda metà dell’Ottocento. Dopo l’Unità d’Italia la città avviò imponenti lavori di colmata a mare, per ampliare le aree edificabili e dare a Napoli un fronte marittimo moderno, sul modello delle grandi capitali europee.
Nel 1869 iniziarono i lavori che prolungarono la terraferma dalla vecchia linea frangiflutti del Chiatamone verso Castel dell’Ovo. Sulla nuova terra guadagnata al mare sorsero il nuovo Borgo Santa Lucia e via Partenope, fiancheggiata da edifici firmati dai fratelli belgi Ermanno e Oscar Du Mesnil, protagonisti della colmata e della progettazione dei principali palazzi della zona.
Tra il 1869 e il 1880 prese forma anche via Caracciolo, costruita proprio su una colmata. A Mergellina i lavori proseguirono fino al 1883: la vecchia via Mergellina, che un tempo correva sulla riva, divenne una strada interna, mentre la costa avanzava verso il mare separando il quartiere dall’acqua.
Il risultato fu una strada ampia e rettilinea, separata dal mare solo da alcune scogliere artificiali, che presero il posto delle antiche spiagge. Di quelle sabbie restano oggi solo alcuni frammenti in prossimità delle rotonde. Da anni si discute di un progetto per ricostituire l’arenile.
Via Caracciolo, il nome di un eroe della Repubblica Partenopea
Il nome della strada è un omaggio all’ammiraglio Francesco Caracciolo, protagonista della Repubblica Partenopea del 1799. Dopo la caduta della Repubblica fu catturato e impiccato all’albero maestro della sua nave per ordine dell’ammiraglio inglese Orazio Nelson, poi gettato nelle acque del Golfo di Napoli. Il suo corpo riemerse e fu raccolto sul litorale di Santa Lucia.
Dedicare a lui la strada più panoramica della città fu un modo per ricordare uno dei martiri della breve esperienza repubblicana, che ancora oggi divide storici e appassionati.
La Rotonda Diaz e il monumento equestre
A metà percorso si apre la Rotonda Diaz, un ampio spazio circolare con al centro il monumento equestre al generale Armando Diaz. L’opera fu progettata dall’architetto Gino Cancellotti con lo scultore Francesco Nagni e inaugurata il 29 maggio 1936; ai lati si trovano due grandi fontane circolari.
La rotonda è uno dei punti più frequentati della città, soprattutto nelle domeniche in cui il lungomare si riempie di famiglie, sportivi, artisti di strada e saltimbanchi.
Da piazza della Vittoria a Mergellina: fontane e porticciolo
Superata piazza della Vittoria, dove si trova l’ingresso principale della Villa Comunale, via Caracciolo corre dritta fino a Mergellina. Lungo il cammino si incontrano due fontane monumentali che meritano una sosta.
La prima è la Fontana del Sebeto, all’estremità occidentale del lungomare, in largo Sermoneta. Fu costruita nel 1635 su disegno di Cosimo Fanzago, per volere del viceré Emanuele Zuniga y Fonseca. Smontata nel 1900, fu ricomposta nella sede attuale solo nel 1939, dopo la colmata che permise di prolungare via Caracciolo fino a largo Sermoneta e di collegarla a via Posillipo. Al centro campeggia la figura di un vecchio che simboleggia il fiume Sebeto, il corso d’acqua che un tempo attraversava la città.
La seconda è la Fontana della Sirena, che riprende il mito di Partenope. Fu realizzata nel 1869 dallo scultore Onofrio Buccini con la collaborazione di un giovanissimo Francesco Jerace per ornare i giardini della stazione di Mergellina. Nel 1924, in occasione dell’apertura della Galleria Laziale, fu spostata in piazza Sannazaro, dove si trova ancora oggi.
Mergellina, antica zona di villeggiatura romana e poi residenza della nobiltà borbonica, conserva anche la chiesa di Santa Maria del Parto, fondata nel 1504 dal poeta Jacopo Sannazaro, che qui è sepolto, oltre alle rampe di Sant’Antonio, scalinate realizzate nel 1643 per volontà del viceré Ramiro Felipe Núñez de Guzmán. Il suo porticciolo, un tempo frequentato dai pescatori, è oggi un punto di partenza per gli aliscafi diretti alle isole Eolie, alle Pontine e a Ischia.
Il lungomare oggi: pedonalizzazioni, sport e vita quotidiana
Il volto più recente del lungomare è legato alle pedonalizzazioni. Nell’estate del 2012 via Partenope fu chiusa al traffico e trasformata in strada pedonale. Dal 6 maggio 2013 è area pedonale anche il tratto di via Caracciolo che va da piazza della Repubblica alla Rotonda Diaz. Alla chiusura delle auto si è accompagnata la realizzazione di una pista ciclabile sul lato mare.
Oggi il lungomare è il luogo dove i napoletani corrono, pedalano, pattinano e passeggiano al tramonto. Le domeniche senza traffico restano un appuntamento atteso, mentre nelle sere d’estate il tratto che va da Mergellina a Castel dell’Ovo, ribattezzato Lungomare liberato e lungo circa 2,5 chilometri, si riempie di gente fino a tarda notte.
Che cos’è il Lungomare liberato
L’espressione indica il tratto di litorale tra Mergellina e Castel dell’Ovo reso pedonale a partire dal 2012. Non è un indirizzo preciso sulla mappa, ma il nome con cui i napoletani chiamano il lungomare restituito ai pedoni e liberato dal traffico.
Cosa vedere sul lungomare: cinque tappe
- Castel dell’Ovo e Borgo Marinari: il castello più antico della città sorge sull’isolotto di Megaride, dove secondo il mito approdò la sirena Partenope. Ai suoi piedi il borgo dei marinai è pieno di ristoranti.
- Borgo Santa Lucia: il quartiere dei pescatori, ricostruito dopo la colmata, è uno dei luoghi più caratteristici e fotografati della costa.
- Villa Comunale: il grande giardino storico nato come Villa Reale, con statue, fontane e viali alberati da percorrere all’ombra.
- Rotonda Diaz: il belvedere sul golfo, con il monumento equestre ad Armando Diaz e lo sfondo del Vesuvio e di Capri nelle giornate limpide.
- Mergellina e piazza Sannazaro: il porticciolo, la Fontana della Sirena e i locali che si affacciano sul mare chiudono la passeggiata.
Esperienza consigliata: il Golfo visto dal mare
Dopo la passeggiata, la prospettiva più bella sul lungomare è quella dall’acqua. Un tour privato in barca del Golfo di Napoli con skipper permette di ammirare da vicino Castel dell’Ovo, Posillipo e la costa di Mergellina, con partenza direttamente dalla città.
Domande frequenti sul Lungomare di Napoli
Quanto è lungo il Lungomare di Napoli?
Il tratto pedonale continuo che va da Mergellina a Castel dell’Ovo misura circa 2,5 chilometri. Considerando l’intero percorso stradale, dal porto fino a Mergellina, si arriva a circa tre chilometri. A piedi, con calma e qualche sosta, si percorre in poco più di un’ora.
Perché via Caracciolo si chiama così?
La strada è intitolata all’ammiraglio Francesco Caracciolo, eroe della Repubblica Partenopea del 1799, impiccato per ordine di Nelson e gettato nelle acque del Golfo di Napoli.
Dove si trovano la Fontana del Sebeto e la Fontana della Sirena?
La Fontana del Sebeto, opera del 1635 su disegno di Cosimo Fanzago, si trova in largo Sermoneta, all’estremità occidentale di via Caracciolo. La Fontana della Sirena, realizzata nel 1869, si trova invece in piazza Sannazaro, a Mergellina, dove fu spostata nel 1924.
Il Lungomare di Napoli è pedonale?
Sì, in parte. Via Partenope è pedonale dall’estate del 2012, mentre dal 6 maggio 2013 è area pedonale anche il tratto di via Caracciolo tra piazza della Repubblica e la Rotonda Diaz. Il resto del percorso è aperto al traffico, con pista ciclabile sul lato mare.
Cosa si vede passeggiando sul lungomare?
Dal lungomare si ammirano il Golfo di Napoli, il Vesuvio, l’isola di Capri, la collina di Posillipo e il profilo della città con Castel dell’Ovo e il Borgo Marinari. Nelle giornate limpide lo spettacolo vale da solo la passeggiata.
✅ Verificato il 4 ottobre 2026.
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