Terremoto a Napoli 31 luglio, magnitudo e epicentro
Immagine realizzata con IA
Una scossa di terremoto di magnitudo Md 4.7 è stata registrata nella serata del 31 luglio 2026 nella zona dei Campi Flegrei. Il sisma è stato localizzato dalla Sala Operativa INGV-OV di Napoli, in un’area tra le più densamente abitate e monitorate d’Italia. Ecco i dati ufficiali: epicentro, profondità, orario e le informazioni utili per chi vive nel territorio.
I dati ufficiali della scossa dei Campi Flegrei
Il sisma è stato registrato alle 19:46:43 ora italiana, le 17:46:43 in tempo UTC, con una magnitudo di durata (Md) pari a 4.7. Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’epicentro è stato localizzato nella zona dei Campi Flegrei, alle coordinate 40.8315 di latitudine e 14.1402 di longitudine, a una profondità di circa 3 chilometri. La localizzazione è stata effettuata dalla Sala Operativa INGV-OV di Napoli, l’osservatorio che segue in tempo reale l’area vulcanica campana. Come sempre accade per questi eventi, i valori di ipocentro e magnitudo rappresentano la migliore stima disponibile con i dati a disposizione: eventuali analisi successive potranno affinare o aggiornare i numeri. La profondità ridotta è uno degli elementi che, in un territorio densamente urbanizzato come quello flegreo, rende percepibile la scossa anche a diversi chilometri dall’epicentro, un aspetto che i sismologi valutano con attenzione nel monitoraggio quotidiano della caldera.
La caldera flegrea e il bradisismo
I Campi Flegrei sono una delle aree vulcaniche più studiate al mondo: si tratta di una caldera attiva, una vasta depressione formatasi in seguito a grandi eruzioni, all’interno della quale vivono centinaia di migliaia di persone. Il fenomeno che caratterizza la zona è il bradisismo, il lento sollevamento e abbassamento del suolo legato alla pressione dei fluidi nel sottosuolo, accompagnato da una sismicità che si organizza spesso in sciami. La rete di monitoraggio dell’INGV segue l’area con strumenti sismici, stazioni GPS e sensori di deformazione del suolo, producendo aggiornamenti costanti e comunicati ufficiali a cui fare sempre riferimento. Capire la differenza tra un evento singolo e uno sciame, o tra magnitudo e intensità percepita, aiuta a leggere con più consapevolezza le notizie che circolano dopo ogni scossa. Per chi vuole approfondire il funzionamento di questo territorio, negli anni sono stati pubblicati diversi articoli su cosa succede con il bradisismo e sul rischio collegato alla caldera.
Una sismicità che i napoletani conoscono bene
La scossa di questa sera non è un episodio isolato: negli ultimi anni l’area dei Campi Flegrei è stata interessata da diverse sequenze sismiche avvertite dalla popolazione, come quella del 20 maggio 2024 e quella del 17 febbraio 2025, entrambe con epicentro nella stessa zona e percepite in più quartieri di Napoli. Ogni evento riaccende l’attenzione su un territorio che convive da secoli con i fenomeni vulcanici e che li monitora con strumentazione all’avanguardia. La frequenza delle scosse non è di per sé un indicatore di un’imminente eruzione: gli esperti ricordano che la sismicità flegrea è legata principalmente alla dinamica del bradisismo e che le previsioni deterministiche dei terremoti non sono scientificamente possibili. Per questo le autorità invitano a seguire soltanto le fonti ufficiali, a partire dai comunicati dell’INGV e della Protezione Civile, e a diffidare di voci e allarmismi che dopo ogni evento sismico si diffondono rapidamente sui social network e nelle chat di quartiere.
Cosa fare prima, durante e dopo una scossa
Di fronte a una scossa avvertita in casa, la prima regola è mantenere la calma e mettersi al sicuro lontano da finestre, mobili alti e oggetti che possono cadere. Durante il sisma è consigliato ripararsi sotto un tavolo robusto o nello stipite di una porta, e solo al termine della scossa uscire con prudenza, evitando l’ascensore. Avere in casa un kit di emergenza con i documenti e i beni essenziali già pronto può fare la differenza nei momenti concitati. Dopo l’evento, chi sospetta danni alla propria abitazione può richiedere un sopralluogo gratuito seguendo le procedure attivate dalle amministrazioni locali per il rischio bradisismico. Le informazioni sulla scossa, infine, vanno sempre verificate sui canali ufficiali: l’INGV pubblica i dati in tempo reale e aggiorna la lista degli eventi registrati, mentre la Protezione Civile comunica eventuali ordinanze e indicazioni per i comuni interessati. Nei prossimi giorni i rilievi sul territorio e le verifiche sugli edifici pubblici aiuteranno a fare il punto sulla situazione nelle aree più vicine all’epicentro, dove il monitoraggio resterà costante.
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