Glory – Uomini di gloria su La7 Cinema
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Sabato 24 ottobre 2026 La7 Cinema schiera un classico: alle 21:15 va in onda Glory – Uomini di gloria, il film che nel 1989 portò a casa tre Oscar e consegnò a Denzel Washington la prima statuetta della carriera. Due ore e venti minuti di guerra, disciplina e rabbia, girati quasi trentacinque anni fa e ancora oggi taglienti.
La regia è di Edward Zwick, sceneggiatura di Kevin Jarre. Il testo parte dalle lettere del colonnello Robert Gould Shaw e dai volumi storici di Lincoln Kirstein e Peter Burchard: niente romanzo inventato, ma un lavoro di ricucitura su documenti veri. Il risultato è un film di guerra atipico, dove il campo di battaglia arriva solo nell’ultimo atto.
La trama, senza scorciatoie
Boston, 1863, Guerra di Secessione al giro di boa. Il giovane ufficiale Robert Gould Shaw accetta il comando del 54° reggimento del Massachusetts, la prima unità dell’Esercito dell’Unione formata da soldati neri. Non è un incarico comodo: lo Stato paga i volontari meno dei commilitoni bianchi e l’esercito li usa come manovalanza. Il reggimento incrocia le braccia contro la paga ridotta, un atto di ribellione che costa mesi di addestramento.
La svolta arriva il 18 luglio 1863, davanti al Fort Wagner, in South Carolina. Il 54° guida l’assalto a una fortezza considerata inespugnabile. Shaw cade sulla trincea nemica, insieme a gran parte dei suoi uomini. La scena finale, con i corpi gettati in una fossa comune, resta una delle più dure del cinema americano degli anni Ottanta.
Il cast che è diventato una dinastia
Matthew Broderick è Shaw, scelta che all’epoca fece storcere il naso: l’attore reduce da Una pazza giornata di vacanza doveva reggere un ruolo drammatico pesantissimo. Accanto a lui Denzel Washington nei panni di Silas Trip, il soldato che rifiuta ogni compromesso e che nella scena della frusta firma la sequenza più nota del film.
Morgan Freeman interpreta John Rawlins, il sergente che tiene insieme il gruppo con la parola. Cary Elwes è l’ufficiale Cabot Forbes, amico d’infanzia di Shaw. Chiude il cerchio Andre Braugher, al debutto sul grande schermo nel ruolo del soldato colto Thomas Searles. Le musiche sono di James Horner, che qui lavora di ottoni e tamburi militari senza sentimentalismi.
Tre Oscar, un precedente storico
Alla 62ª cerimonia degli Academy Awards, nel marzo 1990, Glory arriva con cinque candidature e ne vince tre. Denzel Washington si prende l’Oscar come miglior attore non protagonista, il secondo attore nero a riuscirci dopo Louis Gossett Jr. nel 1983. Vittorie anche per la fotografia di Freddie Francis e per il missaggio del suono.
Il film non fu un successo immediato al botteghino: incassò circa 27 milioni di dollari a fronte di un budget da 18 milioni. La consacrazione arrivò dopo, quando le scuole americane cominciarono a usarlo come materiale didattico sulla Guerra civile.
Perché vale la pena rivederlo
La forza sta nello sguardo. Zwick non celebra l’esercito, lo mette sotto processo: la paga trattenuta, le scarpe mancanti, gli ufficiali bianchi che promettono e non mantengono. Il coraggio dei soldati non cancella l’ipocrisia dell’istituzione che li arruola.
In tv torna poche volte l’anno e quasi sempre in seconda serata. La collocazione in prima serata su La7 Cinema, alle 21:15, è una di quelle occasioni da segnare: un film storico che spiega più cose sul 1863 americano di molti documentari.
Dove vederlo
L’appuntamento è per stasera, sabato 24 ottobre 2026, sul canale La7 Cinema. Per chi lo perde, il film resta nelle librerie digitali a noleggio e in alcune raccolte in streaming: controllate la disponibilità sul vostro servizio, le finestre cambiano di mese in mese.
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