Napoli, 100 coccinelle contro la cocciniglia tartaruga dei pini

Napoli, 100 coccinelle contro la cocciniglia tartaruga dei pini
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Alla Mostra d’Oltremare di Napoli sono stati rilasciati 100 esemplari di Thalassa montezumae, una coccinella considerata il nemico naturale della cocciniglia tartaruga del pino. L’obiettivo è capire se il controllo biologico può fermare un insetto che minaccia la sopravvivenza dei pini in Campania e, più in generale, nell’area mediterranea.

Cos’è la cocciniglia tartaruga del pino

La cocciniglia tartaruga, nome scientifico Toumeyella parvicornis, è una specie aliena originaria del Nord America. Colonizza soprattutto il pino domestico (Pinus pinea) e provoca deperimento e mortalità delle piante su cui si insedia.

Negli ultimi anni la sua diffusione è diventata una delle più gravi emergenze fitosanitarie per il patrimonio arboreo e forestale italiano, con un impatto pesante sul verde urbano, periurbano e forestale della Campania. Da qui la ricerca di strumenti di difesa diversi dai trattamenti chimici.

Il rilascio alla Mostra d’Oltremare

Nella storica pineta della Mostra d’Oltremare sono stati liberati 100 esemplari di Thalassa montezumae, un predatore che appartiene alla famiglia delle coccinelle. Secondo quanto comunicato dalla Mostra d’Oltremare, si tratta della prima applicazione al mondo di questa sperimentazione.

Il sito napoletano è anche il primo in Italia autorizzato all’immissione in natura della specie. Un traguardo che arriva dopo oltre tre anni di ricerca e di messa a punto delle tecniche di allevamento del predatore.

Come funziona il controllo biologico

La logica della lotta biologica classica è lineare. Nel suo areale di origine la cocciniglia tartaruga ha nemici naturali che ne limitano la popolazione; in un ambiente nuovo, quei nemici non ci sono e l’insetto si moltiplica senza freni.

Reintrodurre l’antagonista significa riportare l’equilibrio perduto, senza ricorrere ai trattamenti chimici. Nei mesi successivi un’attività di monitoraggio verificherà l’insediamento della specie, la sua capacità di dispersione e l’efficacia dell’attività predatoria nei confronti della cocciniglia.

Chi c’è dietro il progetto

La sperimentazione rientra in un progetto promosso e finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, coordinato in Campania dal Servizio Fitosanitario Regionale.

Il supporto scientifico arriva dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, attraverso il Dipartimento di Agraria e la Sezione di Entomologia, mentre la realizzazione è affidata al CREA Difesa e Certificazione di Firenze, il centro di ricerca che ha individuato la specie predatrice e ne ha sviluppato l’allevamento.

«Oggi da qui si avvia questa sperimentazione per poter verificare se l’antagonista della cocciniglia possa davvero essere efficace e quindi salvare i nostri bellissimi pini e i nostri bellissimi paesaggi», ha spiegato Maria Carmela Serluca, assessora all’Agricoltura della Regione Campania, auspicando che i risultati possano poi consentire di replicare l’intervento anche in altri territori interessati dal problema.

Soddisfazione anche dal presidente della Mostra d’Oltremare, Remo Minopoli, che ha sottolineato come gli spazi della struttura napoletana abbiano accolto la sperimentazione, esprimendo l’auspicio che il progetto possa offrire «una nuova speranza» per il patrimonio arboreo.

Perché conta per i pini e per il paesaggio

Il pino domestico è uno degli elementi che rendono riconoscibile il paesaggio campano, dalle pinete costiere al verde delle città. Perderlo significherebbe perdere anche un pezzo di quello che i turisti e i residenti vedono ogni giorno.

Se il metodo funzionerà, il progetto potrà essere replicato anche in altri territori colpiti dalla cocciniglia. Per la Campania significherebbe un modello di difesa del verde da esportare, senza ricorrere alla chimica su alberi che vivono in mezzo alle persone.

Sul fronte della tutela del verde urbano a Napoli non mancano le iniziative: si va dai progetti che rifanno vivere aree verdi da tempo chiuse, come il parco dell’Ex Gasometro al Vomero con orti e frutteti, alle giornate dedicate agli alberi, come la Festa dell’Albero all’Orto Botanico.

Quanti esemplari sono stati rilasciati alla Mostra d’Oltremare

100 esemplari di Thalassa montezumae, liberati nella storica pineta della Mostra d’Oltremare di Napoli.

Che insetto è la Thalassa montezumae

È un predatore della famiglia delle coccinelle, considerato il nemico naturale della cocciniglia tartaruga del pino.

Quali piante colpisce la cocciniglia tartaruga

Attacca soprattutto il pino domestico, il Pinus pinea tipico delle pinete e del verde urbano del Mediterraneo.

Il progetto prevede trattamenti chimici

No. La sperimentazione punta sul controllo biologico come alternativa ai trattamenti chimici, per individuare strumenti più sostenibili di difesa delle piante.

Chi coordina la sperimentazione in Campania

Il Servizio Fitosanitario Regionale, con il supporto scientifico dell’Università Federico II e la realizzazione del CREA Difesa e Certificazione di Firenze. Il progetto è finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.


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