Gaeta e il Golfo di Gaeta: spiagge, storia e gastronomia
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Gaeta e il Golfo di Gaeta: la guida completa
Gaeta è una città di mare che guarda il Tirreno, a metà strada tra Roma e Napoli, nel Lazio meridionale. Il suo Golfo, che si apre tra il promontorio di Monte Orlando e la costa di Formia, è uno dei tratti di litorale più belli del centro Italia: spiagge premiate con la Bandiera Blu, un centro storico medievale pieno di chiese e un’antica tradizione gastronomica.
Per i napoletani è una delle mete classiche della gita fuori porta: si arriva in poco più di un’ora di treno e ci si ritrova in una città che unisce il fascino del borgo antico alla vita da località balneare. Ecco cosa vedere, dove fare il bagno e cosa mangiare.
Le spiagge del Golfo di Gaeta
Il litorale di Gaeta è un susseguirsi di sette spiagge, ognuna con un carattere diverso: dalla grande spiaggia cittadina alle baie più raccolte incastonate tra le rocce.
La più famosa è la Spiaggia di Serapo: circa un chilometro e mezzo di sabbia bianca bagnata da un’acqua che va dall’azzurro al blu intenso. È la spiaggia della città, attrezzata e facile da raggiungere a piedi dal centro, con tratti liberi e stabilimenti balneari.
La Spiaggia dell’Ariana è invece una baia sabbiosa incastonata tra due promontori, più piccola e raccolta: acqua limpida, Bandiera Blu e un’atmosfera più tranquilla rispetto a Serapo. Nelle vicinanze si trovano gli Scogli dei Tre Cani, meta di chi ama lo snorkeling.
Completano il panorama la Fontania, con la sua caratteristica torre e la sabbia scura, la Spiaggetta dei Quaranta Remi, raggiungibile in barca o a piedi dal lungomare, l’Arenauta sotto Monte Orlando, San Vito e Sant’Agostino, due calette più tranquille verso il promontorio.
Gaeta Vecchia e la Cattedrale
Il cuore storico di Gaeta è Gaeta Vecchia: un dedalo di vicoli, scale e piazzette che risale ai secoli XII-XIII, con case in pietra, portali antichi e scorci improvvisi sul mare. Passeggiando tra le sue stradine si capisce perché Gaeta è soprannominata “la città delle 100 chiese”.
Il monumento più importante è la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta e dei Santi Erasmo e Marciano, costruita tra il X e l’XI secolo. Spiccano la facciata neogotica, aggiunta nel 1903, e l’imponente campanile romanico del XII secolo, alto 57 metri. Nella cripta si venerano le reliquie di Sant’Erasmo, patrono della città: l’ingresso è in Piazza Duomo 24 ed è gratuito.
Sempre nel centro storico merita una visita la Chiesa di San Giovanni a Mare, edificata tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo: un raro esempio di fusione tra stili romanico e bizantino, con affreschi duecenteschi all’interno.
Castello Angioino-Aragonese e Monte Orlando
Dominando il porto, il Castello Angioino-Aragonese è il simbolo militare della città: una struttura imponente di circa 14.100 metri quadrati, composta da due edifici comunicanti. La parte più bassa, detta angioina, risale alla dominazione francese; quella più alta, aragonese, fu voluta dai sovrani del Regno di Napoli. Oggi ospita una sede dell’Università degli Studi di Cassino e la Scuola Nautica della Guardia di Finanza.
Alle spalle del castello si alza Monte Orlando, promontorio che chiude il golfo a sud: è un parco regionale urbano con sentieri panoramici, la Torre d’Orlando e il Mausoleo di Lucio Munazio Planco, il monumento funerario romano del I secolo a.C. che sormonta la vetta.
Montagna Spaccata e Grotta del Turco
Sul versante sud di Monte Orlando si trova uno dei luoghi più suggestivi di Gaeta: la Montagna Spaccata, una fenditura profonda nella roccia che, secondo la tradizione, si sarebbe aperta al momento della morte di Cristo. La spaccatura è attraversata da una scalinata e ospita il Santuario della Santissima Trinità.
Ai piedi della fenditura si apre la Grotta del Turco, raggiungibile scendendo lungo il sentiero: il nome richiama la leggenda di un marinaio turco che, gettatosi in mare per sfuggire alla conversione, sarebbe stato travolto dalle onde. Oggi la grotta è raggiungibile solo via mare quando le condizioni lo consentono.
La gastronomia: tiella, olive e polpo
La cucina di Gaeta è un capitolo a parte. Il piatto simbolo è la tiella di Gaeta: due sfoglie di pasta ripiene di polpo, pomodorini e olive di Gaeta, cotta al forno e venduta a fette anche come street food nelle sagre.
Protagoniste della tavola sono le olive di Gaeta, la varietà itrana lavorata in salamoia, e l’olio extravergine delle colline itrane, prodotto tra Gaeta e Itri: i gaetani dicono che in una buona tiella l’olio “deve scorrere fino ai gomiti”. Immancabile infine il polpo alla luciana, cotto lentamente in umido con pomodoro, aglio e olive.
Come arrivare da Napoli
Gaeta è facilmente raggiungibile da Napoli. In treno si arriva alla stazione Formia-Gaeta sulla linea Roma-Napoli: il viaggio da Napoli Centrale dura poco più di un’ora, poi dalla stazione partono bus e taxi per il centro e le spiagge. In auto si percorre l’autostrada A1 fino al bivio per Formia e poi la strada costiera.
Per organizzare la gita, le nostre guide sulle gite fuori porta da Napoli e sui borghi più belli vicino Napoli sono un buon punto di partenza. E se il Golfo di Gaeta vi è piaciuto, i templi di Paestum sono a un’ora di strada verso sud.
Domande frequenti
Quali sono le spiagge più belle di Gaeta?
Le spiagge principali sono sette: Serapo, Fontania, Quaranta Remi, Ariana, Arenauta, San Vito e Sant’Agostino. La più grande e attrezzata è Serapo; la più suggestiva e tranquilla è l’Ariana.
Cosa vedere a Gaeta in un giorno?
Gaeta Vecchia con la Cattedrale, il Castello Angioino-Aragonese, il lungomare e la Montagna Spaccata con la Grotta del Turco. In estate si aggiunge il bagno a Serapo o all’Ariana.
Come si arriva a Gaeta da Napoli?
In treno da Napoli Centrale fino alla stazione Formia-Gaeta (poco più di un’ora), poi bus o taxi; in auto tramite l’autostrada A1 e la strada costiera.
Cosa si mangia a Gaeta?
La tiella di Gaeta con polpo e olive, le olive di Gaeta, l’olio itrano e il polpo alla luciana sono le specialità da non perdere.
Perché Gaeta si chiama così?
Secondo la tradizione, il nome deriva da Caieta, la nutrice di Enea, che secondo il racconto di Virgilio sarebbe morta e sepolta in questi luoghi durante il viaggio dell’eroe troiano.
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