Bollette luce e gas, il decreto bis e i risparmi possibili
Immagine realizzata con IA
Un tetto al prezzo del gas per fermare il boom delle bollette. Il decreto Bollette bis è atteso a partire dal 9 novembre e punta a contenere i costi di luce e gas, con un price cap fissato a 58,9 euro al megawattora sul modello spagnolo. Le stime sui risparmi, però, dividono associazioni dei consumatori e imprese. Ecco cosa prevede il provvedimento e quanto può pesare davvero sulle tasche delle famiglie.
Il tetto al gas da 58,9 euro al megawattora
Il cuore del provvedimento è un price cap a 58,9 euro al megawattora sul gas utilizzato per produrre elettricità, sul modello spagnolo. Il meccanismo è già concordato con la Commissione europea e dovrebbe far scendere il prezzo all’ingrosso della luce, che in Italia resta legato a quello del gas.
La differenza tra il tetto e il prezzo di mercato viene rimborsata ai produttori con un onere sulle bollette elettriche. Il risultato, secondo il governo, è un contenimento dei costi più che un risparmio pieno: la spesa non scende quanto il prezzo del gas, ma cresce meno.
Quanto si risparmia davvero in bolletta
Le stime divergono. Il think tank Ecco calcola un vantaggio di circa 1,4 euro al mese per famiglia, cioè 17 euro all’anno. Un numero lontano dal rincaro di oltre 30 euro al mese registrato da febbraio a oggi.
Confcommercio è più ottimista per le imprese del terziario: il tetto «potrebbe contribuire a contenere i rincari e a ridurre le bollette fino al 10%». Per Matteo Leonardi, cofondatore di Ecco, le soluzioni strutturali restano altre, cioè rinnovabili ed elettrificazione dei consumi finali.
Perché il decreto è slittato
Il rinvio non riguarda il tetto al gas ma un nodo contabile. La Ragioneria dello Stato ha sollevato rilievi sull’articolo 9, che destina i proventi della vendita nel 2026 del gas stoccato nel 2022 ad Arera, per ridurre nel 2027 le bollette delle imprese energivore.
Secondo la Ragioneria si crea un disallineamento tra l’entrata del 2026 e l’uscita del 2027. Il ministero dell’Economia ha avviato un confronto con l’Unione europea, mentre il ministero della Sicurezza energetica di Gilberto Pichetto Fratin conferma che il tetto resta invariato. Matteo Salvini rassicura: «Le coperture ci sono». Il quadro ricorda il decreto bollette del 2022, quando il governo intervenne sui rincari con un’impostazione simile.
Le bollette delle imprese, bar e alberghi in prima fila
L’Osservatorio energia di Confcommercio stima per il terzo trimestre 2026 una spesa elettrica del terziario di 3,8 miliardi di euro. I rincari più forti colpiscono i bar (+133%), gli alberghi (+68%) e le grandi superfici (+67%).
Sul gas la spesa si ferma a 788 milioni, il 72,7% in più rispetto al 2025, con una bolletta media mensile oltre gli 11mila euro. Alla base ci sono le quotazioni internazionali: Brent sopra i 100 dollari, gas al Ttf di Amsterdam a 96,3 euro al megawattora e picchi dell’elettricità a 280 euro.
La stangata invernale per le famiglie
Il Codacons stima per i contratti a prezzo variabile una bolletta invernale media del gas di circa 860 euro a famiglia. Con un prezzo fisso a 12 o 24 mesi si scende a circa 630 euro, ma rispetto all’inverno precedente la spesa resta più alta di circa 205 euro.
Le differenze territoriali sono ampie. Si superano i 1.300 euro in Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, si arriva a 1.180 in Lombardia e 1.095 in Veneto. In Sicilia la stima è di circa 487 euro, in Campania di 494 euro.
Domande frequenti sul decreto bollette bis
Quando arriva il decreto?
Il provvedimento è atteso a partire dal 9 novembre, dopo il rinvio legato ai rilievi della Ragioneria sull’articolo 9. Il testo può ancora cambiare in Consiglio dei ministri.
Il tetto al gas abbassa subito le bollette?
No, i tempi sono più lunghi. Il price cap agisce sul prezzo all’ingrosso dell’elettricità e la riduzione arriva gradualmente, con stime attorno ai 17 euro all’anno per famiglia.
Chi paga la differenza tra tetto e mercato?
La differenza viene rimborsata ai produttori con un onere sulle bollette elettriche dei consumatori. Per questo il decreto parla di contenimento dei costi, non di sconto secco.
Conviene un contratto a prezzo fisso?
Con il gas ai massimi dell’anno, un prezzo bloccato a 12 o 24 mesi può proteggere dagli aumenti. Il Codacons stima circa 630 euro contro gli 860 del variabile.
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