Chi l’ha visto?, come funziona il programma di Rai 3
Immagine realizzata con IA
Ogni mercoledì sera, da oltre trentacinque anni, Rai 3 dedica la prima serata alle persone scomparse. Chi l’ha visto? va in onda dalle 21.20 circa, dura quasi tre ore e mette in fila appelli, ricostruzioni e segnalazioni che arrivano dal pubblico. Non è un talk show e non è un telegiornale: è un programma investigativo con una funzione civile molto concreta.
La formula è nata il 30 aprile 1989, con la conduzione di Paolo Guzzanti e Donatella Raffai. L’idea riprendeva la rubrica Dove sei? del Portobello di Enzo Tortora: raccontare storie di persone che si sono allontanate da casa senza dare notizie, e chiedere aiuto agli spettatori. Da allora il programma ha cambiato conduttori e scenografie, ma l’impianto è rimasto lo stesso.
Chi conduce e dove va in onda
Dal 23 settembre 2026 la conduzione è affidata a Raffaella Griggi, giornalista genovese. Prende il posto di Federica Sciarelli, che ha guidato il programma dal 2004 al 2026 e ne è diventata il volto per un’intera generazione di spettatori. La Griggi ha spiegato di voler mantenere intatto il format, con la stessa attenzione ai casi e alle famiglie.
La trasmissione va in onda dallo studio 2 Angelo Guglielmi del Centro di produzione TV Raffaella Carrà a Roma. La durata è di circa 155 minuti: si parte alle 21.25 e si arriva a mezzanotte. Al 21 ottobre 2026 il conteggio era di 1.517 puntate e 39 edizioni, un record di longevità per il terzo canale della Rai.
Come funziona una puntata
Ogni puntata parte da un caso. In studio ci sono i familiari, spesso giornalisti che hanno seguito la vicenda e, quando serve, esperti di diritto o investigatori. Il racconto alterna servizi filmati, collegamenti e interviste. Il pubblico può chiamare in diretta o scrivere per fornire informazioni, anche anonime, utili alle ricerche.
Il numero storico del programma è lo 06/8262. Nelle prime due stagioni erano attivi anche 0769/7399, 06/8896910 e 06/3613147, poi sostituiti dal centralino unico. Le segnalazioni vengono raccolte e passate alle forze dell’ordine o agli avvocati delle famiglie, che valutano ogni elemento prima di renderlo pubblico.
Negli anni il programma ha allargato lo sguardo. Oltre alle persone scomparse si occupa di misteri irrisolti, casi di cronaca rimasti aperti, persone scomparse all’estero e vicende di minori contesi tra genitori. Esiste anche uno spazio dedicato agli aggiornamenti: casi già trattati che si chiudono con un ritrovamento o con una svolta investigativa.
Perché funziona ancora
Il punto di forza è la continuità. Chi l’ha visto? non insegue i casi per una settimana e poi li abbandona: torna sulla stessa storia per mesi, a volte per anni, finché non arriva una risposta. Questa costanza ha prodotto ritrovamenti e riaperture di indagini, ma ha anche costruito un rapporto di fiducia con le famiglie, che sanno di avere uno spazio dove parlare senza essere interrotte.
Il secondo elemento è la diretta. Gli appelli vengono lanciati in tempo reale, le segnalazioni arrivano mentre la puntata è in onda e la conduzione deve gestire imprevisti, commozioni e telefonate che cambiano il ritmo della serata. Non è un caso che il programma sia diventato un modello per le trasmissioni investigative arrivate dopo.
La nuova edizione con Raffaella Griggi conferma la struttura: casi in studio, servizi sul campo, centralino aperto e aggiornamenti. Per chi vuole seguirlo, l’appuntamento è su Rai 3 il mercoledì in prima serata, con la puntata disponibile anche su RaiPlay dopo la messa in onda.
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