Coliandro: il personaggio di Carlo Lucarelli tra romanzi fumetti e serie TV

Coliandro: il personaggio di Carlo Lucarelli tra romanzi fumetti e serie TV
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Coliandro non è solo il protagonista di una serie TV di successo. Il personaggio creato da Carlo Lucarelli ha una storia lunga oltre trent’anni, fatta di romanzi, racconti, fumetti e infine una popolare trasposizione televisiva diretta dai Manetti Bros. Un viaggio che parte dal 1991 e arriva fino al 2021, passando dalla carta stampata al piccolo schermo. Ecco la storia completa del poliziotto più famoso d’Italia.

La nascita del personaggio nei romanzi di Lucarelli

Coliandro fa la sua prima apparizione nel 1991 nel racconto Nikita, pubblicato nella raccolta I delitti del Gruppo 13. In questa prima versione, Coliandro è un ispettore della questura di Bologna, descritto con tratti già ben definiti: testardo, impulsivo, politicamente scorretto. Il successo arriva con i romanzi successivi: Falange armata (1993) e Il giorno del lupo (1994), pubblicati da Einaudi. In questi libri Coliandro è però un semplice sovrintendente, non ancora ispettore. Falange armata ottenne una risonanza particolare perché la sua trama anticipò inconsapevolmente, di un paio d’anni, la conclusione della vicenda della banda della Uno Bianca, facendo parlare di sé sui media nazionali. Il personaggio torna poi nel 2004 con Acqua in bocca, romanzo scritto a quattro mani con Andrea Camilleri che vede Coliandro incontrare il commissario Salvo Montalbano in un crossover tra due dei più celebri investigatori italiani.

Le storie a fumetti

Prima ancora dell’approdo in TV, Coliandro era già finito sui fumetti. Nel 1993 la Granata Press pubblicò cinque brevi storie a fumetti sceneggiate da Carlo Lucarelli e illustrate da Onofrio Catacchio, apparse sulla rivista Nova Express. Le storie furono poi raccolte in volume nel 1994 all’interno della collana Trame, ristampate dalle Edizioni BD nel 2003 e infine ripubblicate nel 2016 da Editoriale Cosmo nella collana Cosmo Noir, nel volume intitolato L’ispettore Coliandro. Una dimostrazione di quanto il personaggio fosse amato già prima dell’esordio televisivo.

Dal libro alla TV: come nacque la serie

La trasposizione televisiva nasce da un’idea del produttore Tommaso Dazzi, che dopo aver letto Il giorno del lupo contattò Lucarelli per proporgli un adattamento. Nel 2003 venne realizzato un film per la televisione omonimo, scritto da Lucarelli insieme a Giampiero Rigosi e diretto dai Manetti Bros. Il film piacque e la Rai diede il via libera alla produzione di una serie. Nella versione televisiva il personaggio viene promosso da sovrintendente a ispettore, un cambiamento rispetto ai romanzi che ne aumenta il peso gerarchico. A interpretarlo viene scelto Giampaolo Morelli, all’epoca trentunenne, che costruisce un personaggio destinato a diventare iconicamente italiano.

Coliandro: caratteristiche del personaggio

Chi è davvero Coliandro? È un poliziotto testardo e pasticcione, sempre in guerra con i suoi superiori. Non usa metodi ortodossi, parla un linguaggio diretto e spesso volgare, ma ha una sua morale. Viene da una famiglia di poliziotti: anche suo padre e suo nonno lo erano. Il padre morì a Palermo in un attentato mentre faceva da scorta a un magistrato, un trauma che segna profondamente il personaggio. Coliandro non ha una vita sentimentale stabile: ogni episodio lo vede infatuarsi di una ragazza diversa, salvo poi rimanere deluso. Il suo motto potrebbe essere la frase che apre la serie: «Il braccio maldestro della legge». Un personaggio che, nonostante i suoi difetti, è impossibile non amare.

Le differenze tra romanzi e serie TV

Tra la versione letteraria e quella televisiva di Coliandro esistono alcune differenze significative. Nei romanzi Coliandro è un sovrintendente, nella serie è un ispettore. La sua partner nei libri è la giovane Nikita (una pony express ribelle), personaggio presente solo nel primo episodio televisivo. L’ambientazione è sempre Bologna, ma nella serie la città viene raccontata con immagini più patinate e cinematografiche. I toni della serie sono più ironici e grotteschi rispetto ai romanzi, che mantengono una vena più cupa e realistica. Inoltre, nella serie ogni episodio è un film autonomo con omaggi a generi diversi, mentre i romanzi sono narrazioni più lineari.

L’eredità di un personaggio unico

Coliandro rimane uno dei personaggi più originali della fiction italiana. Il suo mix di incapacità e testardaggine, di comicità e dramma, lo rende unico nel panorama delle serie TV made in Italy. Giampaolo Morelli ne ha fatto il suo cavallo di battaglia per oltre quindici anni, portandolo a essere riconosciuto e amato dal grande pubblico. E anche se l’ottava stagione del 2021 ha chiuso il ciclo televisivo, il personaggio sopravvive nei libri di Carlo Lucarelli, nei fumetti e nello streaming su RaiPlay, dove le nuove generazioni continuano a scoprire le sue avventure.

Domande frequenti

Qual è il primo libro con Coliandro?
Il personaggio esordisce nel racconto Nikita (1991), seguito dai romanzi Falange armata (1993) e Il giorno del lupo (1994).

Esiste un crossover con Montalbano?
Sì, nel 2004 Lucarelli e Camilleri scrissero insieme Acqua in bocca, dove Coliandro incontra il commissario Montalbano.

Coliandro è un ispettore o un sovrintendente?
Nei romanzi è un sovrintendente, nella serie TV è un ispettore.

Quanti fumetti di Coliandro esistono?
Cinque storie a fumetti sceneggiate da Lucarelli e illustrate da Onofrio Catacchio, pubblicate tra il 1993 e il 1994.

Coliandro è basato su una persona reale?
No, è un personaggio interamente inventato da Carlo Lucarelli.


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