La storia della TV italiana dagli anni 50 a oggi

La storia della TV italiana dagli anni 50 a oggi
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La televisione italiana nasce il 3 gennaio 1954 con un solo canale e poche ore di programmi al giorno. Le trasmissioni partono nel pomeriggio con la Tv dei ragazzi, si fermano e riprendono con il telegiornale della sera: un palinsesto che oggi sembra impossibile.

Fino a metà anni Cinquanta la pubblicità è guardata con sospetto. La svolta arriva il 3 febbraio 1957, quando debutta Carosello: sketch e spettacolo prima dello spot, con personaggi diventati proverbi. La tv diventa il centro della casa e del Paese.

Il monopolio e il Secondo Programma

Per anni la Rai ha il monopolio delle trasmissioni. Nel 1961 nasce il Secondo Programma, il canale che diventerà Rai 2: due reti, due pubblici, un’offerta che si allarga. Nel frattempo la tv entra nelle case di milioni di famiglie e cambia il modo di parlare italiano.

Riforma e fine del monopolio

Nel 1975 la legge 103 riforma la Rai e sposta il controllo dal Governo al Parlamento, dividendo le reti. L’anno dopo una sentenza della Corte costituzionale apre le trasmissioni private su scala locale: è il via libera alle prime emittenti locali.

Negli anni Ottanta le tv private si consolidano attorno al gruppo Fininvest di Silvio Berlusconi, con Canale 5, Italia 1 e Rete 4. Nel 1984 un decreto legge mette ordine in un sistema già di fatto duopolistico, tra servizio pubblico e privati.

Dalla legge Mammì al digitale

Nel 1990 la legge Mammì disciplina per la prima volta il sistema misto pubblico-privato. Nel 1997 la legge Maccanico crea l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Nel 2004 la legge Gasparri accompagna la transizione verso il digitale terrestre, che in Italia si conclude con lo switch-off del 2012: più canali, più qualità, ma anche un telecomando sempre più affollato.

L’era dello streaming

Negli anni Dieci l’arrivo delle piattaforme cambia le abitudini. Netflix sbarca in Italia nel 2015, poi arrivano Prime Video, Disney+ e Now. Si guarda la tv anche da smartphone e tablet, quando si vuole, e i modelli di misurazione degli ascolti provano a inseguire il pubblico.

La Rai risponde con RaiPlay, le aziende private con i loro servizi on demand. Il palinsesto rigido lascia spazio al catalogo e alla visione on demand.

La tv di oggi

Oggi la televisione è un insieme di cose: canali generalisti, tematici, piattaforme e social. I dati Auditel convivono con le metriche dello streaming, e la prima serata non è più l’unico momento che conta. Settant’anni dopo il debutto del 1954, il piccolo schermo continua a cambiare forma.


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