Carburanti, anche Q8 mette il tetto ai prezzi dal 1° ottobre
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Q8 Italia mette un tetto ai prezzi di benzina e gasolio: la compagnia ha annunciato che applicherà il price cap dal 1° ottobre per un mese, accogliendo l’invito del governo a calmierare i carburanti. Dopo Eni e Ip, è la terza compagnia a muoversi sulla rete italiana.
Che cosa prevede il price cap di Q8
Il tetto entrerà in vigore il 1° ottobre e durerà 30 giorni. Nel comunicato l’azienda spiega che «il tetto massimo dei prezzi si applicherà con un approccio modulare, coerente con le diverse realtà che compongono il sistema di distribuzione». Non c’è quindi un prezzo unico valido per tutti gli impianti: Q8 parla di un intervento calibrato sulle diverse tipologie di punto vendita.
La compagnia assicura che supporterà gestori e partner per garantire «la sostenibilità economica dell’intera filiera». La decisione, si legge ancora, è «coerente con il comportamento responsabile» dell’azienda, «orientato alla tutela dei consumatori e al mantenimento della propria competitività».
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato: «Ringrazio il Kuwait e il gruppo che controlla gli impianti Q8 in Italia per aver accolto l’appello del Governo italiano». Per Meloni, dopo Eni e Socar, «oggi da Q8 arriva un altro importante segnale di attenzione alle famiglie italiane».
Chi ha già messo un tetto ai prezzi
L’annuncio di Q8 arriva a poche ore di distanza dalle altre due mosse sul mercato. Ecco la situazione aggiornata:
- Eni — dal 28 settembre benzina non oltre 1,99 euro al litro e gasolio non oltre 2,19 euro al litro nella sua rete.
- Ip (gruppo Socar) — da oggi, 29 settembre, tetto identico a quello di Eni: si parte da 300 pompe, con estensione progressiva ad altri punti vendita.
- Q8 — tetto annunciato oggi, in vigore dal 1° ottobre per un mese, con approccio modulare sulla rete.
Nessuna delle tre compagnie ha indicato un prezzo massimo unico: la misura è volontaria e legata all’invito del governo, non a un provvedimento che obblighi tutti i gestori.
Quanto costano oggi benzina e gasolio
Intanto i listini cominciano a scendere. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi, il giorno dopo l’entrata in vigore degli interventi di Eni e Ip i prezzi medi in modalità self service sono:
- rete stradale: benzina 2,126 euro al litro (ieri 2,152), gasolio 2,335 euro al litro (ieri 2,369);
- rete autostradale: benzina 2,180 euro al litro (ieri 2,214), gasolio 2,383 euro al litro (ieri 2,420).
Il calo rispetto a ieri è di circa 2-3 centesimi al litro su benzina e gasolio. Il tetto di Eni (1,99 e 2,19 euro) resta però sotto la media nazionale: è questo il motivo delle code agli impianti del Cane a sei zampe, raccontate nel nostro aggiornamento su cosa è successo ieri a Napoli.
Cosa cambia per chi fa rifornimento a Napoli
Il nodo è tutto napoletano nella percezione degli automobilisti: da lunedì gli impianti Eni della città e della provincia sono presi d’assalto, con code e alcuni distributori rimasti a secco di benzina. Il prezzo calmierato della rete del Cane a sei zampe è risultato più basso di quello praticato altrove, e in molti hanno scelto di rifornirsi lì.
La mossa di Q8 allarga l’offerta calmierata a un altro marchio diffuso sul territorio, ma con una differenza sostanziale: l’approccio modulare non garantisce un prezzo identico in tutti i punti vendita, quindi la convenienza va verificata impianto per impianto. Chi cerca le pompe già a tetto ridotto può partire dall’elenco dei distributori Eni a Napoli e provincia e dalle date del taglio annunciato da Eni.
Il nodo delle accise e le richieste dei gestori
Il price cap volontario non chiude però la partita. Resta aperto il capitolo accise: lo sconto sul gasolio è in vigore fino al 5 ottobre e il governo deve decidere come muoversi dopo quella data. È un passaggio che pesa direttamente sul prezzo finale alla pompa, come spiega l’analisi sul taglio delle accise diesel e cosa cambia dal 5 ottobre.
Sul fronte opposto, alcune associazioni di gestori criticano la misura: chiedono un confronto con l’intera filiera distributiva e interventi generalizzati, non limitati ad alcune reti, per non creare svantaggi tra operatori. La richiesta è di regole valide per tutti, non di interventi a macchia di leopardo.
Accise mobili dopo il 5 ottobre
Fonti del ministero dell’Ambiente hanno precisato che gli sconti fiscali sul gasolio andranno avanti fino al 5 ottobre, dopodiché si interverrà sul costo dei carburanti con il meccanismo delle accise mobili. Il governo ha ripetuto più volte di voler abbandonare gli sconti generalizzati e di passare a misure mirate per le categorie più colpite, anche se in precedenza il ministro Pichetto Fratin aveva lasciato aperta la possibilità di un’estensione dello sconto in vigore.
La protesta degli autotrasportatori
Il fronte più caldo resta quello dell’autotrasporto. Paolo Uggè, presidente di FAI-Conftrasporto, ha ricordato che le imprese di trasporto merci si riforniscono al di fuori della rete delle pompe al dettaglio: «Le compagnie petrolifere non applicano il prezzo scontato anche a questi rifornimenti», ha spiegato, con il rischio che gli autotrasportatori vengano «nuovamente penalizzati dal caro carburante». C’è poi un effetto collaterale dei tetti: con i prezzi calmierati alla pompa, i committenti chiedono riduzioni di tariffa a chi trasporta le merci.
L’associazione chiede quindi un intervento specifico del governo, avvertendo che si rischia di alimentare speculazioni e proteste non facili da gestire. Intanto il Comitato autotrasportatori siciliani ha proclamato cinque giorni di serrata, dal 16 al 20 ottobre, in attesa di risposte concrete.
Cosa dice l’Unione europea
Da Bruxelles arrivano due segnali. I portavoce della Commissione Ue non hanno commentato direttamente gli sviluppi italiani, ma hanno sottolineato di monitorare la situazione «in particolare per verificare se vi siano potenziali comportamenti anticoncorrenziali», così da garantire ai consumatori una scelta libera e in condizioni di concorrenza.
Su un piano più generale, il commissario europeo all’energia Dan Jorgensen ha detto che la Commissione sta valutando «cosa possiamo fare per sostenere la disponibilità e l’accessibilità economica dei carburanti», un tema che pesa su molti cittadini e su gran parte dell’economia europea.
Domande frequenti sul tetto Q8
Da quando entra in vigore il price cap di Q8?
Dal 1° ottobre 2026. L’annuncio è stato dato oggi, 29 settembre, dopo le mosse di Eni e Ip.
Quanto dura la misura?
Un mese, quindi 30 giorni a partire dal primo ottobre.
Vale per tutti i distributori Q8?
Il tetto si applica con un approccio modulare: non c’è un prezzo unico per tutti gli impianti, perché la rete è fatta di realtà diverse tra loro.
Quanto si risparmia rispetto ai prezzi di oggi?
Il confronto è con la media nazionale self service di 2,126 euro per la benzina e 2,335 per il gasolio. Il tetto di Eni, a 1,99 e 2,19 euro, è più basso della media; per Q8 il risparmio dipenderà dall’impianto.
Cosa succede dopo il 31 ottobre?
Al momento Q8 non ha indicato un’estensione. Il quadro resta legato agli interventi volontari delle compagnie e alle decisioni del governo sulle accise.
Cosa chiedono gli autotrasportatori
Un intervento specifico del governo, perché le imprese di trasporto merci si riforniscono fuori dalla rete al dettaglio e non beneficiano dei tetti al prezzo alla pompa. FAI-Conftrasporto segnala anche il rischio di richieste di riduzione delle tariffe da parte dei committenti.
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