Día de Muertos, l’Ofrenda di Netflix: come trasformare la TV in un altare
Immagine realizzata con IA
Un altare messicano che non si spegne mai, acceso sul televisore di casa. Si chiama Ofrenda ed è la novità di Netflix per il Día de Muertos 2026: una esperienza ambientale arrivata dal 27 ottobre in oltre 190 Paesi. Niente trama, niente episodi: solo un altar de muertos in una piazza pubblica, con veladoras, fiori e suoni registrati in Città del Messico.
Come funziona l’Ofrenda di Netflix
Non è un film né una serie. È un video ambientale, sulla scia delle chimeneas virtuali che Netflix propone da anni durante le feste: un loop contemplativo da lasciare acceso in salotto. La differenza è il soggetto: per la prima volta la piattaforma dedica il formato a una tradizione messicana, non a una serie tv.
Lo schermo mostra un altare collettivo allestito in una piazza del Messico, con i suoi livelli, le foto dei defunti, il cempasúchil e le candele. Intorno, la vita della piazza continua: venditori, musicisti, passanti. Chi guarda può lasciarlo lì come sottofondo, mentre prepara la cena o sistema la casa.
Come trovarla sulla TV
Basta cercare “ofrenda” o “día de muertos” nel motore di ricerca di Netflix, oppure entrare nella sezione dedicata Netflix Día de Muertos. L’indirizzo diretto è netflix.com/diademuertosfireplace, raggiungibile anche dal browser del televisore. Da lì parte la riproduzione, senza selezioni ulteriori.
La disponibilità è globale: 190 Paesi, non solo il Messico. Netflix l’ha presentata come un contenuto “per la casa”, pensato per essere guardato di sfuggita, come una finestra aperta su una festa che non finisce.
I suoni: Coyoacán e l’Alameda
La parte più curata è l’audio. Il team ha registrato ambienti reali a Coyoacán e all’Alameda Central, nel cuore di Città del Messico. Si sentono il canto degli uccelli, il crepitio delle veladoras, il fischio del camotero, le voci dei venditori di elotes e tamales, l’organillero, i musicisti di strada.
Dentro ci sono anche versioni strumentali di brani tradizionali: La Llorona, La Bruja, La Sandunga. Guillermo Rivero, responsabile Product Merchandising per Messico e NOLA in Netflix, ha spiegato che l’obiettivo era ricreare lo spirito delle ofrendas comunitarie che si allestiscono nelle piazze, dove le famiglie si ritrovano a ricordare i propri morti.
Perché piace: la tv lenta
Il formato si chiama Slow TV: immagini lunghe, nessun montaggio serrato, nessuna richiesta di attenzione. Funziona per lo stesso motivo delle chimeneas: riempie la stanza di un’atmosfera senza chiedere di seguire una storia. Netflix ci ha costruito un catalogo, dai caminetti di Bridgerton a quelli di Stranger Things e La casa di carta.
L’antenata della formula risale al 24 dicembre 1966, quando una tv di New York mandò in onda un camino acceso con musiche natalizie. L’esperimento era per chi in casa non aveva un caminetto. Sessant’anni dopo la logica è identica, applicata a una festa dei morti che in Messico si celebra con musica, cibo e visite al cimitero.
Cosa significa l’ofrenda
Nel Día de Muertos l’altare non è un oggetto decorativo. Ogni elemento ha un ruolo: le foto richiamano i defunti, il cibo il loro pasto preferito, l’acqua il viaggio, il sale la purificazione, il cempasúchil indica la strada con il suo odore e il suo colore. La tradizione parte dall’idea che le anime tornino per un giorno a trovare i vivi.
Portarla sullo schermo è una scommessa: un altare è un oggetto fisico, da toccare e annusare. Netflix lo trasforma in un fondale sonoro, con la piazza al posto del salotto. Chi ha parenti lontani o una casa senza spazio per l’allestimento può accendere la tv e ritrovare almeno l’atmosfera.
L’Ofrenda resta disponibile per tutta la durata delle celebrazioni, fino ai primi giorni di novembre. Non è un documentario e non spiega la tradizione: la mostra, minuto dopo minuto, come si starebbe in una piazza messicana la sera del 2 novembre.
Scopri di più da Napolike.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.