The Hill, la storia vera di Rickey Hill

The Hill, la storia vera di Rickey Hill
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Un ragazzino con le gambe nei tutori che diventa il miglior battitore del suo campionato, poi un provino davanti agli scout della Major League. È la storia di Rickey Hill, nato a Fort Worth, Texas, il 15 agosto 1956, e diventata nel 2023 il film «The Hill», diretto da Jeff Celentano. Nel cast Dennis Quaid e Colin Ford.

La pellicola è uscita negli Stati Uniti il 25 agosto 2023 per Briarcliff Entertainment e ha incassato 7,6 milioni di dollari. Racconta una storia vera, ma non tutta la verità è identica sullo schermo: il provino leggendario, per esempio, nella realtà finì 11 valide su 11, non 10. Ecco cosa ha vissuto davvero Rickey Hill.

Chi è Rickey Hill

Hill è nato in una famiglia battista: il padre James era pastore, la madre si chiamava Helen. Da bambino gli è stata diagnosticata una malattia degenerativa della colonna vertebrale, di origine genetica, che lo ha costretto a diverse operazioni e a portare i tutori alle gambe. Ha frequentato la Haltom High School, vicino a Fort Worth.

Nonostante la diagnosi, Hill batteva con una potenza insolita per la sua età. Il padre non voleva che giocasse: temeva le conseguenze fisiche e sperava in una vocazione religiosa. La frattura tra i due è il cuore del film, che trasforma un conflitto familiare in un duello tra fede e sport.

La carriera vera, lontana dal mito

Hill firmò con i Montreal Expos nel 1975. Giocò quattro stagioni nelle minors, dal 1975 al 1978, come esterno e prima base. Esordì con i Lethbridge Expos, nello stesso roster di un giovane Andre Dawson, futuro membro della Hall of Fame. Poi il passaggio nei Rio Grande Valley White Wings, nei Texas City Stars e infine nei Grays Harbor Loggers.

Nel 1978 con i Loggers vinse il titolo della Northwest League e chiuse con 15 fuoricampo e una media di .286, secondo nella lega per home run dietro Albert Richmond. Il suo anello di campione è rimasto perduto per 37 anni: lo ha ritrovato nel 2015 il figlio di un tifoso, che lo ha riconsegnato a Hill. Si ritirò dopo la stagione 1979, quando la schiena non gli permise più di giocare.

Il provino e il muro da dieci piedi

La scena più famosa del film è il provino davanti a Red Murff, storico scout dei New York Mets. Secondo il racconto biografico, Hill scalò un muro di dieci piedi per entrare nello stadio e farsi vedere da Murff. Da lì arrivò l’invito alla partita di selezione, dove il ragazzo colpì 11 volte su 11.

Nel film gli at-bat sono dieci, e l’ultimo è contro un lanciatore della Major League, Jimmy Hammer, che lo colpisce alle costole. Rickey rifiuta la prima base e resta in battuta. È la libertà che il cinema si prende per chiudere in crescendo una storia già chiusa in modo netto: il provino vero portò un contratto con gli Expos, non un posto in prima squadra.

Il cast del film

Dennis Quaid è James Hill

Dennis Quaid interpreta il padre pastore, l’uomo che alterna severità e paura. È il ruolo che regge la prima parte del film, quella in cui la disabilità di Rickey viene trattata come un destino da accettare. Quaid costruisce un padre testardo e credibile, mai trasformato in caricatura.

L’attore ha spiegato di aver accettato la parte per la sceneggiatura di Angelo Pizzo, già autore di «Rudy» e «Hoosiers». Il regista Celentano lo ha definito la prima e unica scelta per il ruolo.

Colin Ford è Rickey Hill

Colin Ford veste i panni di Rickey da ragazzo e da adulto, mentre Jesse Berry interpreta il protagonista bambino. Ford lavora soprattutto sul corpo: la camminata rigida, i tutori, la fatica di ogni passo. Il battitore che si vede sullo schermo è costruito su gesti ripetuti e su una calma che contrasta con l’urgenza della storia.

Il film alterna due attori per lo stesso personaggio e il passaggio funziona: il Rickey bambino ha la rabbia di chi non può giocare, quello adulto ha già imparato a nascondere il dolore.

Scott Glenn è Red Murff

Scott Glenn interpreta lo scout che scopre Rickey. È un uomo di poche parole, abituato a valutare i ragazzi in pochi lanci, e il film gli affida il ruolo del giudice silenzioso. La sua presenza dà peso alla sequenza del provino, che senza un antagonista credibile sarebbe solo una sfilata di battute.

Murff è esistito davvero: era uno scout dei New York Mets e, prima, un lanciatore che aveva giocato in Major League con i Milwaukee Braves. Nel film la sua figura resta fedele al ruolo storico, anche se alcune dinamiche del provino sono romanzate.

Gli altri interpreti

Joelle Carter è Hellen, la madre che media tra marito e figlio. Bonnie Bedelia è Gram, la nonna che spinge James a lasciar giocare Rickey prima di morire. Randy Houser, cantante country, interpreta Ray Clemons, il datore di lavoro che organizza l’incontro con Murff. Siena Bjornerud è Gracie, la fidanzata del protagonista.

Ci sono anche Ryan Dinning (Robert, il fratello) e Carina Worm (Connie). Il cameo più curioso è quello di John Smoltz, ex lanciatore degli Atlanta Braves e membro della Hall of Fame, che nel film fa il commentatore tecnico.

Come è nato il film

La sceneggiatura è di Angelo Pizzo e Scott Marshall Smith. Quest’ultimo è morto nel dicembre 2020: «The Hill» è il suo ultimo film. Le riprese sono iniziate nel novembre 2021 ad Augusta, Georgia, e sono durate circa un mese, tra la contea di Columbia e il Lake Olmstead Stadium. La chiesa storica di Wrightsboro, nella contea di McDuffie, ha fatto da chiesa rurale del Texas anni Sessanta.

La colonna sonora è di Geoff Zanelli, già al lavoro su produzioni Disney e su «Pirates of the Caribbean». Nei titoli di coda c’è «Rub a Little Dirt on It» di Randy Houser, uscito nel 2022.

Critica e incassi

Il film ha diviso la critica: su Rotten Tomatoes ha il 44% di recensioni positive su 36, con una media di 5,6 su 10; su Metacritic il punteggio è 48 su 100. Il pubblico è stato più generoso: PostTrak ha registrato l’80% di giudizi positivi. Al botteghino americano il totale si è fermato a 7,6 milioni di dollari.

Le critiche più frequenti riguardano la formula del biopic sportivo: troppi luoghi comuni, ritmo lento, sottotrame superflue. I difensori del film citano invece la prova di Dennis Quaid e la solidità della ricostruzione familiare. «The Hill» non ha cambiato il genere, ma ha riportato al cinema una storia poco conosciuta fuori dal Texas.

Domande frequenti

Rickey Hill ha giocato in Major League?

No. Ha firmato con i Montreal Expos nel 1975 e ha giocato quattro stagioni nelle minors, fino al 1978. Non è mai arrivato in prima squadra.

Il film è fedele alla realtà?

In parte. Il provino reale finì con 11 valide su 11, nel film sono dieci. Alcuni personaggi e dinamiche familiari sono romanzati, ma la malattia e il percorso nelle minors sono reali.

Chi ha diretto «The Hill»?

Jeff Celentano, anche produttore. La sceneggiatura è di Angelo Pizzo e Scott Marshall Smith.

Dove è stato girato?

Ad Augusta, Georgia, e nei dintorni, tra novembre e dicembre 2021.

Quanto ha incassato?

7,6 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, con un’uscita in 1.570 sale.


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