L’ispettore Coliandro: 10 curiosità e retroscena della serie TV cult

L'ispettore Coliandro: 10 curiosità e retroscena della serie TV cult
Contenuti dell'articolo

L’ispettore Coliandro è molto più di una semplice serie TV poliziesca. Dietro le avventure dell’ispettore più pasticcione di Bologna si nascondono storie incredibili: dalla censura che ne bloccò la messa in onda per due anni al successo inaspettato che l’ha trasformata in un cult. Ecco 10 curiosità e retroscena che forse non conoscevi sulla serie con Giampaolo Morelli.

1. La serie fu bloccata per due anni prima di andare in onda

La prima stagione de L’ispettore Coliandro fu completata nel 2004 e venduta anche all’estero, ma la Rai decise di congelarne la messa in onda per quasi due anni. Il motivo? Lo stile della serie era troppo lontano dai canoni della fiction italiana dell’epoca: violenza stilizzata, gergo da strada, turpiloquio e un protagonista politicamente scorretto. I dirigenti Rai temevano l’impatto sul pubblico e sulle forze dell’ordine. Alla fine la serie fu trasmessa nell’agosto del 2006, in piena estate e senza grande promozione. Nonostante questa partenza infelice, il pubblico rispose bene e la serie diventò un fenomeno di culto.

2. Coliandro nasce dalla penna di Carlo Lucarelli negli anni Novanta

Prima di diventare una serie TV, Coliandro era un personaggio letterario. Lo scrittore Carlo Lucarelli lo creò nel 1991 per il racconto Nikita, pubblicato nella raccolta I delitti del Gruppo 13. Il personaggio ebbe poi un successo notevole con i romanzi Falange armata (1993) e Il giorno del lupo (1994). Curiosamente, Falange armata anticipò inconsapevolmente la conclusione della vicenda della banda della Uno Bianca, facendo guadagnare a Lucarelli e al personaggio una grande risonanza mediatica.

3. Ogni episodio è un film TV autonomo con citazioni cinematografiche

A differenza di molte serie TV italiane, ogni episodio dell’ispettore Coliandro è un film TV a sé stante, della durata di circa 110 minuti. Ogni puntata omaggia un genere cinematografico diverso: dal poliziottesco anni Settanta al thriller orientale, dall’horror alla commedia nera. I Manetti Bros., registi della serie, si sono ispirati ai film di Tomas Milian nel ruolo dell’ispettore Nico Giraldi e ai classici di Clint Eastwood con l’ispettore Harry Callaghan, ma con un tono molto più ironico e grottesco.

4. Giampaolo Morelli è napoletano, ma Coliandro ha origini leccesi

Un dettaglio che pochi conoscono: Giampaolo Morelli, l’interprete di Coliandro, è nato a Napoli il 25 novembre 1974. Il personaggio che interpreta, invece, ha origini salentine: la famiglia di Coliandro è originaria di Lecce e si è trasferita a Bologna prima della sua nascita. Morelli ha costruito la sua carriera tra cinema, teatro e televisione, diventando anche scrittore e regista, ma resta indissolubilmente legato al ruolo dell’ispettore che gli ha dato la notorietà.

5. Il padre di Morelli era un magistrato, come il padre di Coliandro era poliziotto

Una coincidenza interessante lega l’attore al personaggio: nella serie, il padre di Coliandro era un poliziotto morto in servizio durante un attentato. Anche Francesco Morelli, il padre di Giampaolo, era un magistrato. Inoltre Morelli ha scoperto solo in età adulta che il suo padre biologico era in realtà un amico di famiglia, una rivelazione che la madre gli fece in punto di morte. Un retroscena personale che aggiunge profondità alla sua interpretazione di un personaggio segnato dalla perdita del padre.

6. Il formato originale era in 4:3 per la prima stagione

Un dettaglio tecnico curioso: la prima stagione dell’ispettore Coliandro (2006) fu girata e trasmessa in formato 4:3, lo standard televisivo dell’epoca. Dalla seconda stagione in poi, la serie passò al formato 16:9, adeguandosi agli schermi panoramici che stavano diventando lo standard. Un salto tecnologico che segna visivamente il passaggio tra le prime stagioni e quelle successive.

7. Ogni episodio ha una ragazza diversa come co-protagonista

Uno degli elementi distintivi della serie è la presenza, in ogni episodio, di una ragazza diversa che in qualche modo è coinvolta nel caso. Coliandro si prende sempre un’infatuazione per la ragazza di turno, illudendosi di poter iniziare una relazione sentimentale stabile, ma alla fine della vicenda si ritrova sempre solo e deluso. Questo schema narrativo, voluto da Carlo Lucarelli e dai Manetti Bros., è diventato un marchio di fabbrica della serie.

8. Le musiche sono firmate da Pivio e Aldo De Scalzi

La colonna sonora dell’ispettore Coliandro è opera del duo Pivio e Aldo De Scalzi, compositori che hanno firmato anche le musiche di molte altre produzioni dei Manetti Bros., tra cui il film premio Oscar Il ragazzo invisibile e la serie Il cacciatore. Le loro colonne sonore attingono a piene mani dal repertorio del poliziesco italiano anni Settanta, con chitarre elettriche, fiati e ritmi incalzanti che contribuiscono a creare l’atmosfera unica della serie.

9. La frase simbolo: Il braccio maldestro della legge

Il tagline della serie recita: «L’ispettore Coliandro. Il braccio maldestro della legge.» Una definizione perfetta per un personaggio che, nonostante la sua incapacità e sbadataggine, riesce sempre in qualche modo a risolvere i casi affidatigli. Coliandro non è un eroe classico: è testardo, impulsivo e politicamente scorretto, ma proprio per questo è diventato amatissimo dal pubblico.

10. L’ottava stagione ha chiuso la serie nel 2021

L’ottava stagione de L’ispettore Coliandro è andata in onda dal 6 settembre al 13 ottobre 2021 su Rai 2, con 4 episodi. L’episodio finale, intitolato Kabir Bedi, ha chiuso una serie durata quindici anni. Al momento non ci sono piani per una nuova stagione, ma la serie rimane integralmente disponibile su RaiPlay, dove continua a essere vista e riscoperta da nuove generazioni di spettatori.

Domande frequenti

Perché l’ispettore Coliandro è diventato un cult?
Per il suo stile unico nel panorama della fiction italiana, che mescola poliziesco e commedia con citazioni cinematografiche e un protagonista imperfetto ma irresistibile.

Quanto dura ogni episodio di Coliandro?
Ogni episodio ha una durata di circa 110 minuti, girato come un film TV autonomo.

Esiste un fumetto di Coliandro?
Sì, negli anni Novanta la Granata Press pubblicò cinque storie a fumetti sceneggiate da Carlo Lucarelli e illustrate da Onofrio Catacchio.

Dove è ambientata la serie?
Le indagini di Coliandro si svolgono principalmente a Bologna, città natale del personaggio (anche se la sua famiglia è originaria del Salento).


Scopri di più da Napolike.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Seguici su Telegram