Volo Flydubai FZ1073, cosa non torna nelle versioni ufficiali
Immagine realizzata con IA
Un aereo di linea della Flydubai in volo da Dubai a Tel Aviv è atterrato d’emergenza a Tabuk, in Arabia Saudita, dopo che uno dei piloti ha aggredito l’altro in cabina di pilotaggio. È l’incidente del volo FZ1073 del 30 settembre 2026: tutti i passeggeri sono salvi, ma la ricostruzione ufficiale è cambiata più volte nel giro di poche ore.
Il caso è diventato anche un fatto politico. A 28 giorni dalle elezioni israeliane del 27 ottobre, il governo di Benjamin Netanyahu lo ha inserito nella propria campagna, mentre l’opposizione parla di strumentalizzazione. Qui sotto cosa è confermato, cosa non torna tra le versioni e cosa resta solo propaganda o speculazione.
Cosa è confermato su FZ1073
Il volo è decollato da Dubai alle 03:05 GMT (le 07:05 locali) ed è atterrato a Tabuk alle 06:58, con oltre 170 persone a bordo, quasi tutte israeliane. Durante il volo il transponder ha prima emesso il codice 7700 (emergenza generale) e poi il 7500, che segnala un possibile dirottamento.
I dati di Flightradar24 mostrano una picchiata di oltre 17.000 piedi (circa 5.180 metri) in meno di due minuti. Secondo il premier israeliano un pilota ha accoltellato il comandante e ha “apparentemente tentato di far schiantare” il velivolo, prima di essere bloccato da alcuni passeggeri e dall’equipaggio.
Il comandante, l’indiano Smit Machchhar, è ricoverato in condizioni stabili a Tabuk. L’aggressore è il copilota, di nazionalità omanita, arrestato e interrogato dalle autorità saudite. L’Emirati hanno aperto un’indagine, mentre flydubai ha sospeso i voli da e per Israele.
I punti che non tornano nelle prime versioni
Le prime ricostruzioni, tutte basate su fonti israeliane, parlavano di una lite tra i due piloti. Nella stessa giornata il quadro è cambiato più volte, e la parola “dirottamento” è stata prima usata e poi ridimensionata.
La nazionalità dei piloti è un esempio. Il Foglio riportava un pilota russo e un copilota ucraino; il quotidiano israeliano Ynet parlava invece di un pilota omanita e dell’altro emiratino; la versione consolidata indica un comandante indiano e un copilota omanita. Anche l’arma cambia tra le versioni: ascia in alcune ricostruzioni, coltello in altre.
Non è chiaro nemmeno chi abbia fermato l’aggressore: un passeggero, oppure quattro passeggeri, oppure un pilota fuori servizio insieme ad altri. Sul numero di persone a bordo si oscilla tra 174 e circa 180. Come ricorda la pagina su cosa è successo sul volo Dubai-Tel Aviv, si tratta di dettagli che si sono aggiustati ora dopo ora.
Va detto con chiarezza: queste discrepanze non provano nessun complotto. Sono tipiche di una notizia in movimento, dove fonti diverse, traduzioni e indiscrezioni concorrenti producono versioni non allineate. Flydubai ha chiesto di evitare “speculazioni premature” mentre le indagini sono in corso.
La battaglia politica: l’incidente in campagna elettorale
Il punto più documentato non è la dinamica del volo, ma il suo uso politico. Poche ore prima dell’incidente Netanyahu aveva pubblicato un video in cui avvertiva che “alle porte delle elezioni i nostri nemici proveranno ad attaccarci”. Dopo l’atterraggio ha diffuso foto e video in cui abbraccia uno dei passeggeri intervenuti, ancora con la maglietta macchiata di sangue.
Il premier ha paragonato l’episodio agli attacchi dell’11 settembre e ha detto che i passeggeri hanno “prevenuto una catastrofe simile”. Ha poi aggiunto che l’aggressore sarebbe stato “radicalizzato dall’Islam” e ha suggerito un possibile ruolo dell’Iran, pur ammettendo che è “troppo presto” per dirlo e che non c’erano allarmi specifici.
Anche altri ministri sono intervenuti. Il titolare della Difesa Israel Katz ha parlato di “tentato attacco terroristico jihadista”; il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha chiesto “vittoria totale” in Iran, Libano, Gaza e Cisgiordania; il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha invocato una risposta verso “chi ha provato a far schiantare l’aereo e ogni Stato o organizzazione che lo ha mandato”, senza che esistano prove di mandanti.
Le opposizioni hanno reagito duramente. Yair Lapid ha accusato il governo di fare “politica spicciola” e ha ricordato che dell’incidente non si era parlato nel briefing di sicurezza del giorno prima. Yair Golan ha parlato di “tentativi ignobili di guadagnare punti politici”, e Avigdor Lieberman ha denunciato il tentativo di “fabbricare propaganda” da una sciagura aerea.
Cosa è fatto, cosa è accusa, cosa resta speculazione
Sono fatti: la picchiata, l’emergenza a bordo, l’atterraggio a Tabuk, il ferimento del comandante e l’arresto del copilota. Sono accuse politiche, non prove, il legame con l’Iran e l’idea di un mandante organizzato: al momento Israele parla di “lupo solitario”.
È speculazione tutto ciò che circola sui social senza riscontri, comprese le percentuali e i presunti complotti. Va ricordato che l’indagato è presunto innocente fino a sentenza, e che la sua nazionalità omanita, da sola, non dimostra il movente.
Un ultimo tassello politico: l’Arabia Saudita ha rifiutato di far atterrare aerei israeliani per riportare a casa i passeggeri. Secondo il Jerusalem Post, Riyadh temeva che l’episodio venisse usato come leva elettorale e sulla normalizzazione. Il rientro è avvenuto con un altro volo flydubai.
FAQ sul volo Flydubai FZ1073
Che cos’è il codice 7500?
È il codice transponder che segnala un possibile dirottamento o interferenza illecita. Sul volo è stato preceduto dal 7700, l’emergenza generale. La differenza tra i due codici è spiegata nella pagina sul significato del codice 7500.
È stato davvero un attentato terroristico?
Israele lo definisce un tentato attacco terroristico. Le autorità non hanno ancora reso pubblico il movente: l’indagine è condotta tra Arabia Saudita, Emirati e Israele.
Chi è l’aggressore?
Il copilota, cittadino omanita, fermato dai passeggeri e arrestato a Tabuk. È indagato, non condannato.
Perché se ne parla in chiave politica?
Perché l’incidente è avvenuto a poche settimane dalle elezioni del 27 ottobre e il governo lo ha collegato ai propri avvertimenti sulla sicurezza. L’opposizione accusa Netanyahu di sfruttarlo per la campagna.
I passeggeri sono tornati in Israele?
Sì. Dopo circa sei ore a Tabuk sono rientrati a Tel Aviv a bordo di un secondo aereo flydubai.
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