Come funzionano gli ascolti TV in Italia

Come funzionano gli ascolti TV in Italia
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Ogni mattina l’Italia si sveglia con i numeri degli ascolti TV. Quanti spettatori hanno visto un programma, quale rete ha vinto la serata, quale share ha fatto un film: dietro questi dati c’è un sistema complesso, gestito in gran parte da Auditel.

Capire come funzionano gli ascolti televisivi aiuta a leggere con occhio critico i titoli dei giornali. Ecco come si misura il pubblico della TV in Italia, dalle famiglie del panel fino alla Total Audience.

Che cos’è Auditel

Auditel è la società che dal 3 luglio 1984 rileva gli ascolti televisivi in Italia, con un metodo condiviso da emittenti e inserzionisti. Nasce come organismo condiviso tra emittenti, agenzie e inserzionisti, con l’obiettivo di misurare in modo imparziale e oggettivo chi guarda cosa.

Oggi Auditel non misura solo la TV tradizionale, ma anche gli ascolti su device digitali come smartphone, tablet e PC. Il sistema incrocia così dati campionari e dati censuari, arrivando a quella che viene chiamata Total Audience.

Il SuperPanel e la Ricerca di Base

La misurazione parte da una grande indagine sociale, la Ricerca di Base Auditel. Sette volte l’anno vengono intervistate, direttamente a casa, oltre 20.000 famiglie italiane con la tecnica CAPI, cioè interviste faccia a faccia assistite dal computer.

Da questa fotografia del Paese si estrae il SuperPanel™, il campione che collabora ogni giorno. È formato da 16.100 famiglie, per un totale di circa 41.000 individui, ed è considerato uno dei più grandi al mondo in rapporto alla popolazione.

Il campione rappresenta tutti gli individui con più di 4 anni residenti in Italia, secondo i dati Istat. La rappresentatività si basa su variabili geografiche, struttura delle famiglie e dotazione di apparecchi televisivi.

  • Le famiglie sono estratte in modo anonimo e casuale
  • Il panel copre le 103 province italiane
  • La rilevazione coinvolge oltre 3.500 comuni su circa 8.000
  • Sono rilevate oltre 100 tipologie di pubblico

Il meter: come si rileva l’ascolto

Nelle case del panel viene installato un meter, un’apparecchiatura elettronica collegata al televisore. Il dispositivo individua automaticamente il canale sintonizzato e registra l’ascolto minuto per minuto, 24 ore su 24.

Ogni componente della famiglia segnala la propria presenza con un telecomando dedicato. Il meter tiene conto anche degli ospiti eventualmente presenti in casa. I dati raccolti vengono poi trasmessi e ponderati per rappresentare l’intera popolazione italiana.

AMR e share: le due metriche principali

Quando si legge un articolo sugli ascolti si incontrano due sigle. La prima è l’AMR, ovvero l’Ascolto Medio: indica il numero medio di telespettatori di un programma. Si calcola dividendo la somma dei telespettatori presenti in ogni minuto per la durata in minuti del programma.

La seconda è la share. Indica il rapporto percentuale tra gli ascoltatori di un canale e il totale degli ascoltatori che stanno guardando qualunque altro programma nello stesso momento. Per questo uno share alto non coincide sempre con un AMR alto.

Un esempio pratico: un programma visto da 2 milioni di spettatori con una platea ridotta può avere uno share più alto di un programma visto da 4 milioni quando accende la TV molta più gente. Per una lettura corretta servono entrambi i dati, come nelle rilevazioni quotidiane sugli ascolti TV di ieri.

Total Audience e device digitali

La TV non si guarda più solo sul televisore. Auditel misura anche gli ascolti su smartphone, tablet e computer attraverso un sistema censuario attivo dal 16 dicembre 2018, il giorno in cui è partita la rilevazione sui device connessi.

Per i device digitali esiste una metrica specifica, l’AMR-D. Significa Average Minute Rating-Device: invece di contare gli spettatori nel minuto medio, quantifica i device collegati. Sommando i dati campionari della TV tradizionale e quelli censuari del digitale si ottiene la Total Audience.

Il calcolo è più complesso di quanto sembri, perché bisogna evitare di contare due volte la stessa persona che guarda lo stesso contenuto su schermi diversi. I dati mensili e le medie aggiornate sono raccolti anche nelle rilevazioni Auditel aggiornate.

Come nasce un dato di ascolto

Il percorso è lungo e inizia dai meter installati nelle case. Ogni notte i dispositivi inviano i dati raccolti a un centro di elaborazione, dove vengono controllati e corretti da eventuali errori.

Gli ascolti misurati dal panel vengono poi estesi all’intera popolazione italiana attraverso il sistema di ponderazione. Solo a quel punto i numeri diventano la classifica che le emittenti e i giornali pubblicano la mattina seguente.

Auditel diffonde i dati con cadenza giornaliera, ma produce anche medie settimanali, mensili e annuali. Le rilevazioni riguardano sia i contenuti editoriali sia la pubblicità andata in onda nei vari intervalli.

I limiti e le critiche al sistema

Il metodo campionario non è perfetto e nel tempo è stato oggetto di critiche. Il punto più discusso è la rappresentatività del panel: per quanto ampio, resta un campione e non fotografa ogni singola famiglia italiana.

Con l’arrivo dello streaming e delle piattaforme on demand, misurare la Total Audience è diventato ancora più delicato. Auditel aggiorna così il proprio sistema per tenere insieme TV lineare, digitale e piattaforme.

Chi usa i dati e perché

I dati di ascolto servono a diversi soggetti. Le emittenti li usano per capire quali programmi funzionano e come costruire i palinsesti. Gli inserzionisti e le agenzie li usano per decidere dove investire in pubblicità.

Anche i giornalisti e il pubblico li seguono ogni giorno. La sfida tra programmi come Ballando con le stelle e Tu Si Que Vales, oppure tra Affari Tuoi e La Ruota della Fortuna, si gioca proprio sui numeri del mattino dopo.

Come leggere i dati senza errori

Per orientarsi tra gli ascolti conviene seguire poche regole. Primo: distinguere sempre tra spettatori e share, perché misurano cose diverse. Secondo: considerare la fascia oraria, dato che la platea cambia molto tra pomeriggio e prima serata.

Consiglio pratico: per confrontare due programmi, usare la stessa metrica e lo stesso giorno. Terzo: ricordare che i dati Total Audience includono anche il digitale e possono ribaltare le classifiche della sola TV lineare, come mostra la rilevazione sulla Total Audience del sabato.

Consiglio pratico: quando si confrontano i dati di due serate, controllare sempre la fascia oraria e il tipo di programma. Un film in prima serata e un talk show in seconda serata hanno platee diverse e non sono paragonabili direttamente.

Un ultimo punto riguarda la pubblicazione dei dati: i numeri diffusi al mattino sono provvisori e possono essere ritoccati nelle ore successive. Per questo le emittenti aspettano spesso la conferma definitiva prima di rivendicare una vittoria.

Domande frequenti

Chi rileva gli ascolti TV in Italia?

Gli ascolti televisivi in Italia sono rilevati da Auditel, attiva dal 3 luglio 1984.

Quante famiglie fanno parte del panel Auditel?

Il SuperPanel™ Auditel conta 16.100 famiglie, per circa 41.000 individui.

Qual è la differenza tra AMR e share?

L’AMR è il numero medio di telespettatori di un programma. La share è la percentuale di pubblico su chi sta guardando la TV in quel momento.

Che cosa è la Total Audience?

La Total Audience è la somma degli ascolti della TV tradizionale e quelli sui device digitali, come smartphone, tablet e computer.

Come si misura l’ascolto in una casa del panel?

Attraverso un meter collegato al televisore, che rileva il canale sintonizzato minuto per minuto e registra la presenza degli spettatori.


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