Una poltrona per due, il classico di Natale su Prime Video

Una poltrona per due, il classico di Natale su Prime Video
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Una scommessa da un dollaro ribalta due vite in una notte. È la miccia di Una poltrona per due, la commedia del 1983 diretta da John Landis, tornata nel catalogo italiano di Prime Video. Quarantatré anni dopo l’uscita in sala, il film resta il titolo che milioni di italiani accendono in tv la sera del 24 dicembre.

La storia comincia a Filadelfia, nei piani alti di una società di brokeraggio. I fratelli Randolph e Mortimer Duke litigano su una questione antica: conta più l’ambiente in cui cresci o il sangue che hai nelle vene. Per chiudere la discussione decidono di rovinare il loro dirigente migliore e di mettere al suo posto un ladruncolo conosciuto per strada. La posta è simbolica, un dollaro. Le conseguenze no.

La trama: due poltrone che si scambiano

Louis Winthorpe III ha tutto: ufficio ai piani alti, maggiordomo, fidanzata dell’alta società. Billy Ray Valentine ha un cartello in mano e un piano che consiste nel fingere di essere invalido. Nel giro di poche ore Winthorpe perde lavoro, casa e reputazione, mentre Valentine si ritrova nella sua poltrona, con l’auto con autista e un conto in banca da capogiro.

La svolta arriva quando i due capiscono di essere pedine della stessa scommessa. Si alleano con Ophelia, che dà rifugio a Winthorpe quando è ormai senza un soldo, e con Coleman, il maggiordomo dei Duke. Il piano si gioca alla borsa merci di New York, sui contratti del succo d’arancia congelato: i Duke comprano a ogni rilancio convinti di controllare il mercato, finché il prezzo crolla e la loro posizione salta.

Il cast: Murphy e Aykroyd, coppia impossibile

Eddie Murphy arriva al film mentre lavora ancora nel cast del Saturday Night Live. Per lui è il secondo lungometraggio dopo 48 ore, e il ruolo di Valentine lo consacra come star della commedia. Dan Aykroyd viene dalla stessa scuola comica: il suo Winthorpe passa dalla sicurezza snob alla disperazione più nera in mezz’ora di film.

Accanto a loro brilla Jamie Lee Curtis, che nei panni di Ophelia dimostra di saper reggere anche la commedia dopo il debutto horror. I fratelli Duke hanno i volti di Ralph Bellamy e Don Ameche: per Ameche arriva l’Oscar 1986 come miglior attore non protagonista, il riconoscimento più tardivo e più gradito della sua carriera.

Perché è il film di Natale degli italiani

Su Italia 1 il film è diventato un rito collettivo: la vigilia di Natale del 2025 è andata in onda per la 22esima volta, sempre nella stessa fascia oraria, sempre con lo stesso pubblico davanti. Una ricorrenza che ha trasformato un titolo americano in un costume nazionale, come il panettone o il discorso del Papa.

Di natalizio, in realtà, il film ha poco: una festa in maschera, una tuta da Babbo Natale indossata da Murphy e la neve fuori dalle finestre. Il resto è satira sociale, soldi e vendetta. Funziona proprio per questo: la vigilia si guarda qualcosa che parla di disuguaglianza e di rivincita, non solo di renne.

Dove vederlo e a chi consigliarlo

Su Prime Video il film si apre dall’app su televisore, smartphone o browser, con audio italiano e sottotitoli. Chi cerca la versione integrale e non vuole sorprese può contare su una durata di 116 minuti, perfetta per una serata in due o per una maratona con i figli più grandi.

Attenzione a una cosa: alcune battute e qualche gag sugli stereotipi razziali oggi si leggono diversamente rispetto al 1983. Il film li usa per prendere in giro i Duke, non per condividerli, ma la sensibilità di un ragazzo di quindici anni merita una spiegazione prima della visione. Detto questo, resta uno dei rari classici di Natale che non annoia alla ventiduesima visione.


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