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Festa del Fico Bianco 2019 a Giungano, la recensione de Il Trono di Sagre

Recensione Festa del Fico Bianco, copertina

Siamo stati invitati alla Festa del Fico Bianco del Cilento, a Giungano non potevamo assolutamente mancare!

Quando arriva un invito dalla festa del Fico Bianco Cilentano non importa in che regione sei, infili le infradito, molli per un attimo quegli strascinati al crusco (anche perchè eri alla terza porzione) e torni in Campania, ti carichi un Corvo (vice-admin da sagra d’eccellenza) al volo e parti, destinazione? Giungano. Ancora una volta Giungano.

Il Trono di Sagre è in scena per raccontarvi di una delle primizie più golose della nostra terra cilentina.Dalla stessa organizzazione che porta puntualmente sulle assi le gustose pizze dell’antico Cilento ecco una seconda manifestazione che ormai di anno in anno prende sempre più piede, la Festa del Fico bianco.

Siamo ormai giunti alla 5° edizione e il richiamo e l’afflusso di gente è da sagra rodata.

La nuova edizione della sagra

Ci spiega tutto il disponibile Lucio, indaffarato qui e lì a controllare che tutto fili liscio, difatti c’è molto da tenere sott’occhio, oltre il palchetto per l’immancabile folk locale ci sono tanti e diversi stand gastronomici, una particolarità questa che ormai appartiene a Giungano.

Lucio ci spiega che si sono spostati in frazione San Giuseppe, dall’iniziale centro storico di Giungano, per una questione principalmente di spazi.
Indubbiamente non c’è una fila che sia una, ogni stand è estremamente fluido, si viene immediatamente serviti, manca però alla vista il guizzo di un vicoletto dietro il quale scoprire qualche prelibatezza, il rifugio di una nicchia in mattoncini in cui celarsi per un attimo dalla folla consolati da una percoca nel vino o in generale la voglia di guardarsi intorno per scoprire questo o quel cenno storico che unisce al piacere pappatorio anche quello della scoperta.

Noi che da sempre siamo orfani di centro storico lo sappiamo bene.

Fa comunque tutto parte di prove tecniche, Lucio ci spiega che la mentalità è la stessa della più blasonata sagra cugina ed anche il Fico Bianco ha ambizioni forti, ma deve crescere.
Ci fa dono di una spropositata quantità di ticket e ci pone l’onore e l’onere di assaggiare tutto.
Ma proprio tutto.

Gli stand e i piatti

Sguinzagliati tra gli stand prendiamo subito un piatto di antipasti, oltre che essere belli alla vista sono sicuramente piacevoli per come sono concepiti: accompagnare piccoli fichi bianchi con formaggi e salumi crea un intuibile contrasto che stuzzica il palato.
Così sono concepiti tutti i piatti, con presenza costante di fichi.

E quindi via di cavatelli, porzione giusta che esalta la dolcezza del fico, e quindi se siete amanti di pasta che lasci un vellutato senso di dolce, tanto dolce, siete nel posto giusto.
Si procede con le patate sfritte con i friarielli (i peperoncini verdi!) che sono da accompagnare categoricamente con una larga fetta di pane per accogliere tutto l’unto con cortesia.
E ancora lo spezzatino, dai tratti di europa orientale, ricorda i mix agrodolci a base di carni e spezie tipici della zona, risulta morbido, cotto lentamente, e ancora dotato del retrogusto dolce tipico di tutta la serata.

Insomma, se finora non fosse chiaro i fichi sono ovunque, il che è una cosa che per coerenza ammiro.

Se è la festa del fico allora il fico dev’essere in ogni pietanza.

Chiaramente un sapore così tipico va oculatamente gestito, difficilmente riuscirete a portare a termine la scaletta di sapori dall’antipasto al dolce, proprio perchè il fico alla lunga è decisamente invadente.

In conclusione

Il mio consiglio è al solito quello di condividere tutto con qualcuno, o quantomeno di andare a colpo sicuro con quello che vi piace avendo parsimonia della risma di ticket-fichi che tende ad esaurirsi molto rapidamente tra il costo di questa o quella pietanza !

A tal proposito io ho apprezzato il cacio fatto alla piastra e accompagnato di nuovo da fichi, mentre Corvo che è un cultore esclusivamente del cacio impiccato non ha apprezzato.

Probabilmente però è uno dei piatti che potrà darvi l’idea di quel che andrete a provare per tutto il resto della serata senza condizionarvi troppo il palato, idem la pizza fritta dolce.

Più dolce del dolce sono poi la mousse e il babà di fichi, di cui ho apprezzato la mole e il sorbetto di fichi gustato invece con piacere dal pretenzioso socio Corvo.

Sicuramente come vastità di menu e a mio dire anche di qualità dello stesso la festa è già decisamente ben messa, una volta che si saranno curati intrattenimento & circondario potremo godere di una doppia Giungano estiva.
Ottimo, no?

Il Trono di Sagre

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