Come funziona l’Auditel, il sistema degli ascolti TV
Immagine realizzata con IA
Auditel è la società che misura gli ascolti televisivi in Italia. I suoi dati decidono la pubblicità, i palinsesti e spesso la sorte di un programma. Ogni mattina le sue rilevazioni finiscono su giornali e siti, riassunte in due parole: ascolto e share.
La rilevazione è iniziata nel 1984 ed è diventata nel tempo lo strumento di riferimento delle emittenti. Il sistema si basa su un campione di famiglie e su un apparecchio chiamato meter, che registra cosa viene guardato minuto per minuto.
Cos’è l’Auditel
Auditel è nata come società partecipata da Rai, Mediaset, Sky e dagli investitori pubblicitari. Il suo compito è produrre numeri condivisi da tutti, in modo che un dato non venga contestato da chi lo perde in ascolti. La misurazione riguarda sia la tv tradizionale sia le piattaforme digitali.
Il bacino coperto comprende oltre 380 emittenti, tra nazionali, locali e satellitari. Negli ultimi anni la misurazione si è estesa allo streaming, al mobile e ai contenuti on demand, non solo al televisore di casa.
Come funziona il meter
Le famiglie che fanno parte del panel ricevono un meter, un piccolo dispositivo collegato alla televisione. Il meter registra quando il televisore è acceso, su quale canale è sintonizzato e per quanto tempo. I dati viaggiano verso la centrale di rilevazione su base quotidiana.
Il meter da solo non sa quante persone stanno guardando. Per questo ogni componente della famiglia ha un telecomando personale: premendo un tasto comunica la propria presenza davanti allo schermo. Lo stesso vale per gli ospiti, che vengono segnalati con un tasto dedicato.
Il sistema lavora minuto per minuto. Da questa base nascono i dati che ogni mattina vengono diffusi: ascolto medio, picco e share per ogni rete e per ogni programma.
Cosa sono ascolto medio e share
L’ascolto medio è il numero di spettatori che in media hanno seguito un programma durante la sua durata. È un dato assoluto, espresso in migliaia o in milioni di persone. Serve a capire quanta gente ha visto davvero una trasmissione.
Lo share è invece una percentuale. Indica quanta parte del pubblico televisivo totale, in quel momento, stava guardando quel programma. Se in una fascia oraria ci sono 10 milioni di spettatori davanti alla tv e un programma ne raccoglie 2 milioni, il suo share è del 20%.
I due dati vanno letti insieme. Un programma può avere un ascolto medio alto ma uno share basso, se in quella fascia c’è molta concorrenza. Il contrario accade nelle fasce con pochi spettatori complessivi.
Il campione e la rappresentatività
Il panel Auditel conta alcune migliaia di famiglie, scelte per rappresentare la popolazione italiana. Le famiglie vengono selezionate in base a criteri come l’area geografica, il numero di componenti e la presenza di bambini. L’obiettivo è avere un campione che assomigli al Paese.
Nel 2017 Auditel ha rinnovato il sistema con il SuperPanel, ampliando il numero di famiglie coinvolte. Il nuovo impianto permette di misurare l’ascolto su più dispositivi e di seguire un contenuto anche quando viene visto in differita.
Gli ascolti di oggi e il nuovo Auditel
I dati vengono diffusi ogni mattina e riguardano la giornata precedente. Le emittenti li commentano con i comunicati, spesso scegliendo il numero che le premia: la rete con più spettatori assoluti o quella con lo share migliore nella fascia di riferimento.
La misurazione si è allargata alla cosiddetta total audience, che somma tv lineare e visione on demand. Questo cambio è legato all’arrivo delle piattaforme di streaming, dove il pubblico guarda i contenuti quando vuole e non più solo in diretta.
Limiti e critiche
Il sistema ha un limite evidente: misura solo un campione, non l’intera popolazione. Per questo i dati hanno un margine di errore e piccole differenze tra due programmi possono non essere significative. Le emittenti lo sanno e leggono i numeri con prudenza.
Un altro punto riguarda i luoghi diversi dalla casa. La visione in bar, hotel, palestre o in mobilità non è sempre catturata dal meter tradizionale. È il tema del cosiddetto out of home, su cui Auditel lavora da anni per allargare la misurazione.
C’è poi la questione del ritardo: i dati arrivano il giorno dopo e premiano chi guarda in diretta. Con lo streaming il pubblico si sposta sulla visione on demand, e questo rende più complesso il confronto tra una rete generalista e una piattaforma digitale.
Domande frequenti
Da quando esiste l’Auditel? La rilevazione degli ascolti è iniziata nel 1984.
A cosa serve il meter? A registrare canale, orario e durata di ciò che viene guardato in casa.
Qual è la differenza tra ascolto e share? L’ascolto è il numero di spettatori, lo share è la loro percentuale sul totale di chi guarda la tv.
Chi decide chi partecipa al panel? Auditel seleziona le famiglie in modo che il campione rispecchi la popolazione italiana.
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