Anna Frank e il diario segreto su Sky Cinema Family
Immagine realizzata con IA
Kitty, l’amica immaginaria a cui Anna Frank si rivolgeva nelle pagine del diario, esce dalla carta e si ritrova nell’Amsterdam di oggi. È la premessa di “Anna Frank e il diario segreto”, film d’animazione del 2021 diretto da Ari Folman, in onda su Sky Cinema Family (canale 304) e disponibile nelle repliche del canale.
La ragazza ha tredici anni nell’ultima foto che la ritrae, i capelli rossi e un vestito degli anni Quaranta. Quando la teca di vetro che custodisce il primo volume del diario si rompe, le parole prendono corpo: Kitty cammina per le strade della città, invisibile ai più, e cerca l’amica che non trova. Nessuno le spiega cosa sia successo ai Frank dopo la Seconda guerra mondiale. Così Kitty fa una cosa semplice e terribile: va alla polizia a denunciare la scomparsa di Anna.
Un diario che diventa personaggio
Folman costruisce il film su due tempi. Il presente è un’animazione dai colori freddi, fatta di canali, tram e musei; il passato riporta alle stanze dell’alloggio segreto, con una linea grafica più calda e una voce fuori campo che legge i brani del diario. Kitty attraversa l’Europa, incontra Peter, un ragazzo che la aiuta, e scopre un limite fisico: se si allontana troppo dal quaderno, inizia a dissolversi. Il diario, insomma, è insieme la sua casa e la sua condanna.
Il film dura 99 minuti e non addolcisce il finale. La storia di Anna arriva per frammenti, attraverso gli occhi di chi l’ha ascoltata senza poterla salvare: è questo il punto di vista scelto dal regista, che sposta l’attenzione dalla vittima al vuoto che lascia. La memoria, dice il film, non è un oggetto da museo ma una persona che continua a cercare.
La voce di Kitty e il cast
In versione originale Kitty ha la voce di Ruby Stokes, Anna quella di Emily Carey; l’edizione italiana è arrivata con Lucky Red. La colonna sonora porta la firma di Karen O dei Yeah Yeah Yeahs insieme a Benjamin Goldwasser, e lavora per sottrazione: pochi temi, molto spazio al silenzio nelle scene dentro la casa.
Folman non è nuovo a questo tipo di cinema. Con “Valzer con Bashir”, nel 2008, aveva raccontato la memoria di una strage con l’animazione; qui cambia scala e si misura con un testo letto da generazioni di studenti. Il risultato è un film belga, francese, olandese, lussemburghese e israeliano, realizzato in inglese e pensato per un pubblico ampio, non solo per le scuole.
Perché guardarlo con i ragazzi
La classificazione del canale è “bambini accompagnati”, e l’avvertenza ha senso: ci sono rastrellamenti, treni, un campo di concentramento raccontato per accenni. Non ci sono immagini di violenza esplicita, ma il peso storico resta intatto. Per un ragazzo che ha letto il diario a scuola, il film offre un passaggio in più: mostra ciò che resta dopo la lettura, cioè la domanda di Kitty e la fatica di chi prova a rispondere.
Vale la pena vederlo anche da adulti, magari dopo aver riletto qualche pagina. Il film non chiede pietà e non cerca il colpo di scena: chiede solo di stare dentro una ricerca che non può finire bene. E di ricordare che Anna Frank aveva tredici anni quando scriveva, la stessa età di Kitty quando si mette a cercarla.
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