Hannibal finale spiegazione film Ridley Scott
Uscito nel 2001 come sequel de Il silenzio degli innocenti, Hannibal diretto da Ridley Scott è uno dei thriller più discussi degli ultimi decenni. Il finale, in particolare, ha diviso il pubblico e modificato radicalmente il destino dei protagonisti rispetto al romanzo di Thomas Harris.
Cosa succede nel finale di Hannibal
Dieci anni dopo la fuga, Hannibal Lecter (Anthony Hopkins) vive sotto falsa identità a Firenze. Quando l’agente dell’FBI Clarice Starling (Julianne Moore) viene richiamata per rintracciarlo, si scatena una caccia mortale che coinvolge anche Mason Verger (Gary Oldman), l’unica vittima sopravvissuta di Lecter, intenzionato a vendicarsi. Dopo essere stato catturato, Hannibal fugge portando con sé Clarice, che ha salvato da morte certa.
Il significato del finale
La scena clou vede Lecter preparare una cena macabra con il cervello dell’agente Krendler, obbligando Clarice ad assistere. A differenza del libro, dove Clarice cede al fascino di Hannibal e fugge con lui, nel film Ridley Scott sceglie una via diversa: Hannibal, dopo un bacio rubato a Clarice, fugge da solo tagliandosi la mano ammanettata pur di non farle del male. Un gesto estremo che rivela l’unica forma d’amore che il cannibale più famoso del cinema sia capace di provare — sacrificio, a modo suo. Hannibal svanisce tra la folla, libero, lasciando la sua preda più preziosa: Clarice.
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