Cani da incubo torna su Prime Video dopo mesi di polemiche. Perché era sparito? Le parole di Tommaso Castellano
Immagine realizzata con IA
Cani da incubo è tornato disponibile su Prime Video dopo quasi quattro mesi di assenza dal catalogo della piattaforma. A comunicarlo, il 16 ottobre 2026, è stato Tommaso Castellano, protagonista del programma dedicato alla gestione dei cani con difficoltà comportamentali, con un video pubblicato sui propri canali social.
Cani da incubo, cosa è successo dal debutto alla scomparsa
La serie era stata distribuita il 15 giugno 2026 ed era diventata indisponibile appena una settimana dopo, il 22 giugno. In quel periodo, sulla piattaforma compariva un messaggio relativo alla scadenza dei diritti di distribuzione, come riportato dalle ricostruzioni di settore.
L’indisponibilità aveva attirato attenzione perché si era verificata mentre crescevano le critiche ai contenuti del programma e ai metodi di addestramento rappresentati. Amazon, in ogni caso, non ha fornito spiegazioni pubbliche che permettano di stabilire se la scomparsa dipendesse da ragioni contrattuali, tecniche o editoriali.
L’appello di Tommaso Castellano ai fan
Nel video, Castellano racconta di essere stato informato del ritorno della serie, ma di aver scelto in un primo momento di non comunicarlo ai follower. Secondo quanto dichiarato dal protagonista, il programma avrebbe raggiunto in poche ore la decima posizione in Italia nella categoria delle serie TV reality.
Si tratta di un dato riferito dallo stesso Castellano nel suo annuncio e non verificato in modo indipendente. Il protagonista si rivolge poi alla sua comunità social, che quantifica in circa 1,3 milioni di persone, invitandola a guardare il programma per portarlo al primo posto della classifica.
«Dopo tutto quello che ci hanno fatto, lancio un appello a tutte le 1.300.000 persone che ci seguono sui social network. Dobbiamo arrivare primi», si legge nel suo messaggio. Nel testo che accompagna il video aggiunge: «Ora più che mai ho bisogno di voi».
Castellano collega il risultato della serie a una battaglia che considera più ampia, sostenendo di voler portare nelle case degli italiani quella che definisce la vera cultura cinofila. Nelle sue dichiarazioni parla anche di mesi difficili e accusa alcune persone, senza identificarle, di aver cercato di ostacolare il progetto televisivo.
Le critiche di FNOVI e LAV
Il caso aveva assunto dimensioni nazionali soprattutto dopo l’intervento delle organizzazioni impegnate nella tutela degli animali. Il 22 giugno 2026 la FNOVI, Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani, aveva pubblicato un comunicato ufficiale con forti riserve sulla rappresentazione televisiva dei problemi comportamentali dei cani.
La Federazione richiamava l’attenzione sull’impiego di metodologie basate sulla coercizione, sulla punizione e sull’esposizione forzata a situazioni stressanti, sottolineando i rischi per il benessere degli animali e la possibilità che il pubblico tentasse di riprodurre interventi potenzialmente pericolosi. FNOVI ribadiva inoltre l’importanza delle competenze medico-veterinarie nella valutazione dei problemi comportamentali, in particolare nei casi che coinvolgono manifestazioni aggressive.
Alle critiche si era aggiunta la LAV, Lega Anti Vivisezione, che il 23 giugno aveva pubblicato un intervento contestando la visione della relazione tra persone e cani proposta dalla trasmissione. Secondo l’associazione, il format rischiava di trasmettere una comprensione distorta dei bisogni degli animali e delle modalità appropriate per affrontare le difficoltà comportamentali.
Le contestazioni hanno quindi riguardato aspetti specifici delle metodologie rappresentate, andando oltre una semplice contrapposizione tra differenti scuole di pensiero cinofile. Su questi temi la nostra guida su adozioni consapevoli e cura degli animali raccoglie indicazioni utili per chi adotta un cane, mentre l’elenco dei canili e rifugi convenzionati di Napoli resta un riferimento per le strutture del territorio.
Perché la serie era sparita, cosa si sa e cosa resta senza risposta
Dopo l’indisponibilità della serie, lo stesso Castellano aveva promosso il ritorno del programma attraverso una petizione online lanciata il 26 giugno 2026 dalla Scuolapercani Milano.
Resta però senza risposta la domanda che accompagna il programma dalla sua prima scomparsa. Allo stato attuale non è possibile affermare che la serie fosse stata rimossa a causa delle proteste, così come non è possibile attribuire il suo ritorno a un ripensamento di Prime Video dopo le contestazioni. La coincidenza temporale ha alimentato diverse interpretazioni, ma manca una conferma ufficiale della piattaforma che permetta di ricostruire le decisioni prese.
Le dichiarazioni di Castellano su presunti tentativi di ostacolare il progetto riflettono una posizione personale: non risultano elementi pubblici sufficienti per stabilire che l’interruzione della distribuzione sia stata provocata da interventi esterni.
Dove vedere Cani da incubo
La prima stagione di Cani da incubo, diretta da Luca Rizzi e prodotta da PRIMEDOG TV, è nuovamente presente nel catalogo di Prime Video. Il format segue Tommaso Castellano alle prese con famiglie che incontrano difficoltà nella convivenza con i propri cani. Per chi si occupa di animali sul territorio resta il riferimento all’elenco dei canili e rifugi convenzionati di Napoli, mentre la storia di Diego, il cane tornato in canile dopo l’affido ricorda quanto conti una gestione consapevole degli animali.
Domande frequenti su Cani da incubo
Cani da incubo è tornato su Prime Video
Sì. La serie è nuovamente disponibile nel catalogo di Prime Video. Il ritorno è stato annunciato da Tommaso Castellano il 16 ottobre 2026, a quasi quattro mesi dalla scomparsa del programma dalla piattaforma.
Perché la serie era sparita
Dopo il 22 giugno 2026 la serie non era più accessibile e compariva un messaggio relativo alla scadenza dei diritti di distribuzione. Amazon non ha fornito spiegazioni ufficiali, quindi non è possibile stabilire se la causa fosse contrattuale, tecnica o editoriale.
Che posizione occupa in classifica
Secondo quanto dichiarato da Castellano, il programma avrebbe raggiunto la decima posizione in Italia tra le serie TV reality in poche ore. Si tratta di un dato riferito dal protagonista e non confermato in modo indipendente.
Chi ha criticato il programma
Il 22 giugno 2026 la FNOVI ha pubblicato un comunicato critico sulle metodologie mostrate, richiamando i rischi per il benessere degli animali. Il giorno successivo anche la LAV è intervenuta contestando la visione della relazione tra persone e cani proposta dal format.
Chi ha diretto e prodotto Cani da incubo
La prima stagione è diretta da Luca Rizzi e prodotta da PRIMEDOG TV, con Tommaso Castellano come protagonista.
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