Esondazione improvvisa: cosa fare per mettersi in salvo

Esondazione improvvisa: cosa fare per mettersi in salvo
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L’esondazione improvvisa è tra i fenomeni naturali più temuti: in pochi minuti l’acqua può travolgere strade, case e campagne. Dopo l’alluvione lampo al confine tra Nepal e Tibet del 26 agosto, con oltre 150 morti e 400 dispersi, torna attuale la domanda: cosa fare se l’acqua arriva all’improvviso? Questa guida raccoglie le regole essenziali per proteggersi, con indicazioni utili anche per Napoli e la Campania.

Che cos’è un’esondazione improvvisa

L’esondazione improvvisa, chiamata anche flash flood, è una piena che si sviluppa in pochissimo tempo, poche ore o addirittura minuti dopo l’evento che la scatena. Può essere provocata da piogge molto intense, dal cedimento di una diga o dal distacco di una massa di ghiaccio da un ghiacciaio, come accaduto in Nepal.

Le precipitazioni estreme stanno diventando più frequenti a causa del cambiamento climatico. Di conseguenza anche le alluvioni improvvise aumentano, anche in Italia, dove è a rischio alluvione circa l’11,5 per cento della popolazione secondo i dati ISPRA.

Perché è così pericolosa

Il pericolo principale è la velocità: una piena può viaggiare fino a 36 chilometri orari, più di sei volte la velocità media di una persona che cammina. L’acqua trasporta fango, detriti, tronchi e può abbattere muri, ponti e automobili in pochi istanti.

I segnali che annunciano l’arrivo dell’acqua

Quando non c’è stata un’allerta, i primi segnali di una piena in arrivo sono soprattutto sonori: le grandi masse d’acqua, fango e detriti producono un rombo cupo e profondo mentre si muovono. Il livello dei corsi d’acqua sale molto in fretta e l’acqua diventa torbida.

Attenzione anche alla ritirata improvvisa del flusso: può significare che il corso d’acqua è stato momentaneamente bloccato da un ostacolo a monte, con il rischio di una piena improvvisa quando l’ostacolo cede.

Cosa fare se sei all’aperto

Se vedi o senti uno di questi segnali, la prima regola è mettersi al riparo subito, spostandosi più in alto possibile. Se sei in una valle, esci dalla piana e sali sui rilievi più vicini: ogni metro di dislivello aumenta le probabilità di salvarsi.

Se non hai il tempo di allontanarti, cerca di salire ai piani più alti degli edifici vicini. Mai rifugiarsi in cantine, garage o seminterrati, dove l’acqua entra per prima e senza vie di fuga. Per salire, evita gli ascensori: potrebbero bloccarsi e restare senza corrente.

Cosa fare se sei in strada o in auto

In strada evita i sottopassi e le strade in forte pendenza, dove l’acqua tende a concentrarsi e a scorrere più veloce. Tieniti lontano dai ponti: tronchi e detriti trasportati dalla piena possono danneggiarli e farli collassare.

Non guidare mai nelle zone allagate: l’auto offre poca protezione e può essere trascinata via. Bastano pochi centimetri d’acqua per far perdere il controllo del veicolo. Anche a piedi, non tentare di attraversare la piena: le correnti sono fortissime e il fondo può nascondere buche e detriti.

Dopo l’esondazione: cosa fare

Resta nel punto più alto e riparato anche quando tutto sembra finito: possono arrivare ondate successive, causate da frane o da nuove masse di detriti. In Nepal, per esempio, le autorità hanno avvisato di possibili nuove piene lungo il fiume Bhotekoshi per la formazione di un lago temporaneo.

Non toccare l’acqua dell’alluvione: può essere contaminata da rifiuti, anche industriali, e da germi che provocano infezioni, eruzioni cutanee, malattie gastrointestinali e tetano. Se ci sei entrato in contatto, lavati il prima possibile con acqua pulita e sapone, e non mangiare cibi venuti a contatto con la piena.

Quando il pericolo è passato, segui le indicazioni delle autorità prima di rientrare a casa. Attenzione a strade e muri: il fondo stradale può essere stato indebolito dalla piena e può cedere.

Come ridurre il rischio e segnalare i pericoli

Anche i cittadini possono fare la propria parte per ridurre il rischio di alluvione. Segnala al Comune la presenza di rifiuti ingombranti abbandonati, tombini intasati o oggetti che ostruiscono i corsi d’acqua: piccoli gesti che evitano grandi danni.

Ogni territorio ha un piano di gestione del rischio, consultabile presso il proprio comune, con le vie di fuga e le aree sicure. Conoscere questi dettagli prima dell’emergenza può salvare la vita. In Campania, dove il rischio idrogeologico è elevato, gli aggiornamenti sulle allerte meteo aiutano a prepararsi per tempo.

Nei giorni scorsi abbiamo raccontato il nubifragio in Nepal e le possibili cause della tragedia: un episodio che ricorda quanto possa essere violenta la natura.

Domande frequenti sull’esondazione improvvisa

Cosa fare se l’acqua sale all’improvviso?

Spostati subito più in alto possibile: sui rilievi se sei all’aperto, ai piani alti degli edifici se sei in città. Non ripararti mai in cantine o seminterrati.

È sicuro restare in macchina durante un’alluvione?

No. L’auto può essere trascinata via dall’acqua anche con pochi centimetri di piena. Meglio abbandonarla e cercare un punto sopraelevato.

L’acqua dell’alluvione è pericolosa?

Sì, è spesso contaminata da rifiuti e germi. Evita il contatto, lavati con acqua pulita se ci sei entrato e non consumare cibi che sono stati a contatto con la piena.

Cosa fare dopo che l’acqua si è ritirata?

Aspetta le indicazioni delle autorità prima di rientrare. Possibili ondate successive e strade o muri indeboliti richiedono prudenza.


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