Garlasco, chi è Giovanni Ferri e perché si riapre il caso

Garlasco, chi è Giovanni Ferri e perché si riapre il caso
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Il nome di Giovanni Ferri è tornato al centro delle cronache a sedici anni dalla sua morte. Il pensionato di 88 anni fu trovato senza vita il 22 novembre 2010 in un anfratto di via Mulino, a Garlasco, in provincia di Pavia, con la gola tagliata e i polsi recisi.

Il caso fu chiuso come suicidio. Oggi la moglie chiede che venga riaperto e la Procura di Pavia sta valutando la richiesta, mentre la vicenda torna sui giornali a distanza di anni. Ecco chi era Giovanni Ferri e quali sono i nodi ancora aperti.

Chi era Giovanni Ferri

Giovanni Ferri era un pensionato di Garlasco, classe 1922, di professione meccanico. Viveva in paese e, secondo le ricostruzioni, era vicino di casa della famiglia Sempio.

Proprio questo dettaglio ha riportato la sua storia sotto i riflettori: Garlasco è il paese del delitto di Chiara Poggi e il nome dei Sempio resta centrale in quella vicenda. Due fatti distinti, ma legati dallo stesso territorio.

Come è morto Giovanni Ferri

Il corpo fu trovato il 22 novembre 2010 in una stretta intercapedine di via Mulino. Accanto al corpo c’era un coltello.

La morte venne classificata come suicidio e il fascicolo fu archiviato. La famiglia, però, non ha mai accettato quella conclusione: la moglie ha continuato a sostenere che quelle ferite non potessero essere compatibili con un gesto volontario.

Perché si parla di riapertura

La svolta arriva da una denuncia formale presentata in Procura a Pavia dalla moglie di Ferri, assistita dall’avvocato Fabrizio Gallo. La richiesta è precisa: indagare per omicidio volontario contro ignoti.

Negli ultimi giorni si è parlato di una possibile riapertura dell’inchiesta da parte della Procura, con il procuratore Napoleone al centro delle valutazioni. Al momento non c’è alcuna decisione ufficiale.

Le domande senza risposta

Il nodo è tutto nelle ferite. Gola tagliata e polsi recisi sono due lesioni difficili da ricondurre a un unico gesto compiuto dalla stessa persona, ed è questo che alimenta i dubbi della famiglia da oltre un decennio.

Va ricordato un principio semplice: si tratta di ipotesi e di atti depositati dai legali della parte offesa. Fino a eventuali sviluppi investigativi, la vicenda resta formalmente un caso archiviato.

Il caso in sintesi

  • 22 novembre 2010: Giovanni Ferri viene trovato morto a Garlasco, in via Mulino.
  • 88 anni l’età del pensionato, meccanico di professione.
  • Archiviazione: la morte viene classificata come suicidio.
  • 2026: la moglie presenta denuncia per omicidio volontario contro ignoti.
  • Procura di Pavia: sul tavolo la richiesta di riaprire l’inchiesta.

Cosa cambierebbe una riapertura

Una riapertura del fascicolo non significa una condanna, né un colpevole. Significa che la Procura ritiene di dover fare nuovi accertamenti su un caso chiuso sedici anni fa.

Con il passare del tempo le indagini diventano più complicate: i rilievi sul posto sono lontani e le testimonianze si sono sedimentate. Per questo la denuncia della famiglia punta soprattutto su una rilettura tecnica di quanto raccolto allora.

Un secondo punto riguarda il coltello trovato accanto al corpo e la dinamica delle ferite. Sono elementi su cui la difesa della famiglia chiede nuove valutazioni, senza indicare un nome né una pista precisa.

Se la richiesta venisse accolta, il fascicolo tornerebbe ad avere un titolo diverso dal suicidio. Fino a quel momento resta valida la classificazione del 2010.

FAQ su Giovanni Ferri

Chi è Giovanni Ferri?

Era un pensionato di 88 anni di Garlasco, ex meccanico, trovato morto il 22 novembre 2010 in un anfratto di via Mulino.

Perché il caso era stato chiuso?

La Procura aveva archiviato il fascicolo classificando la morte come suicidio, nonostante le ferite riportate sul corpo.

Cosa chiede oggi la famiglia?

La moglie, con l’avvocato Fabrizio Gallo, ha presentato una denuncia per omicidio volontario contro ignoti e chiede di riaprire le indagini.

Il caso è legato a quello di Chiara Poggi?

Sono due vicende distinte. Ferri era vicino di casa della famiglia Sempio, e questo lo ha riportato al centro dell’attenzione mediatica sul giallo di Garlasco.

Per seguire gli altri filoni del giallo di Garlasco si può partire dalla ricostruzione sulle nuove consulenze della difesa di Stasi e dalla denuncia annunciata dal legale di Stasi. Chi segue i casi di cronaca irrisolti può leggere anche il giallo della ricina a Pietracatella.


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