La Mano de Dios, Maradona avrebbe compiuto 66 anni: festa benefica al Gambrinus

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Il Gran Caffè Gambrinus si prepara a festeggiare Diego Armando Maradona nel giorno in cui il campione avrebbe compiuto 66 anni. Venerdì 30 ottobre 2026, a partire dalle 19:00, lo storico locale di via Chiaia 1 ospita la terza edizione de La Mano de Dios, la serata benefica dedicata al Diez e ai bambini della Fondazione Santobono Pausilipon, con una raccolta fondi aperta a tutti gli ospiti.

Non è solo una ricorrenza. Stefano Ceci, amico e manager del campione argentino, ha trasformato il compleanno in un appuntamento fisso per la città: si parla di Diego, si guarda un pezzo unico e si raccolgono fondi. L’appuntamento è in via Chiaia, nel cuore del centro storico, a pochi passi da piazza del Plebiscito.

Cosa si vede al Gambrinus: il calco della mano

Il simbolo della serata è il calco originale della mano sinistra di Maradona, diventato negli anni la Mano de D10S. L’opera artistica richiama il gesto che nel 1986 legò per sempre il nome del campione alla sfida contro l’Inghilterra, ma qui diventa altro: un oggetto da vedere da vicino, quasi da toccare con lo sguardo.

Nelle scorse edizioni l’iniziativa aveva prodotto una t-shirt celebrativa con l’impronta della mano. Il ricavato è sempre andato in beneficenza e anche quest’anno la formula resta la stessa: l’intero ricavato della serata sarà devoluto alla fondazione che assiste i bambini del Santobono.

La donazione e i volti della fondazione

Nel corso dell’evento Stefano Ceci consegnerà una donazione benefica. Anche gli ospiti presenti potranno aggiungere il proprio contributo, con una raccolta che si chiude in serata. Per il Santobono Pausilipon saranno presenti la direttrice Flavia Matrisciano e la presidente Giuseppina Mengano Amarelli.

La fondazione affianca ogni giorno i bambini ricoverati e i loro genitori, dentro e fuori i reparti. La serata al Gambrinus serve anche a questo: a ricordare che la solidarietà può passare da un caffè, da una foto e da una mano di gesso esposta in un salone storico.

Le parole di Ceci e il legame con la città

«Diego ha sempre aiutato chi aveva bisogno. Continuare a farlo nel suo nome è un dovere morale e un atto d’amore verso chi lo ha amato e continua ad amarlo», ha spiegato Stefano Ceci. Nel suo ricordo torna anche la frase più nota del campione: «Anche io sono napoletano».

Il legame tra Maradona e Napoli non si è mai interrotto. Lo raccontano i murales dei Quartieri Spagnoli, lo stadio intitolato a lui e le iniziative che ogni anno si moltiplicano intorno al 30 ottobre. La Mano de Dios è tra le più longeve: quest’anno arriva alla terza edizione.

Come partecipare

L’appuntamento è per venerdì 30 ottobre alle 19:00 al Gran Caffè Gambrinus, in via Chiaia 1. La serata si tiene nel salone del caffè; per dettagli su accesso e capienza conviene contattare direttamente il locale, mentre la raccolta benefica si svolge durante l’evento.

Consiglio pratico: arrivate in via Chiaia con almeno venti minuti di anticipo, perché la zona si riempie in fretta nelle sere di fine ottobre. La soluzione più comoda è la metro Municipio sulla Linea 1, poi una passeggiata di circa dieci minuti verso piazza Trieste e Trento.

Domande frequenti

Perché l’evento si chiama La Mano de Dios?

Il nome richiama la rete segnata da Maradona ai Mondiali del 1986, passata alla storia come la Mano de Dios. Il calco esposto al Gambrinus riproduce la mano sinistra del campione, diventata il simbolo dell’iniziativa benefica.

Quanto costa partecipare?

Non è stata annunciata una prevendita con biglietto. La serata è legata alla donazione benefica e al contributo libero degli ospiti, che finisce per intero alla Fondazione Santobono Pausilipon.

Dove si trova il Gran Caffè Gambrinus?

È in via Chiaia 1, all’angolo con piazza Trieste e Trento, nel centro di Napoli. Da qui si raggiungono a piedi il Teatro San Carlo, piazza del Plebiscito e via Toledo.

Per il resto della giornata, dagli altri appuntamenti in città alle mostre, il quadro completo è nella guida agli eventi a Napoli del 30 ottobre. Chi vuole seguire il filo Maradona può leggere la storia dello stadio intitolato al campione e la passeggiata tra i murales dei Quartieri Spagnoli, mentre le iniziative artistiche nate intorno al Diez sono raccontate nel pezzo su L’Arte non ha distanze.


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