Il nome della rosa, 40 anni fa il film di Annaud
Immagine realizzata con IA
Il 24 settembre 1986 usciva nelle sale americane Il nome della rosa. Il film di Jean-Jacques Annaud, tratto dal romanzo di Umberto Eco, compie 40 anni.
La pellicola portò al cinema l’indagine di Guglielmo da Baskerville e del novizio Adso da Melk in un’abbazia medievale. Un giallo teologico diventato un classico internazionale.
Sean Connery e Christian Slater
Il ruolo del frate francescano andò a Sean Connery, reduce da una fase complicata di carriera. Accanto a lui un giovanissimo Christian Slater nei panni di Adso, gli occhi dello spettatore dentro l’abbazia.
Nel cast anche Ron Perlman come Salvatore, il monaco deforme. Prima di lui la produzione aveva pensato a Franco Franchi, che rifiutò di tagliare i capelli e fare la tonsura.
Un kolossal europeo
La sceneggiatura è firmata da Andrew Birkin, Gérard Brach, Howard Franklin e Alain Godard. Il romanzo di Eco era fitto di citazioni, latino e dispute teologiche: al cinema servì una sintesi.
L’abbazia fu ricostruita in parte negli studi di Cinecittà, con esterni europei e un set fortificato in Abruzzo. Il produttore Franco Cristaldi mise in piedi una coproduzione tra Italia, Francia e Germania.
Il budget fu enorme per l’epoca. Umberto Eco fu inizialmente scettico sull’adattamento, convinto che il suo romanzo fosse intraducibile per lo schermo, poi si ricredette sulla potenza visiva del regista.
A 40 anni dal debutto, Il nome della rosa resta un punto di riferimento del mystery e del cinema d’essai, con i suoi enigmi e la biblioteca-labirinto.
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