Unabomber, chi era Ted Kaczynski: la storia del terrorista
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Unabomber è il soprannome con cui è diventato celebre Ted Kaczynski, il terrorista statunitense autore di una lunga serie di attentati con pacchi postali esplosivi. La sua storia torna tra le più cercate per via del film dedicato alla sua vicenda, disponibile su Netflix.
Theodore John Kaczynski, detto Ted, è stato un terrorista e anarchico statunitense, condannato all’ergastolo per aver inviato ordigni a numerose persone nell’arco di quasi diciotto anni. Il bilancio delle vittime è di 3 morti e 23 feriti.
Chi era Ted Kaczynski
Nato nel 1942 negli Stati Uniti, Kaczynski è stato un matematico di talento: professore universitario in giovane età, con un curriculum accademico di primo livello. Negli anni Settanta ha però scelto di isolarsi, trasferendosi in una baita senza elettricità nel Montana.
Da quel rifugio è nata la sua battaglia contro la società industriale e la tecnologia. Un pensiero radicale, messo per iscritto in un lungo documento che sarebbe diventato la chiave per la sua cattura.
Gli attentati e il manifesto
- 1978-1995 la lunga serie di pacchi esplosivi negli Stati Uniti
- 3 morti e 23 feriti il bilancio complessivo degli attentati
- 1995 pubblicazione del manifesto La società industriale e il suo futuro
- 1996 arresto nella baita di Lincoln, Montana
- 1998 condanna all’ergastolo senza possibilità di liberazione
Gli obiettivi erano professori, dirigenti e studiosi legati al mondo dell’università e della tecnologia. Le indagini durarono anni senza risultati, fino alla decisione di pubblicare il suo manifesto sui grandi quotidiani americani, nella speranza che qualcuno riconoscesse lo stile dell’autore.
La scommessa funzionò: fu il fratello David a riconoscere la scrittura e a segnalarlo all’FBI. Nell’aprile 1996 Kaczynski venne arrestato nella sua baita, dove gli investigatori trovarono materiale e appunti sugli ordigni.
Da dove arriva il nome Unabomber
Il soprannome non è stato scelto dal diretto interessato. Nasce dalla sigla della task force dell’FBI che seguì il caso: UNABOM, abbreviazione di UNiversity and Airline BOMber, perché i primi ordigni colpirono ambienti universitari e compagnie aeree.
La stampa trasformò la sigla in Unabomber, nome entrato poi nell’uso comune. Le indagini coinvolsero centinaia di agenti e durarono quasi due decenni, con una lunga serie di piste sbagliate.
La baita e la scelta dell’isolamento
La baita di Lincoln, nel Montana, era una costruzione di pochi metri quadri, senza elettricità né acqua corrente. Kaczynski ci viveva in solitudine, spostandosi in bicicletta e procurandosi da sé il necessario.
Fu proprio quell’isolamento a rendere difficile l’identificazione: nessun telefono, nessun collegamento tracciabile, nessun testimone. Il manifesto restava l’unico filo da seguire, e fu quello a portare gli investigatori alla sua porta.
Il processo e gli ultimi anni
Al processo la difesa tentò la strada della infermità mentale, ma Kaczynski si oppose e chiese di rappresentarsi da solo. L’accordo finale portò a una condanna all’ergastolo senza condizionale, con l’impegno a non chiedere mai la grazia.
Kaczynski è morto in carcere nel giugno 2023, a oltre venticinque anni dalla condanna. Fino all’ultimo ha continuato a scrivere lettere e testi, alimentando un dibattito mai chiuso sul confine tra critica della tecnologia e violenza.
Il film su Netflix e l’altro Unabomber
La vicenda di Kaczynski è al centro del film Unabomber, con Russell Crowe nei panni del protagonista: trama, cast e dettagli sono nella scheda sul film Unabomber su Netflix. Chi cerca altre uscite recenti può consultare la pagina sulle novità in streaming e l’elenco dei titoli in arrivo a ottobre.
In Italia il nome Unabomber indica anche un caso diverso e ancora irrisolto: un attentatore mai identificato, attivo tra Veneto e Friuli tra il 1994 e il 2006, autore di una serie di ordigni che hanno ferito diverse persone. Le due storie non hanno alcun legame, ma condividono lo stesso soprannome.
Domande frequenti su Unabomber
Chi era Unabomber? Ted Kaczynski, matematico e terrorista statunitense, autore di attentati con pacchi esplosivi tra il 1978 e il 1995.
Quante vittime ha causato? 3 morti e 23 feriti.
Come è stato catturato? Dopo la pubblicazione del suo manifesto nel 1995, riconosciuto dal fratello David, che lo segnalò all’FBI.
Quando è morto? In carcere nel giugno 2023, dove scontava l’ergastolo.
Esiste un Unabomber italiano? Sì, un attentatore mai identificato attivo tra Veneto e Friuli tra il 1994 e il 2006, senza legami con Kaczynski.
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